Abusi al Centro recupero animali selvatici di Porto Azzurro: il Wwf non c’entra nulla con quel Cras

[26 giugno 2013]

Ieri abbiamo dato notizia dell’ordinanza di demolizione da parte del Comune di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba, di abusi edilizi denunciati da Legambiente nel Centro di recupero animali selvatici  realizzato in località Gelsarello, e sul cui recinto erano comparsi cartelli con la seguente scritta: “C.R.A.S. Centro recupero animali selvatici aut. N° 606 del 29/11/2011 In ottemperanza della LR 3/94 Della Provincia di Livorno per FORESTALE e WWF” aveva fatto pensare ai cittadini ad un’iniziativa forse discutibile e invadente ma con  finalità pubbliche.

Oggi la posizione di chi ha realizzato quegli abusi, di chi gestisce quella struttura e di chi l’ha autorizzata e che stranamene tace viene ulteriormente aggravata da un durio comunicato del Wwf Elba Capraia che rivela altri inquietanti risvolti di una vicenda che sta diventando sempre più incredibile ed indecente.

«In merito al caso del Cras di Pontecchio apparso in questi giorni sulla stampa – scrive il Panda isolano –  il Wwf intende precisare che l’Associazione non ha avuto con il Centro alcun rapporto, né si è mai avvalsa dello stesso per il recupero di fauna in difficoltà. Il cartello apposto all’ingresso “Centro recupero animali selvatici per Forestale  e Wwf” rappresenta infatti una autonoma iniziativa dei proprietari in quanto il Wwf non ha mai autorizzato l’utilizzo del proprio nome associato a tale Centro».

Ma l’associazione ambientalista va oltre e rivela che «In data 13 gennaio 2013 le proprie guardie volontarie avevano effettuato un sopralluogo al Cras del Pontecchio rilevando delle irregolarità rispetto all’autorizzazione a suo tempo rilasciata (il Centro  non disponeva di nessuna struttura idonea all’accoglienza della fauna selvatica né tanto meno il registro di carico e scarico degli animali). In seguito a tale verifica venne subito  presentato un esposto, con allegato fotografico, alla Provincia di Livorno e al Parco Nazionale evidenziando forti perplessità in merito al funzionamento dell’intera struttura».

Il Wwf conclude con considerazioni simili a quelle fatte ieri da Legambiente Arcipelago Toscano ed alle quali nessuno, tranne il Comune di Porto Azzurro, ha ancora risposto:  «Dispiace rilevare come, nella pressoché totale assenza di controlli da parte di chi avrebbe dovuto verificare,  sia stato utilizzato il paravento della fauna selvatica da recuperare per commettere l’ennesimo abuso edilizio».