Acidificazione degli oceani troppo rapida in Antartide. Effetto a valanga sulle catene alimentari (VIDEO)

Grave minaccia per l’ecosistema dell’Oceano: l'adattamento potrebbe diventare impossibile

[4 novembre 2015]

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Secondo lo studio “Abrupt onset and prolongation of aragonite undersaturation events in the Southern Ocean” pubblicato su Nature Climate Change,  le crescenti concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera stano provocando un  cambiamento così rapido nella  chimica del’Oceano Meridionale  che nei prossimi decenni le piccole creature alla base della catena alimentare potrebbero avere grosse difficoltà a formare i loro gusci.

Il nuovo studio realizzato da un team di ricercatori delle università  delle  Hawaii –  Manoa e dell’Alaska – Fairbanks (UAF) ha scoperto che «Per alcuni organismi l’insorgenza di tali condizioni critiche sarà così brusca, e la durata degli eventi così lunga, che l’adattamento potrebbe diventare impossibile . Lo studio utilizza una serie di Earth system models per determinare come l’assorbimento della CO2 di origine antropica e  la conseguente acidificazione dell’oceano interesseranno l’Oceano Meridionale nel corso del prossimo secolo.

La principale autrice dello studio, Claudine Hauri, una chimica ed oceanografa dell’International Artic Research Center dell’UAF  e dell’International Pacific Research Center di Mānoa, spiega che «L’oceano funge da gigantesca spugna per assorbire l’anidride carbonica in eccesso nell’atmosfera. Questo processo consuma gli ioni di carbonato, che sono richiesti dagli organismi  ed essenziali  per costruire e mantenere i loro gusci di carbonato di calcio. Se la concentrazione di ioni di carbonato scende al di sotto di una certa soglia –  noi la chiamiamo sottosaturazione -questi organismi devono  spendere di più energia per combattere la loro dissoluzione in queste condizioni chimiche avverse».

Uno degli organismi marini più minacciate è lo pteropodo, una piccola lumaca di mare che è la base della catena alimentare che dal  plancton va fino ai  pesci, alle balene e agli uccelli marini.

Non solo è la concentrazione di ioni di carbonato  a scendere a livelli pericolosamente bassi a causa dell’acidificazione degli oceani, ma queste condizioni diventeranno la nuova normalità in vaste zone dell’Oceano Meridionale.

Un altro autore dello studio, Tobias  Friedrich,  un climatologo dell’IPRC, sottolinea che «La nostra analisi dimostra che in gran parte dell’Oceano del Sud, la durata di tali eventi di sottosaturazione aumenterà bruscamente da un mese a più di sei mesi, in meno di 20 anni dal loro esordio, e potrebbe raggiungere periodi  lunghi quasi un anno alla  fine del secolo». E la Hauri  aggiunge: «Questo è un segnale chiaro. Data la rapida espansione prevista e il prolungamento di queste condizioni nocive, resta molto incerto capire se  gli pteropodi e altri organismi marini vulnerabili saranno in grado di adattarsi».

 Axel Timmermann, co-autore dello studio e professore di oceanografia all’IPRC,  evidenzia che  «L’unico modo per attenuare i rischi di acidificazione degli oceani per la vita marina e per  il nostro approvvigionamento alimentare è quello di frenare le emissioni di anidride carbonica»,

La Hauri fa notare che la cosa non riguarda solo l’Antartide: «Dato che gli oceani nelle egioni polari hanno naturalmente bassi livelli di concentrazioni di ioni carbonato, anche i mari intorno all’Alaska sono vicini a questa soglia critica».

Nell’Artico è aumentato il flusso di acqua dolce verso il mare e i ghiacciai si sciolgono sempre più rapidamente a causa dell’aumento delle temperature, tutto questo  contribuisce a diminuire ancora di più il livello di concentrazioni di ioni di carbonato. «Questo a sua volta peggiore il problema ancora di più . dice la Hauri  – “Altri organismi che costruiscono i loro gusci o scheletri con gli  ioni di carbonato, come ostriche, cozze e coralli, possono essere in pericolo».

Dato che sono diversi gli organismi interessati, cambieranno  le dinamiche preda-predatore nella rete alimentare ed influenzeranno altri organismi marini e terrestri.

Timmermann ha detto a Fairfax Media: «Quello che ci ha sorpreso davvero è stata  la repentinità con cui questa sottosaturazione si verifica in grandi aree dell’Oceano del Sud. In realtà è abbastanza spaventoso. Lo stato di fondo è già molto vicino alla corrosività. Per gli pteropodi può diventare molto difficile perché non possono s muoversi senza guscio. Non è che si scioglieranno subito, ma  hanno un fabbisogno energetico molto più elevato per formare i gusci. Data la vastità delle creature marine coinvolte nel take away di questa biomassa, si avranno effetti a valanga sul  resto della rete alimentare».

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  • Rapidly acidifying waters pose major threat for Southern Ocean ecosystem