Il 90% delle balene cacciate in Norvegia sono gravide (VIDEO)

Ma il Paese scandinavo ne vuole cacciare di più, anche se il consumo di carne di balena è in calo

[5 maggio 2017]

Dopo che a marzo la televisione pubblica norvegese NRK ha trasmesso, in un’ora di grande ascolto, il documentario Slaget om Kvalen  (la guerra delle balene), nel ricchissimo e civile Paese scandinavo non cessano le polemiche per la terribile verità rivelata dal filmato, a cominciare dal fatto che il 90% delle balene uccise lungo le coste norvegesi sono femmine e quasi tutte gravide.

Teoricamente, dal 1986, ci sarebbe una moratoria mondiale sulla caccia alle balene, ma alcuni Paesi continuano a farla accampando motivazioni culturali.

I Paesi più noti per la violazione della moratoria sono Giappone e Islanda, ma in Norvegia le cose sono probabilmente peggiori: nel 2015 e 2016 il Paese ha ucciso da solo più cetacei che gli altri due messi insieme.

Le immagini di Slaget om Kvalen sono scioccanti perché mostrano chiaramente come le balene vengono massacrate e i feti che vengono estratti dalle carcasse senza vita delle mamme.

Il direttore di Greenpeace Norge, Truls Gulowsen, sottolinea che «Oggi, la caccia è ancora più inaccettabile perché da una parte c’è una violazione del codice internazionale, ma anche perché diventa impossibile da difendere dal punto di vista del benessere animale, dato che vengono cacciate a uno stato avanzato della loro gestazione»

La Norvegia è il primo Paese cacciatore di balenottera minore (Balaenoptera acutorostrata) ed è la sola a cacciare femmine incinta. Ma un capitano di una baleniera, Dag Myklebust, cerca di intorbidire le acque dicendo che il fatto che vengano uccise così tante femmine gravide è segno di buona salute della specie.

Anche il Giappone cacciava balene gravide, ma ha smesso dopo che nel 2016 sono state pubblicate le foto di una baleniera da “ricerca scientifica” di ritorno in un porto giapponese con le carcasse di 330 balenottere minori, quasi tutte femmine e la maggior parte incinta.

Ma non è tutto, mentre l’Islanda, dopo la fine della moratoria imposta dal passato governo di sinistra, ha deciso comunque di ridurre le sue quote di caccia perché ormai la carne di balena ha poco mercato e il wahle whatching è molto più redditizio,  la Norvegia ha invece proposto di aumentare quest’anno la precedente quota di 880 balene a 999, con l’obiettivo a lungo termine di portarla a 2.000 cetacei e con l’intenzione di estenderne il mercato a tutta l’Europa, anche se da qualche anno il consumo di carne di balena in Norvegia è in calo e se la stragrande maggioranza degli europei non mangerebbe mai carne di balena ed è contraria a cacciare i cetacei.

Videogallery

  • The Whale War (Slaget om Kvalen)