Ancora un ciclista vittima sulla strada: una coincidenza beffarda

[26 settembre 2013]

Anche Livorno, quest’anno, insieme ad altre 1881 città, ha aderito alla Settimana Europea della Mobilità, l’appuntamento internazionale appena concluso che ha avuto l’obiettivo di incoraggiare i cittadini all’utilizzo di mezzi sostenibili per gli spostamenti urbani (in bicicletta e a piedi, oltre che in autobus).

Potersi spostare in sicurezza in bicicletta o a piedi è stato un tema centrale degli eventi svolti durante la settimana trascorsa. E’ fondamentale ricordarsi che gli spostamenti effettuati a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici rappresentano un modo sostenibile per muoversi in città riducendo così l’inquinamento ambientale e acustico, e che camminare e pedalare fa bene anche alla salute di tutti, per non parlare del bene che fa alle tasche!

Ma mentre gli incidenti sulle strade extraurbane diminuiscono, niente cambia per le strade urbane, dove la grande maggioranza delle vittime sono ciclisti e pedoni.

Una ironia beffarda, dunque, che, in concomitanza con gli ultimi eventi livornesi della Settimana Europea della Mobilità, un ennesimo ciclista livornese abbia perso la vita sulla sua bicicletta. Per ricordare quello che ci auguriamo sia l’ultimo ciclista livornese vittima della strada la ‘ghost bike’, una bicicletta bianca che simbolizza tutte le vite perse in questo modo, è stata collocata in piazza San Marco, luogo dell’incidente di domenica.

I Pandaciclisti del WWF Livorno, insieme alle Triglie in Bicicletta della FIAB Livorno, chiedono agli amministratori locali, anche a coloro che si sono positivamente impegnati negli ultimi anni, che vengano destinate molte più risorse alla creazione di percorsi integrali e sicuri per la mobilità ciclopedonale urbana e extraurbana. Chiedono che questo avvenga all’interno di un piano integrato per la mobilità che riduca l’uso dell’auto privata, riduca la velocità massima a 30 km/h ad eccezione delle strade di grande scorrimento, aumenti la qualità dell’aria, aumenti la qualità degli spazi urbani e sopratutto migliori la sicurezza, percepita e reale degli utenti deboli.

Le nostre due associazioni sono favorevoli alla creazione di interventi, anche puntuali, di moderazione del traffico che inducano alla riduzione della velocità. Le tragiche vittime delle strade livornesi devono responsabilizzare tutti quanti a chiedere non tanto la rimozione di una rotatoria ma la riduzione della velocità sulle nostre strade.

Graziella Rossini e Diana Prince,  Pandaciclisti del WWF Livorno e Luca Difonzo, Fiab Livorno