Le iniziative in occasione del World Sea Turtle Day

50.000 tartarughe marine catturate accidentalmente ogni anno in Italia

TartaLife: pesca responsabile e informazione diffusa per garantire la conservazione della specie

[15 giugno 2017]

Il progetto Life+ TartaLife, che ha l’obiettivo di ridurre la mortalità delle tartarughe marine durante le attività di pesca professionale, sottolinea che «Ogni anno circa 50mila esemplari di tartarughe marine vengono catturati accidentalmente nei mari italiani; verosimilmente oltre 10mila non sopravvivono; la maggior parte viene liberata in mare direttamente dai pescatori mentre alcune centinaia vengono curate nei centri di recupero distribuiti lungo le nostre coste».

Secondo TartaLife, l’area a maggior rischio è il Mare Adriatico: con circa «24.000 catture all’anno di tartarughe marine che frequentano in massa quest’area caratterizzata da bassi fondali ricchi di nutrimento. Tuttavia, anche nello Ionio, nel basso Tirreno e nel Canale di Sicilia le catture accidentali di tartarughe marine sono tutt’altro che rare. Il rischio maggiore è rappresentato dalle reti da posta utilizzate dalla piccola pesca costiera e dalle reti a strascico – responsabili di oltre 20mila episodi di cattura ciascuno – e dai palangari che, con oltre 8.000 catture anno rappresentano uno degli attrezzi da pesca più impattanti».

Il progetto Tartalife è finanziato dalla Commissione europea attraverso ed è cofinanziato dal ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dalla Regione Marche. E’ promosso nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare e vede come capofila l’Istituto di scienze del mare (Ismar) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) che coordina le azioni degli altri 6 partner coinvolti, Provincia di Agrigento, Parco Nazionale dell’Asinara, Fondazione Cetacea, Aree marine protette delle Isole Egadi, e delle Pelagie e Legambiente.

Proprio l’associazione ambientalista sottolinea che «Negli ultimi anni la conservazione della Caretta caretta, la specie più comune nelle nostre acque inserita nella Direttiva Habitat e protetta da numerose Convenzioni internazionali, ha assunto un aspetto strategico per il bacino Mediterraneo. I pericoli principali per la conservazione della specie sono rappresentati dalle catture accidentali attuate dalla pesca professionale, dal traffico marittimo, dall’ingestione di plastica, dal degrado e urbanizzazione delle coste con conseguente danneggiamento dei siti di nidificazione. Le attività condotte da TartaLife nei primi tre anni di attività stanno fornendo informazioni estremamente utili sulla specie e sulle possibili misure di gestione. In particolare i dati di cattura, le interviste con i pescatori e l’aumento degli interventi dei Centri di Recupero lungo le coste italiane, descrivono una situazione sempre allarmante ma in lieve miglioramento. Grazie al coinvolgimento diretto dei pescatori e all’informazione sempre più diffusa, questi splendidi abitanti dei nostri mari possono avere maggiori prospettive di conservazione».

Alessandro Lucchetti del Cnr-Ismar aggiunge che «Il 70-80% circa delle tartarughe catturate con reti a strascico ha ottime possibilità di sopravvivenza nel momento in cui i pescatori adottano le procedure che TartaLife sta divulgando attraverso i corsi di formazione.  I pescatori che hanno aderito alle attività di progetto ora sanno che cosa fare e come aumentare le probabilità di sopravvivenza delle tartarughe catturate accidentalmente. La mortalità diretta appare più elevata nel caso dei palangari e delle reti da posta ed è per questo che TartaLife sta divulgando fra i pescatori anche l’uso di attrezzi a più basso impatto come gli ami circolari da utilizzare nei palangari e una tipologia di nassa che potrebbe essere utilizzata in alcuni periodi dell’anno in sostituzione delle reti stesse».

