Abbattuto a fucilate un altro Ibis eremita. Waldrappteam: sospendere la caccia

Petizione internazionale contro la caccia illegale di uccelli in Italia

[20 ottobre 2016]

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In soli 40 giorni in Italia erano stati colpiti a fucilate tre esemplari di rarissimi Ibis eremita (Geronticus eremita)  durante il loro volo di migrazione. Waldrappteam, che cura la reintroduzione in natura di questi splendidi animali che si erano estinti nel nostro Paese, spiega che « Si tratta di un sesto dello stormo presente in quel momento in Italia» e rivela anche un altro caso accaduti più di recente, il 5 ottobre, vicino ad Alberese ed al Parco Regionale della Maremma, in provincia di Grosseto,.

«L´Ibis eremita giovane di nome Thor – spiegano i ricercatori – era in viaggio dall´area di riproduzione in Baviera all´Oasi Wwf Laguna di Orbetello, assieme a due conspecifici. Tutti i tre uccelli appartengono al progetto europeo di reintroduzione LIFE+, attuato dal Waldrappteam. Corinna Esterer, un membro del Waldrappteam, ha trovato l´uccello: “Thor era seduto per terra. Era ancora vivo, ma ovviamente ha sofferto ed era completamente esausto. È stato terribile vedere questa sofferenza”». Thor purtroppo non è sopravvissuto.

Il Waldrappteam è al limite della sopportazione per questa infinita barbarie italiana, ha presentato un esposto in Procura e al governo, chiede una sospensione della caccia per permettere agli ibis superstiti di migrare e denuncia: «Questi atti criminali sono noti in quanto tutti gli Ibis eremita di questa popolazione sono equipaggiati con trasmettitori GPS, un fatto che li rende una specie indicatrice per la dimensione reale della caccia illegale di uccelli in Italia. Presumiamo che i tassi di perdite di altre specie di uccelli minacciate, che non sono monitorate nell´ambito di un progetto europeo LIFE+, siano ancora più alti rispetto ai nostri uccelli. Si tratta di un numero altissimo di uccelli uccisi e un grave danno. Sono necessarie delle misure immediate ed effettive!»

Il Waldrappteam sembra stanco di ascoltare rassicurazioni delle istituzioni che poi fanno poc o nulla o le rassicurazioni delle Associazioni venatorie che poi vengono contraddette da qualche loro aderente che imbraccia il fucile per abbattere la fauna protetta e ha deciso di avviare su Avaaz  la petizione internazionale “Salviamo gli uccelli, no al bracconaggio in Italia”, contro la caccia illegale dell`Ibis eremita e altri uccelli protetti in Italia.

I ricercatori del Waldrappteam spieganio che «La petizione è stata avviata grazie all’attuale grande attenzione pubblica (più di 150 000 persone hanno seguito i casi attuali su Facebook) e rende possibile impegnarsi contro la caccia illegale di uccelli, un “atto ricreativo” per alcune persone senza riguardo, dove delle vite vengono annientate, degli animali vengono martoriati e delle specie vengono messe a grave rischio di scomparsa. Non è da sottovalutare inoltre l’effetto duraturo che ha sull’immagine dell’Italia, ma in particolare, danneggia sostanzialmente l’immagine delle associazioni venatorie italiane e dei cacciatori italiani».

La petizione, indirizzata in particolare a Cesare Patrone, capo del Corpo forestale dello Stato, è destinata anche alle parti interessate italiane e al parlamento europeo. Il Waldrappteam dice che «Misure legislative ed esecutive devono essere sviluppate ed implementate, in cooperazione con le associazioni per la tutela e la protezione della natura, ed in particolare collaborazione con gli operatori del progetto LIFE+ di reintroduzione dell´Ibis eremita».

Nella petizione si legge che «Gli Ibis eremita rappresentano un vero e proprio indicatore della reale estensione del bracconaggio in Italia. Il progetto LIFE+ è ben conosciuto ed ha una notevole popolarità in Europa. Ha stipulato accordi di cooperazione con alcune tra le più importanti associazioni venatorie in Italia. Un cacciatore che in passato uccise due esemplari della rara specie è stato di recente condannato dal tribunale di Livorno. Tuttavia tutto questo non è stato sufficiente a fermare il bracconaggio a carico dell’Ibis eremita, e si tratta solo della punta dell’iceberg!. E’ probabile infatti che tra le altre specie a rischio, non monitorate attraverso uno specifico progetto europeo, il tasso di abbattimenti illegali sia addirittura superiore. Uccidere un Ibis eremita non ha alcun beneficio tangibile, né per la specie, né per l’ecosistema e nemmeno per la società o il diretto responsabile»

Inoltre, spiega la petizione, «L’uccisione di questi uccelli è anche causa di considerevoli danni economici, sia per tutte le persone coinvolte nel progetto sia per tutti coloro che hanno contribuito finanziariamente a renderlo possibile e quindi è un grave danno anche per il pubblico».

La petizione  conclude: «Deve esserci assicurata una ragione per sperare per l’ibis eremita e per le altre specie!» Ma in Italia sono ancora troppi che invece di sperare preferiscono sparare ed abbattere la bellezza e l’impegno di molti per salvarla.