L’infrastruttura favorirebbe l’esportazione di granchi giganti in Cina

In Alaska “la strada verso il nulla” che minaccia di distruggere un’area protetta

[12 marzo 2014]

Il segretario degli Interni Usa è sotto tiro del Partito repubblicano perché ha respinto  la proposta della Sally Jewell di costruire una strada (sterrata) dal costo di 75 milioni di dollari attraverso una zona selvaggia e disabitata dell’Alaska. Una campagna contro l’amministrazione del Presidente Barack Obama alla quale si stanno  alacremente dedicando i media della destra statunitense, guidati da Fox News, National Rewiv e CNS News, che presentano la decisione del Dipartimento degli interni Usa come un esempio della «guerra di Obama agli esseri umani» e della sua «spregevole insensibilità verso il valore della vita umana».

La proposta da tempo in discussione è quella di realizzare una strada lunga 20 miglia che avrebbe dovuto tagliare in due  l’Izembek National Wildlife Refuge, una delle più note aree di wilderness statunitensi, per collegare i villaggi di King Cove (948 abitanti  e Cold Bay (108 abitanti), con l’apparente intento di consentire a queste due minuscole comunità di accedere ad un aeroporto più grande a scopi sanitari. Quel che la destra repubblicana non dice  è che il governo, per non realizzare la strada,  ha già speso  milioni di dollari dei contribuenti per soluzioni alternative per migliorare l’assistenza medica ed  anche per soddisfare la richiesta dei 108 cittadini di King Cove di avere un hovercraft per i collegamenti e per migliorare i servizi sanitari.

Se approvata, la strada che ormai tutti chiamano “Road to Nowhere”,  creerebbe un pericolosissimo precedente, visto che sarebbe la prima realizzata in una protected wilderness area Usa. La senatrice repubblicana dell’Alaska Lisa Murkowski  si è battuta strenuamente per realizzare la “strada verso il nulla”, ma un controllo dei finanziamenti elettorali alla Murkowski ed al suo Political action committee, Denali Leadership Pac, rivela una scia di donazioni fatte da organizzazioni e  lobbysti che hanno partecipazioni finanziarie nella costruzione della strada. Cifre imbarazzanti che sembrano confermare  rafforzare ciò che denunciano da tempo comitati locali dell’Alaska, tribù autoctone, ambientalisti e biologi ed ex leader delle agenzie di protezione ambientale: la storia è molto più complicata di quello che i la senatrice Murkowski ed il suo manipolo di iper-conservatori eco-scettici vogliono far credere… e non è una bella storia.

Come rivela ThinkProgress, tra i contributi politici arrivati alla  Murkowski, i più significativi vengono da un’impresa che dagli anni ’90 ha speso quasi 800.000 dollari per fare lobbyng al congresso ed al governo Usa  per conto dell’Aleutians East Borough (Aeb), da sempre sostenitrice del progetto “Road to Nowhere”.

Secondo la Sunlight Foundation, l’impresa Robertson, Monagle, and Eastaugh, che poi ha cambiato nome in Hoffman, Silver et al, ha contribuito con più di  11.000 dollari alla campagna elettorale della Murkowski ed il suo Pac ha ricevuto più di 35.000 dollari dall’Aeb. Poi Hoffman, Silver et al ha scucito altri 7.700 dollari, mentre l’Aeb raccoglieva più di 435.000 dollari.  Il “Lobbying disclosure” elenca  sia Robertson, Monagle, and Eastaugh che Hoffman, Silver et al. Come lobbisti al soldo dell’Aeb che spingono per realizzare la strada nell’ l’Izembek National Wildlife Refuge. Tre i principali clienti di Both Robertson, Monagle and Eastaugh ed Hoffman, Silver et al. ci sono anche i principali produttori di frutti di mare statunitensi, compreso il più grosso di tutto il Nord America: la Trident Seafoods.

