Ecologia sociale per Firenze, a bordo del Treno Verde la presentazione del progetto

Agricoltura sociale e tutela della biodiversità, da Firenze l’appello ai senatori

Legambiente: «Due leggi fondamentali per la circolazione dei semi tradizionali ferme in Senato»

[27 marzo 2015]

A Firenze, a conclusione del tour del Treno Verde in Toscana, dedicato all’agricoltura e all’alimentazione in vista di Expo Milano 2015, Legambiente ha lanciato due appelli ai senatori italiani e al Comune: «Approvare subito le leggi sull’agricoltura sociale e quella sulla tutela della biodiversità ferme da mesi al Senato e dare il via al regolamento per il Parco di Rusciano a Firenze per riqualificare finalmente l’area e rendere finalmente fruibili anche le aree fino ad ora non accessibili».

Beppe Croce, responsabile agricoltura di Legambiente, ha sottolineato che «La protezione e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare, l’agricoltura sociale, possono essere finalmente riconosciute come elementi fondamentali per la tutela della nostra salute, la lotta contro l’erosione dei suoli e la perdita di patrimonio genetico Per fare questo è però necessario che il Parlamento approvi definitivamente i due testi di legge che da mesi sono inspiegabilmente fermi al Senato, dopo l’approvazione all’unanimità alla Camera. Dalla tappa di Firenze del Treno chiediamo con forza ai senatori di fare presto e dare il via libera a due strumenti importantissimi per consentire tra le altre cose la circolazione e la parziale commercializzazione dei semi tradizionali in ambito locale. L’agricoltura ha, infatti, un ruolo fondamentale nel garantire la sovranità alimentare e la sicurezza alimentare a partire dalla tutela e valorizzazione delle varietà, delle razze e dei prodotti tradizionali, con particolare sostegno alle reti di agricoltori custodi del territorio che garantiscono la riproduzione del patrimonio genetico locale attraverso il libero scambio dei semi».

Legambiente ha illustrato il  Manifesto per la Nuova Agricoltura, firmato oggi da anche da Susanna Cenni (PD), della Commissione agricoltura della Camera, e  dall’assessore all’Agricoltura della Regione Toscana Gianni Salvadori e sottolinea che «La biodiversità degli ecosistemi agricoli si è notevolmente ridotta nei decenni passati non solo per l’estrema specializzazione delle colture, ma anche per l’abbandono  delle classiche sistemazioni poderali, quali siepi e alberature, che rappresentavano importanti ecosistemi per molte specie animali e vegetali. Il ripristino di questi ecosistemi, oltre al valore paesistico, è una garanzia di maggiore fertilità del suolo e capacità di autodifesa delle stesse colture da reddito».

Secondo Ascencio Cordoba, presidente della Coop Norandino, socio di Alce Nero, «Questa è un’agricoltura che consente anche di combattere le sfide contro la malavita formata da 7mila famiglie di agricoltori che producono in modo biologico zucchero di canna integrale, cacao e caffè e che sono riusciti a riappropriarsi dei propri territori, strapparli ai coltivatori di piante di coca, instaurando un circolo economico virtuoso, arricchente per tutti e senza impoverire la terra».

Insomma, secondo ambientalisti ed agricoltori, «Lotta ai cambiamenti climatici, sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità sono questioni che devono essere affrontate anche a partire dai contesti urbani» e n’occasione importante per Firenze viene individuata dal Cigno Verde nel dossier Firenze NaturainCittà!: Tre percorsi progettuali di ecologia sociale per Firenze”, presentato a bordo del Treno Verde. «Tra gli obiettivi – spiegano gli ambientalisti – vi è la costituzione di un network di associazioni e cittadini, l’Ecomunicipio, che si occuperà di fare rete tra i vari soggetti-attori dello spazio pubblico, e lo sviluppo di laboratori e attività formative con le scuole ed i cittadini per l’apertura di un “Cantiere di Bellezza” all’interno di Rusciano e del Quartiere 3».

Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, conclude: «A Firenze abbiamo proposto ad esempio l’attivazione di nuove forme di agricoltura sociale che hanno per oggetto il recupero e la gestione delle olivete pubbliche di proprietà del Comune e la realizzazione di frutteti sociali all’interno delle aree verdi della città. E’ a nostro avviso la dimostrazione di come si possa pianificare dal basso porzioni significative di quartieri storici della città e di come l’agricoltura sociale possa diventare nel prossimo futuro una proposta non solo ricreativa bensì di impegno e di cittadinanza attiva».