Sul fronte delle nidificazioni la situazione sembra migliorare, grazie anche ad una maggiore attività di monitoraggio delle possibili aree di ovodeposizione. La presidente di Legambiente Rossella Muroni è fiduciosa: «Le tartarughe Caretta caretta amano nidificare sempre più sulle spiagge italiane In Sicilia come in Campania, in Calabria e Sardegna come in Puglia, Lazio e Toscana, la scorsa estate sono stati monitorati ben 58 nidi di tartarughe. Un bel segnale per il nostro Paese e per la salute delle nostre coste, ma anche un monito per tutti noi: le tartarughe marine sono tornate a nidificare in Italia, ora dobbiamo tutelarle e proteggerle. E grazie al lavoro svolto con il progetto TartaLife insieme a Cnr e ai pescatori l’obiettivo potrà essere raggiunto».

In occasione del World Sea Turtle Day, domani, 16 giugno, TartaLife   invita cittadini e turisti a visitare i centri recupero tartarughe marine, veri e propri ospedali che ogni anno salvano centinaia di esemplari.  Domani e nei giorni a seguire, infatti, numerosi Centri, apriranno le porte ai visitatori per illustrare il lavoro di recupero e riabilitazione delle tartarughe catturate e per farli assistere alle liberazioni degli esemplari guariti.

Ecco le iniziative previste:

Parco Nazionale dell’Asinara: Il 16 giugno, in occasione della giornata mondiale delle Tartarughe, il Centro di Cala Reale sarà aperto dalle 10,00 alle 16,30 con varie iniziative di sensibilizzazione. Alle 15,30 sarà liberata la tartaruga Charlotte, dalla spiaggia dell’ossario (isola dell’Asinara). A distanza di pochi giorni sarà liberata anche la tartaruga Gigliola, recuperata nei pressi dell’area marina di Capo Caccia/isola Piana (Alghero), dove è attivo un centro di primo soccorso per tartarughe. La liberazione, che avverrà nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia/Isola Piana è organizzata grazie alla collaborazione del personale del Parco dell’Asinara e quello dell’Area Protetta algherese.

Contatti: Giovanni Vargiu, Alberto Ruiu – Telefono: 3408161772; 079/503388

Area marina protetta Isole Egadi:  Il 16 giugno, in occasione della Giornata mondiale delle Tartarughe, il centro di primo soccorso situato a Favignana nel Palazzo Florio, sarà visitabile dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00. In spiaggia saranno organizzate attività legate alla vita e alla salvaguardia delle tartarughe, dedicate sia ai bambini che agli adulti. Alle ore 11.00 verrà rimessa in libertà Cassiopea, un esemplare di Caretta caretta recuperato a Favignana da un pescatore che, dopo circa un mese di degenza, tornerà libera a nuotare nelle acque delle Isole Egadi. Cassiopea, che deve il suo nome ad un sondaggio condotto sulla pagina Facebook del Centro, ha superato i suoi problemi di galleggiamento, dovuti soprattutto all’ingestione di plastica. La liberazione avverrà al lido Burrone (Favignana) preceduta alle ore 10:00 dall’attività ludica con i bambini

Contatti: Monica Russo, Giorgia Comparetto – 328 3155313; 0923/921659 (AMP Isole Egadi)

Fondazione Cetacea Riccione: Il 17 giugno ritorno in acqua, a largo di Misano Adriatico, di una tartarughe. Sulla motonave turistica, la Queen Elisabeth, possono salire i turisti così da assistere a circa 3 miglia a largo al moment del rilascio, che verrà fatto con una imbarcazione più piccola.

Contatti: Alice Pari –  3402305184

Centro Recupero Tartarughe Marine Legambiente di Manfredonia: Il 18 giugno 2017, per festeggiare la giornata mondiale delle tartarughe marine, il CRTM di Legambiente a Manfredonia libererà alcuni esemplari di Caretta caretta curati presso la struttura. Parteciperanno all’evento i ragazzi del gruppo Scout di Manfredonia

Contatti: Giovanni Furii – 088-4571508 – 3475085535

Provincia Agrigento: In occasione del World Sea Turtle Day il Libero Consorzio Comunale di Agrigento (ex Provincia Regionale) avvia il Tartaworld, con attività di animazione e educazione ambientale nelle spiagge della provincia. Il week prevede i primi incontri  a San Leone (frazione balneare di Agrigento) e a Sciacca (lidi di contrada Foggia e San Marco).

Area marina protetta Isole Pelagie: Il16 giugno dalle ore 10,00  è prevista attività di sensibilizzazione presso la spiaggia della Pozzolana a Linosa