Aigae: 25 anni fa legge innovativa sui Parchi, con le nuove norme effetti devastanti sul turismo ambientale

Spinetti: rischi di tassa a carico del turista per ammirare bellezze naturalistiche?

[7 dicembre 2016]

Stefano Spinetti è il presidente nazionale dell’Associazione guide italiane ambientali escursionistiche (Aigae), geologi, biologi, archeologi, naturalisti che conoscono palmo , palmo l’Italia  che ogni anno ben 3 milioni e 400.000 turisti seguono lungo sentieri, siti archeologici , geo siti, parchi nazionali e non , aree protette, e non è assolutamente convinto che la riforma della legge sulle aree protette approvata al Senato ed ora in discussione alla Camera – crisi ed elezioni permettendo –  sia davvero un bene.

Spinetti spiega che  «Venticinque anni fa vedeva la luce la prima legge italiana , la 394/91 sulle aree protette. Una legge innovativa per l’Italia, tanto da divenire quasi un’icona: la legge 394/91. Oggi, dopo 25 anni, giustamente si vogliono apportare delle modifiche per migliorarne la funzionalità. Ma tra le norme per assicurare una migliore gestione, si stanno inserendo alcuni articoli che, con l’intenzione di voler aumentare lo sviluppo turistico e quindi anche l’occupazione nei parchi, in realtà andrebbero a generare effetti contrari e devastanti”.

Spinetti ribadisce che «L’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, l’unica che rappresenta le guide presso il Governo, esprime forti perplessità in merito alle modifiche alla legge 394/91, recentemente approvate dal Senato e ora tornate alla Camera dei Deputati per la battuta finale, per quanto previsto in tema di servizi turistici, che dovrebbe favorire occupazione ma che a nostro avviso potrà far scaturire pericolosi e incontrollabili effetti opposti. Non riteniamo di dover entrare nel merito delle misure di gestione e amministrazione delle aree protette. Quando però si entra nel novero del turismo, e ancora di più di turismo nei parchi, la nostra esperienza unita alla nostra competenza ci consente di esprimere considerazioni sicuramente utili e di buon senso. Allo stesso tempo però non capiamo perché queste non vengano prese in considerazione. Tra le altre cose, non corrisponde nemmeno a verità quanto recentemente dichiarato da alcuni esponenti politici, e cioè che le riforme siano state concertate anche con le associazioni di categoria. C’è da capire di quali associazioni parlino, visto che noi, essendo l’unica associazione di categoria italiana dei professionisti dell’accompagnamento in natura, se fossimo stati consultati lo sapremmo certamente!»

Secondo il presidente Aigae  Le modifiche alla legge sulle aree protette ed i parchi che si stanno apportando in Parlamento rischiano di generare effetti devastanti per il turismo ambientale, perché ad esempio  viene introdotto il concetto per un parco di “gestire in proprio servizi di carattere turistico-naturalistico”, pericolosa opportunità solo in parte mitigata dall’opzione di concessione a terzi ma che in sostanza si traduce in una novità che permetterà ai parchi di organizzare e vendere direttamente servizi turistici; cioè si permette all’ente pubblico di fare libera e spudorata concorrenza. Per non citare il pericolo, nascosto dietro l’intento di “favorire l’occupazione giovanile ed il volontariato”, che può portare ad una proliferazione di finto associazionismo di cui il nostro Paese trabocca in settori dove in realtà il volontariato non ha senso di esistere, quali l’effettuazione di servizi turistici, l’accompagnamento a pagamento, i viaggi etc., che devono essere gestiti da professionisti se si vuole veramente favorire l’occupazione.  Ed ancora i parchi  saranno autorizzati a chiedere una gabella per qualsiasi, dico qualsiasi “servizio offerto nel territorio dell’area protetta. Una enorme assurdità che provocherà sicuramente problemi e contenziosi a non finire tipo la famosa scena di Totò che, nel tentativo di vendere la fontana di Trevi a un americano, chiede soldi a ogni turista che la fotografi! Crediamo che una norma del genere vada senza dubbio e come minimo dettagliata meglio, definendo campi e criteri di applicazione, importi minimi e massimi. Aprire una porta di questo tipo è estremamente pericoloso e può portare a contenziosi infiniti e senza alcun senso. Ed ancora il Parco potrà chiedere agli operatori turistici Pagamenti per i servizi ecosistemici ed ovviamente il tutto si tradurrà in un aumento di costi per gli stessi turisti . Dunque una sorta di tassa per ammirare le nostre bellezze naturalistiche».

Spinetti conclude: «Infine, riteniamo assurdo, grave e anacronistico che la norma attualmente esistente, all’art. 14, comma 5, sul “titolo di guida parco”, da sempre troppo breve, confusa e priva di ogni dettaglio utile alla comprensione, che ha generato negli anni le più fantasiose interpretazioni molto spesso di comodo, sia rimasta invariata! Riteniamo che queste norme non portino ad un serio sviluppo dell’occupazione nei parchi né ad un incremento della conoscenza turistica ma anzi, al contrario, introducano norme che possano pericolosamente portare a incontrollati effetti opposti. Invece chiediamo una efficace politica di sviluppo , di promozione turistica e di occupazione nelle aree protette che ha bisogno di norme chiare e precise e di facile applicazione».