Al via in Tanzania la più grande campagna di monitoraggio degli elefanti (VIDEO)

Iniziativa di governo e Wwf per munire di radiocollari gli elefanti del Parco Selous per monitorarne gli spostamenti e prevenire il bracconaggio

[4 aprile 2018]

In Africa la strage di elefanti non sembra aver fine: ogni anno i trafficanti di avorio ne uccidono in media 20.000, ma in Tanzania il governo e il Wwf hanno deciso di passare al contrattacco  e hanno  lanciato «la più grande campagna di monitoraggio della popolazione di elefanti tramite radio collare».

Il Wwf sottolinea che «Con oltre il 90% degli elefanti sterminati negli ultimi 40 anni all’interno del Selous Game Reserve (sito World Heritage Unesco), rafforzare la capacità di controllo e monitoraggio dei ranger è essenziale per ricostruire le popolazioni decimate dai bracconieri. Nell’ambito del progetto, che durerà 12 mesi, 60 elefanti saranno radiocollarati all’interno e ai margini dell’area parco. Ciò consentirà ai ranger e al personale di tracciare i movimenti dei pachidermi e reagire in tempo reale in caso di eventuali minacce. L’uso dei collari satellitari è uno strumento di comprovata efficacia per il monitoraggio della fauna selvatica, anche per aumentarne la sicurezza. Grazie alle informazioni raccolte con i radiocollari si potranno anticipare gli spostamenti dei branchi di elefanti e prevenire i pericoli che potrebbero incontrare sul loro cammino, sia quelli collegati al bracconaggio sia quelli relativi  al conflitto con le comunità umane. I collari, infatti, potranno anche indicare gli spostamenti degli elefanti verso i villaggi e i campi coltivati».

La scorsa settimana due elefanti facenti parte della popolazione del Selous Game Reserve sono stati radiocollarati nel vicino Mikumi National Park. Per applicare il radiocollare a questi giganti (che possono arrivare pesare 6 tonnellate) l’animale viene prima sedato a distanza con un dardo, poi immobilizzato. Una volta sedato, la squadra entra in azione per applicare il collare e per raccoglie dati sulla salute dell’elefante. In tutto le operazioni richiedono circa 30 minuti, dopo di che all’animale viene iniettato un farmaco per rianimarsi e in pochi minuti può riunirsi al suo gruppo familiare.

Asukile Kajuni del Wwf Tanzania, aggiunge: «I collari satellitari sono un primo importante passo verso l’obiettivo “Zero bracconaggio”, consentendo ai team di protezione della fauna selvatica di stare sempre sul chi vive contro gli attacchi dei bracconieri che sappiamo essere senza alcun tipo di scrupolo».

Per garantire una maggiore efficacia nell’intercettare gli spostamenti degli elefanti i dati arriveranno direttamente sui cellulari degli operatori.

Intanto il Wwf sta lavorando con le comunità locali e le forze dell’ordine per far sì che i bracconieri non restino impuniti. »Negli ultimi 40 anni – ricordano gli ambientalisti – il crescente bracconaggio ai danni degli elefanti per le zanne d’avorio ha decimato letteralmente la popolazione, che è passata dai 110.000 agli attuali 15.200 individui. Cosa che ha spinto l’Unesco a inserire la Seolus Game Reserve tra le aree World Heritage a rischio. Per raggiungere l’obiettivo “Zero bracconaggio” è necessario realizzare una sinergia che va dalle azioni di intelligence (compresi gli sforzi per localizzare le aree di addestramento dei criminali), alla collaborazione con giudici e pubblici ministeri».

Margaret Kinnaird, Leader del Wwf Wildlife Practice, conclude: «Ogni anno, in media, 20.000 elefanti vengono uccisi per le loro zanne in Africa:  questo è inaccettabile e deve finire ora»

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