Alla Piana a rischio l’atterraggio politico

[26 luglio 2013]

Il voto del consiglio regionale  non conclude la vicenda di Peretola e ancor meno quella del PIT. Al voto come sappiamo seguono non solo commenti critici ma anche manifestazioni segno evidente che la partita resta aperta per molti versi. Il che nulla toglie ovviamente al significato positivo di un voto che avrebbe potuto innescare una grave crisi istituzionale. Tra i commenti si segnalano quelli del Garante della partecipazione che ricorda come proprio sulla Piana la legge regionale abbia svolto un ruolo molto importante di coinvolgimento delle comunità locali. Morisi ricorda naturalmente che in ogni caso poi le decisioni competono alle assemblee elettive. Ma è proprio qui che finora è rimasto e rimane in ombra un passaggio politico cruciale che non riguarda solo la pista della Piana, ma il PIT nel suo complesso e più in generale le politiche ambientali della regione. Infatti su non poche e non poco rilevanti questioni del PIT da tempo registriamo non solo divisioni tra livelli istituzionali ma anche politiche all’interno della maggioranza che governa la regione e dello stesso  partito che ne ha la maggiore responsabilità. Qui la partita non riguarda è chiaro la legge sulla partecipazione ma come le forze politiche intendono e sanno far fronte a scelte regionali non più rinviabili ad altro momento o sede. Singolare, ad esempio, che chi ha appena votato il provvedimento come il consigliere  Tognocchi sostenga che è assurdo pensare di fare prodotti biologici alla Piana istituito appunto come parco agricolo.

Per essere chiari insomma il Pd ha posizioni regionali alle quali sulla Piana come sulle modifiche al PIT in gestazione da chissà quando ci si possa riconoscere a Firenze come a Grosseto a Livorno e via esemplificando? O siamo e saremo costretti anche in futuro ogni volta a litigare e minacciare tuoni e fulmini ora sul rigassificatore ora sulle golene e non parliamo dei parchi regionali già istituiti e non da poco e ancor più di quelli che come in Val di Cornia dovevano nascere assai prima di quello della Piana?

E’ così assurda l’idea che il Pd in una regione come la Toscana abbia una posizione finalmente ‘regionale’ da far pesare anche sul piano nazionale nel momento in cui anche il governo su questi tempi si è rimesso in movimento?