Abruzzo, successo nel Parco: il camoscio si riprende la sua terra [PHOTOGALLERY]

L’ungulato avrebbe colonizzato il Monte Marsicano, estendendo il proprio areale

[14 agosto 2013]

Anche se la notizia deve ancora essere confermata dall’Ente parco, sembra che adesso il camoscio d’Abruzzo abbia finalmente ampliato il suo habitat, colonizzando il Monte Marsicano, nel comune di Opi (L’Aquila) come testimoniano le foto amatoriali di alcuni escursionisti postate sul profilo Facebook di un agriturismo locale (Agriallevamento Podere Morgana): una grande notizia per il camoscio d’Abruzzo, o camoscio appenninico, che rappresenta una popolazione distinta da quelle alpina e si trova come si intuisce dal nome nell’area dell’appennino centrale e in particolare nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise.

Le corna più lunghe delle altre specie di camoscio e la colorazione particolare del muso, con una fascia di pelo scuro che ricopre gli occhi tipo una maschera e di una macchia chiara sulla gola, accompagnata da una fascia di colore bruno lungo il collo, danno un aspetto peculiare e splendido a questi animali che sono da sempre prede ambite da parte di cacciatori (prima) e bracconieri poi (da quando la specie è protetta), tanto da rischiare ad inizio dello scorso secolo l’estinzione.

Grazie al lavoro dell’Ente Parco che ha effettuato numerosi prelievi di esemplari per progetti di reintroduzione oggi si contano circa 2000 esemplari di camoscio d’Abruzzo, di cui una cospicua rappresentanza è presente nel Parco nazionale con una colonia stabile sulla Camosciara, sopra Civitella Alfedena.

Così, la storia del camoscio d’Abruzzo – nel bene e nel male – conferma l’importanza delle arre protette per la tutela della biodiversità, e dell’ambiente in generale, per il turismo, l’artigianato, la valorizzazione delle produzioni tradizionali e agricole, come ha confermato ieri lo stesso ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, in visita proprio nei paesi del Parco nazionale Abruzzo Lazio e Molise. «Manteniamo le risorse e usciamo dalla gestione commissariale del Parco, per rilanciare le aree protette-ha detto il ministro-Per fine anno avremo una conferenza nazionale cui parteciperanno non solo gli addetti del settore, ma anche gli operatori economici e i grandi decisori istituzionali, per confrontarci su un punto: il fatto che le aree protette, in questi anni, hanno rappresentato un elemento di trasformazione dell’economia e anche una possibile via di uscita dalla crisi».