Agrobiodiversità in Toscana, ad Alberese la mostra mercato del coltivatore custode

Su 877 risorse genetiche iscritte nel repertorio della regione Toscana, 751 sono a rischio estinzione: 200 coltivatori custodi per preservarle

[11 settembre 2018]

L’agrobiodiversità è un sottoinsieme del più grande tema della biodiversità e riguarda in modo specifico le varietà vegetali e le razze animali, coltivate o allevate e il territorio di origine. Un tema emerso perché. Come spiega la Regione Toscana, «La diversità della natura coltivata o allevata è stata messa a rischio dall’industrializzazione dell’agricoltura. La spinta alla massima produttività delle colture ha infatti richiesto la selezione e la diffusione di cultivar uniformi e standardizzate sia a livello delle sementi che del loro metodo di coltivazione». Il lavoro su questo tema è cominciato in Toscana nel 1997, con una specifica legge regionale (la 50/97) sulla tutela delle risorse genetiche autoctone locali, che nel 2004, è stata modificata e sostituita dalla 64/2004 su “Tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale”, legge per la quale la Regione Toscana ha ricevuto nel 2010 una menzione d’onore dal World Future Council, che sostiene le migliori politiche sostenibili e rispettose dei diritti universali.

Attualmente nel repertorio della Regione Toscana sono iscritte 877 risorse genetiche: 578 di specie legnose e da frutto, 138 erbacee, 114 specie ornamentali e da fiore, 25 di interesse forestale e  24 risorse genetiche animali. «Di queste 877 – sottolinea la Regione –   ben 751 sono considerate a rischio di estinzione. Per mantenerle in vita da oltre 20 anni esiste una rete di protezione formata da quasi 200 coltivatori custodi, il cui impegno consiste nel mantenimento in purezza di queste varietà e da alcuni nodi di riferimento, le cosiddette banche del germoplasma: sono ben 9 in Toscana e in queste si garantisce la conservazione di tutte le varietà».

Secondo la Regione Toscana  «Le varietà a rischio estinzione possono rappresentare una occasione di sviluppo per l’agricoltura toscana» e per questo ora intende «promuovere il possibile rilancio nel sistema produttivo di molte di queste risorse anche attraverso la riedizione della “Mostra Mercato del Coltivatore Custode”«, che si terrà nella tenuta di Alberese, al Granaio Lorenese, dal 14 al 16 Settembre. Contestualmente la Banca regionale del Germoplasma allestirà anche una mostra pomologica di frutti antichi della Garfagnana e del Casentino. Verranno presentati alcuni Progetti Integrati di Filiera che hanno avuto per oggetto studi sulla trasformazione e modalità di valorizzazione di varietà locali toscane.

La visita della “Mostra Mercato del Coltivatore Custode” sarà libera e gratuita e comprenderà anche la partecipazione ad eventi collaterali, come la dimostrazione pratica del lavoro tradizionale dei Butteri, con sbrancamento della mandria di bovini e doma del puledro (sabato 15 alle ore 10); oppure il racconto della storia e delle origini della tenuta di Alberese, con riflessioni sul suo presente e sul futuro (sabato 15 alle ore 15.30); o, ancora, la visita della Selleria, con focus sulle tecniche di allevamento dei cavalli allo stato brado e dei bovini di razza maremmana (domenica 16).

La mostra sarà una occasione unica per conoscere e apprezzare le risorse genetiche locali attraverso il racconto dei protagonisti, per tessere relazioni con le contadine e i contadini, per apprezzare il loro lavoro, impegno ed entusiasmo. Attraverso la mostra mercato si vuole sensibilizzare la comunità a sostenere produzioni agrarie e alimentari di qualità e a valorizzare le produzioni locali, riconoscendo ai Coltivatori Custodi una importante funzione di creatori del paesaggio toscano, di custodi di sapori e saperi, di cultura e patrimonio identitario, anche in un contesto generale di sostenibilità agroambientale e lotta ai cambiamenti climatici.

L’evento rappresenterà anche l’occasione per presentare al pubblico le attività ed i prodotti dei Coltivatori Custodi e far nascere circuiti locali di produzione e consumo. A questo scopo venerdì 14 Settembre alle 15 sarà organizzato anche un workshop dal titolo “Azioni per animare l’agrobiodiversità toscana: Hub, rete di imprese e altro”.

L’assessore regionale all’agricoltura, Marco Remaschi, conclude: «La salvaguardia delle varietà di frutta, ortaggi, cereali, foraggi e delle razze animali autoctone è uno dei fondamenti delle nostre politiche agricole. Proteggere dal rischio di estinzione e valorizzare questo patrimonio di biodiversità è elemento irrinunciabile della nostra strategia volta a garantire l’identità di un territorio, la sua cultura rurale, il lavoro degli agricoltori che ci vivono e delle loro comunità. Ma oggi fondamentale è anche l’impegno a reimmettere queste varietà, o almeno alcune di queste, in un circuito produttivo. La loro presenza non solo può sostenere attività di rilancio economico, specie nelle zone considerate marginale, ma rafforza anche l’immagine della Toscana come luogo di qualità per l’equilibrio fra ambiente, agricoltura e attività dell’uomo, un vero e proprio agroecosistema».