Agli orsi polari puzzano i piedi (ed è una strategia vincente)

[10 novembre 2014]

Un team di ricercatori statunitensi ha pubblicato sul  Journal of Zoology un singolare studio  (An experimental investigation of chemical communication in the polar bear) che potrebbe spiegare molti dei misteri dei comportamenti degli orsi polari. Infatti il team, guidato da  Megan A. Owen dell’Institute for Conservation Research del San Diego Zoo Global e composto da ricercatori dello stessi istituto e di  Polar Bears Internationa e dell’Alaska Science Center dell’ US Geological Survey, sottolinea che «Si pensava che l’orso polare (Ursus maritimus ), con i suoi spostamenti nel suo vasto areale, un’esistenza solitaria e la riproduzione stagionale, favorisse i segnali olfattivi rispetto ad altre modalità di comunicazione. Tuttavia, la topografia del suo habitat di ghiaccio marino artico è generalmente privo dei supporti verticali fissi comunemente impiegati da parte degli altri orsi per marcarli con il proprio odore».

Secondo lo studio, questo ambiente privo di alberi e rocce potrebbe aver costretto gli orsi polari ad adottare  una strategia di marcatura unica  che permette loro di diffondere il loro odore attraverso le orme delle zampe. Per studiare il ruolo della comunicazione chimica negli orsi polari i ricercatori hanno raccolto “profumi” delle loro impronte da esemplari di sesso e classi riproduttive diversi riproduzione nel ghiaccio nei mari di Beaufort e dei Chukchi e poi li hanno sottoposti a 26 orsi negli zoo e scrivono che «i risultati dei test biologici comportamentali hanno indicato che gli orsi, soprattutto le femmine, avevano più probabilità di avvicinarsi al profumo dei conspecifici durante la primavera che in autunno. La reazione maschile di flehman (dal tedesco flehmen, mostrare l’arcata superiore dei denti, ndr), indicativa della percezione di segnali chimici attraverso l’organo vomeronasale, differenzia l’odore dei donatori  per sesso e condizione riproduttiva. L’esame istologico della pelle delle zampe prelevata da due femmine ha indicato importanti e abbondanti ghiandole apocrine insieme a grandi compound di follicoli dei peli, suggerendo che possono produrre odori che funzionano come segnali chimici».

I ricercatori americani sono convinti che questi risultati dimostrano che «l’odore delle zampe, indipendentemente dalla sua origine, trasmette informazioni sui conspecifici che possono facilitare il comportamento sociale e riproduttivo e che la comunicazione chimica in questa specie è stata una forma adattativa ai vincoli ambientali del suo habitat».

Insomma, gli scienziati hanno scoperto che gli orsi polari hanno i piedi puzzolenti e non perché sono sporchi ma per distribuire il loro odorato e lasciare scie chimiche ovunque passano. Cosa permette loro di marcare i loro enormi territori, spesso deserti di ghiaccio, e comunicare con i loro simili a grandi distanze.

Il territorio dell’orso polare è più vasto di quello di qualsiasi altro orso, inoltre questi carnivori sono solitari e si riproducono solo in alcuni periodi dell’anno, quindi si incontrano raramente (e non smpre finisce bene per i cuccioli).

Gli scienziati avevano prima raccolto testimonianze anedottiche e poi osservato di persona che a volte gli orsi polari annusano le tracce di altri orsi e poi magari decidono di seguire quelle di un esemplare invece che di un altro. L’indagine della Owen  e del suo team è partita da qui: hanno raccolto campioni di odore lasciati dalle zampe di  203 orsi polari selvatici che vagano nei ghiacci che ricoprono il Mare di Beaufort meridionale e il Mare dei Chukchi, poi li hanno fatti annusare a 10  orsi polari ed a 16 femmine adulti, sia allo stato selvatico che tenuti in cattività in 10 diversi zoo in tutto il Nord America. Ne è venuto fuori che gli orsi degli zoo erano più attratti da odori lasciati dagli orsi selvatici in primavera e dagli orsi del sesso opposto. I maschi erano particolarmente interessati alle orse in calore.

Le ghiandole sudoripare che lasciano queste tracce odorifere sono state trovate nelle zampe di due femmine studiate. Altri mammiferi utilizzano ghiandole sudoripare simili per marcare il loro territorio e comunicare il loro  stato sessuale o riproduttivo. Secondo i ricercatori gli orsi polari potrebbero anche utilizzare le zampe per spargere la loro urina sul terreno ghiacciato, segnando così i confini del loro territorio, ma l’insieme dei dati suggerisce che, come scrive la Bbc, che a questa ricerca ha dedicato un ampio servizio, «Gli orsi polari usano i loro piedi puzzolenti per comunicare informazioni personali ad altri orsi, soprattutto in certi periodi dell’anno. Se fosse vero, la scoperta significa che gli orsi polari comunicano in modo diverso dagli altri orsi, che marcano  oggetti verticali, come gli alberi, strofinando i loro corpi o le ghiandole anali per attaccarci l’odore». Gli orsi polari avrebbero superato il problema della mancanza di supporti stabili lasciandosi dietro scie puzzolenti mentre camminano.

Ma c’è un problema: il cambiamento climatico. I ricercatori infatti concludono: «Tuttavia, i segnali olfattivi distribuiti continuamente, necessari per il comportamento riproduttivo, possono risultare meno efficaci se le condizioni ambientali attuali e future possono causare interruzioni delle piste degli odori a causa di un aumento della fratturazione del ghiaccio marino» e senza tracce olfattive per gli orsi polari sarà difficile trovare i loro simili.