Nel 2012 la senatrice  Murkowski è stata la politica Usa più finanziata da un altro gigante dei frutti di mare, Peter Pan Seafood, e secondo il Center for Responsive Politics, è l’unica senatrice ad aver ricevuto soldi da questa company alimentare anche nel 2014. Non dovrebbe essere una coincidenza il fatto che Peter Pan Seafood  gestisca il più grande impianto di conservazione del pesce e di granchi giganti del pacifico  a King Cove.

Nonostante le affermazioni di Murkowski e la campagna dei media conservatori,  la strada in mezzo alla riserva non  è necessaria a facilitare l’accesso alle cure sanitarie del migliaio di abitanti di King Cove e Cold Bay , l’ex Segretario agli interni Usa, Bruce Babbitt ha chiarito, in un editoriale pubblicato l’11 marzo dal Los Angeles Times, che già negli anni ’90, quando venne proposta par la prima volta la  “Road to Nowhere”,  aveva lo scopo dichiarato di accelerare il trasporto di frutti di mare dalle industrie conserviere di King Cove a Cold Bay.

I sostenitori della strada hanno quindi cambiato tattica e, venti anni dopo, dicono che la costosissima arteria stradale non ha nulla a che fare con l’industria dei granchi giganti del pacifico e dei frutti di mare, ma serve solo per permettere a due popolazioni isolate di  usufruire dei servizi sanitari… è abbastanza sorprendente che queste preoccupazioni per la salute di qualche centinaio di persone venga da chi si batte ferocemente contro la riforma di Obama che estende l’assistenza sanitaria ai più poveri. Ma tutti sanno che il vero scopo per la costruzione della “Road to Nowhere” – nonostante gli impegni e le promesse in senso contrario – è lo stesso di 20 anni fa: lo spostamento dei pesci e dei lavoratori stagionali da e verso i conservifici di King Cove.

Babbitt ricorda anche che grazie ad un accordo raggiunto nel 1998 con l’aiuto dell’’ex senatore Ted Stevens, «i contribuenti statunitensi hanno già finanziato  soluzioni alternative per risolvere le preoccupazioni di King Cove riguardo le emergenze mediche, con la chiara consapevolezza che la strada non sarebbe quindi stata costruita». In base a quell’accordo, King Cove ha chiesto e ricevuto ben 37,5 milioni dollari per adeguare il suo  ambulatorio e comprare un hovercraft che il sindaco di King Cove, Stanley Mack,  ha definito la “macchina salva-vita” perché è in grado di trasportare 50 passeggeri e 20 tonnellate di carico (incluse ambulanze e camion, in caso di emergenza) e che in soli 20 minuti collega King Cove e Cold Bay.

Ma la senatrice Murkowski è  di nuovo alla carica come se l’accordo del 1998  non ci fosse mai stato e che la vita dei  poveri abitanti dei due villaggi è ogni giorno a rischio perché Obama preferisce difendere un deserto di paludi.  Ma nel 2001, durante un’infuocata assemblea pubblica, un amministratore locale che sostiene la strada ammise che l’unico vantaggio che avrebbe dato era quello di consentire il trasporto di “prodotto fresco” della  Peter Pan Seafood da King Cove all’aeroporto di Cold Bay. Da qui l’Aleutians East Borough  vorrebbe spedire direttamente in Cina ed in altri mercati asiatici i granchi giganti vivi pescati nel mare delle Aleutine.

Il progetto stradale, oltre a distruggere una delle aree più intatte dell’Artico, 315.000 acri tra i più ricchi di biodiversità del Nord America,  sarebbe quindi una enorme spesa di soldi pubblici per favorire interessi privati e, come dice Tom Schatz, president di  Citizens Against Government Waste, «la proposta della  strada nell’Izembek sembra servire solo ad interessi localistici e particolari ed è rappresentativa di altri infami progetti di trasporto in Alaska, come il ‘Bridge to Nowhere’ e l’aeroporto da 75.5 milioni di dollari costruito l’anno scorso su un’isola disabitata».