Riceviamo e pubblichiamo

Al largo delle isole Egadi avvistati rari grampi e globicefali

[3 ottobre 2016]

avvistamento-egadi

Nel corso dell’ultima uscita della campagna estiva di monitoraggio cetacei nello Stretto di Sicilia, tra Palermo e Tunisi, al largo delle isole Egadi sono stati avvistati diversi individui sia di grampi sia di globicefali su una batimetrica di circa -500 metri

Entrambe le specie di cetacei, pur presenti nel mediterraneo, sono rare da avvistare e non sono molte le segnalazioni in questo tratto di mare. Lo studio sulla presenza e distribuzione dei cetacei e delle loro minacce all’interno dello Stretto di Sicilia è portato avanti dall’associazione siciliana Ketos insieme al dipartimento di Scienze della terra e del mare dell’università di Palermo. Il monitoraggio è cominciato nel 2013 e si è inizialmente concretizzato con la collaborazione di Accobams (l’accordo internazionale per la conservazione dei cetacei nel Mar Mediterraneo)  in accordo con un gruppo di enti di ricerca italiani e tunisini. Tra gli scopi del progetto, oltre a fornire indicazioni sulla presenza di cetacei nel Canale, c’è anche quello di verificare i pattern di migrazione della balenottera mediterranea. Al fine di poter garantire un monitoraggio annuale anche in zone difficilmente raggiungibili dai normali mezzi di ricerca nautici e per ottimizzare i costi, il gruppo di ricerca, con la collaborazione della Grimaldi Lines, utilizza i traghetti di linea come piattaforma di osservazione seguendo uno specifico protocollo di ricerca.

Mario Tringali, responsabile scientifico dell’associazione Ketos sottolinea come  «grazie alla proficua collaborazione con ricercatori italo-tunisini possiamo realizzare congiuntamente un programma di monitoraggio transfrontaliero che permetterà, tra le altre cose, anche di valutare l’impatto delle grandi navi sulle balene in un’area con la più altra frequenza di traffico marittimo nel Mediterraneo; dal bordo delle navi, inoltre, monitoriamo anche la distribuzione delle plastiche galleggianti».

Giuliana Pellegrino esperta nel monitoraggio nello Stretto spiega: «Solitamente avvistiamo principalmente Tursiopi e Stenelle ed a volte Delfini Comuni; l’avvistamento di grampi e globicefali è un evento molto sporadico in queste acque, sono animali rari e dal comportamento molto schivo».

La tratta studiata rientra all’interno di un network mediterraneo, coordinato da Ispra, dove la distribuzione di cetacei e tartarughe marine e le loro relative minacce (in particolare traffico marittimo e plastiche) è monitorata utilizzando i traghetti di linea. All’interno del network vi sono diversi enti ed Università; il monitoraggio, infatti, viene effettuato tra Italia, Francia, Grecia, Spagna e Tunisia.

Con la fine dell’estate, però, non si interrompe la ricerca; il team di ricerca, infatti, è già pronto per le prossime traversate invernali.

di Accademia del Leviatano, ente per lo studio e conservazione dei mammiferi marini