Accorpamento del Corpo forestale dello Stato, Lipu: «L’Italia non faccia passi indietro»

Pecoraro Scanio: «Costoso e pericoloso. Meglio ridurre da 100 a 1 le polizie ambientali»

[14 aprile 2015]

Dalla conferenza stampa di ieri al senato, organizzata da Lipu-BirdLife Italia, Fondazione Univerde, Slow Food Italia e Gruppo Misto del Senato, è emerso che la Forestale è «un corpo specializzato che va difeso e rafforzato, con le sue competenze uniche in materia di ambiente, di agroalimentare e di difesa della fauna selvatica». Le associazioni ambientaliste ed i parlamentari presenti hanno anche lanciato un appello perché venga respinta l’ipotesi prevista dalla legge delega di accorpare il Cfs ad altra forza di polizia, decidendone di fatto lo scioglimento.

Il presidente della Lipu-Birdlife Italia,  Fulvio Mamone Capria, ha sottolineato che «In questo momento indebolire il Corpo forestale dello Stato con un suo eventuale accorpamento nella Polizia di stato favorirà il rifiorire di illegalità e disastri ambientali  In questi giorni partirà il progetto Adorno dove forestali e volontari della Lipu e di altre sigle contrasteranno lì abbattimento sullo Stretto di Messina a rapaci e cicogne. Chi lo farà l’anno prossimo? In questi ultimi trent’anni con i nuclei specializzati del Cfs – il Nirda per il tutelare i diritti degli animali, il Noa per l’antibracconaggio, il Niab per la lotta ai piromani – è stato garantito un servizio di eccellenza e professionalità unico in Europa. Green Hill, Terra dei Fuochi, operazione Pettirosso e Adorno, sono solo alcuni dei casi risolti dall’intelligence degli appartenenti al Corpo. Inchieste di altissimo livello che hanno fatto luce su maltrattamenti, traffici illeciti e reati a danno di cittadini e animali. Crediamo che l’unicità del Corpo forestale dello Stato debba essere sostenuta e potenziata con l’inserimento di polizie provinciali e dei corpi forestali di Regioni e province autonome».

Alla conferenza stampa erano presenti anche la presidente del Gruppo Misto Sel al Senato, Loredana De Petris, il presidente di Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, il Comandante del Cfs Campania Sergio Costa, il Comandante del Cfs Toscana Giuseppe Vadalà, il vicepresidente di Slow Food Italia Francesca Rocchi e il senatore Francesco Campanella (Gruppo Misto).

L’ex ministro all’Ambiente ed all’agricoltura Pecoraro Scanio ha evidenziato che «quando nel 2001 salvai il Corpo Forestale dallo smembramento tra le Regioni, facendo revocare un decreto già pubblicato, avevo già avviato un rilancio di questa istituzione, con quasi due secoli di storia, verso un sempre più chiaro ruolo investigativo e di polizia ambientale. Il 17 ottobre del 2000 istituii, con decreto ministeriale, i Nuclei Investigativi Provinciali di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) e il Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Ambientale e Forestale (NICAF), gli stessi che hanno scoperto il disastro della cosiddetta “Terra dei Fuochi” e oggi coordinano gli interventi in quell’aerea. Creai anche il Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi (NIAB) e il Nucleo Agroalimentare e Forestale (NAF) per contrastare gli incendiari e tutelare la sicurezza alimentare. Da allora, migliaia di inchieste e di condanne hanno dimostrato l’utilità del Cfs. Perfino Carlo Cottarelli, l’ex commissario per la spending review, ha verificato che questa forza di polizia incassa, grazie alle irregolarità scoperte, quasi lo stesso importo del proprio costo. Un caso più unico che raro. Disperderne le competenze significa danneggiare importanti inchieste: dalla Terra dei Fuochi a quelle per inquinamento; dissesto idrogeologico; semina illegale di Ogm; frodi agroalimentari; incendi; bracconaggio e crudeltà verso gli animali. Tutti reati rafforzati negli ultimi anni. Inoltre, la Direzione Nazionale Antimafia si è detta contrarissima ad accorpare il Cfs nella Polizia di Stato, proprio per il grave rischio di perdere un efficace strumento di polizia giudiziaria nel contrasto alle mafie».

Secondo l’ex leader dei Verdi, «per fare una vera riforma e ottenere veri risparmi si dovrebbero assorbire nel Cfs le circa 100 polizie provinciali ambientali e, magari, realizzare anche una Federazione con i corpi forestali di regioni e provincie autonome, creando una cabina di regia nazionale che consenta di economizzare e migliorare l’efficienza degli interventi. Chiedo al Presidente Matteo Renzi – di cambiare quel tweet in cui annunciava come riforma la riduzione dei corpi di polizia da 5 a 4. Meglio ridurre da 100 a 1 le polizie ambientali, questo sarebbe un vero risparmio con oltre 90 corpi di polizia in meno. Minori spese e soprattutto nessun indebolimento delle inchieste agli ecoreati e quindi nessun regalo alle ecomafie. Spero che il Senato sappia svolgere il ruolo di legislatore, non limitandosi a ratificare un scelta che anche i Senatori di maggioranza ritengono, alcuni in pubblico e quasi tutti in privato, un errore gravissimo».