Alla ricerca del gatto pescatore più raro del mondo, nelle foreste di java

Ma la sottospecie di gatto viverrino di Java forse è già stata estinta da deforestazione e bracconaggio

[25 agosto 2016]

gatto pescatore di Java 1

Un team di scienziati ha lanciato una missione per trovare qualche esemplare di gatto viverrino, o gatto pescatore (Prionailurus viverrinus) di Java, una rarissima sottospecie che vive solo nelle ultime foreste dell’isola indonesina è che è considerato vicinissimo all’estinzione.

Il gatto pescatore dà delicate zampate sulla superficie dell’acqua per creare increspature che imitano la caduta degli insetti, poi utilizza le sue zampe parzialmente palmate per catturare i pesci attratti da questa singolare “esca”. Un comportamento eccezionale, che però non puà più essre visto a Java, dove il gatto viverrino non è stato più avvistato da più di 20 anni.

Il biologo statunitense Anthony Giordano, che sta raccogliendo fondi per andare alla ricerca del gatto pescatore di Java, dice su New Scientist: «E’ il gatto più raro nel mondo? Molto probabilmente potrebbe esserlo, se è ancora vivo».

Nel 2008 l’International union for conservation of nature ha classificato il gatto pescatore come specie in pericolo di estinzione, mentre la sottospecie di Javar  venne classificata come in pericolo critico, il passo prima dell’estinzione accertata. Una classificazione che però si basava sull’ultimo ritrovamento di tracce del gatto viverrino di Java, negli anni ’90.

Giordano spiega che «Le tracce del gatto pescatore sono abbastanza distinguibili. C’è ben poco con cui le si può confondere, in particolare su un’isola come Java. Le tracce del gatto pescatore sono davvero interessanti, nel senso che a differenza degli altri gatti, in media, si vedranno gli artigli nelle loro orme, a causa del loro sistema di artigli a semi-scomparsa».

Dopo gli ultimi avvistamenti certi di gatto viverrino di Java ci sono state voci che fosse stato visto, ma probabilmente si tratta di esemplari del più comune gatto leopardo (Prionailurus bengalensis), diffuso in tutta l’a Asia meridionale e del sud-est, compresa Java,  che condivide l’habitat con il gatto pescatore e lascia tracce simili.

La rarefazione – e probabilmente l’estinzione – del gatto pescatore di Java è dovata soprattutto al fatto che, dagli inizi degli anni ’90, molte delle zone umide e delle mangrovie costiere che costituiscono il suo habitat sono state prosciugate e abbattute per far posto a terreni agricoli e insediamenti umani e il destino della sottospecie è sconosciuto.

Le più grandi minacce per questi felini sono la distruzione dell’habitat e la caccia di frodo, rischi che aumentano con la rapèida espansione delle attività antropiche a Java. Giordano evidenzia che  «Java ha solo circa il 12% delle sue mangrovie originali. Questa è una campana a morto per i gatti pescatori».

I gatti viverrini hanno le dimensioni di un grosso gatto domestico, ma sono più robusti e hanno la pelliccia maculata come i leopardi. Vivono negli ambienti umidi in tutto il Sud e del Sud-Est asiatico (le foto di Arkive che pubblichiamo si riferiscono  a loro, solo le prime due sono della sottospecie di Java), rifugiandosi nel fitto della foresta durante il giorno e cacciando/pescando di notte.

Ormai questi rari felini vivono in piccoli frammenti isolati di quello che un tempo era il loro areale storico: «Quando guardiamo alla distribuzione gatto pescatore – dice Giordano – stiamo vedendo quale era la distribuzione delle zone umide in tutto il Sud-Est asiatico,  ovunque da 1 a 5 milioni di anni fa».

Java è la parte più meridionale della loro areale, quello che Giordano chiama un «avamposto solitario» dei gatti pescatori. E grazie a questo isolamnto che si è evoluta la sottospecie di Prionailurus viverrinus di Java  che Giordano spera non si sia ancora estinta e che la ritroverà con la sua spedizione: «E’ un piccolo gatto, ma non bisogna dirlo al gatto pescatore. E’ un gatto veramente tosto, non c’è da scherzarci. Sono anche adattabili. In altre parti del mondo, i gatti pescatori sono stati  visti sopravvivere in in corsi d’acqua suburbani».

La ricerca che la spedizione del team di Giordano farà a Java si baserà su interviste con i contadini e i cacciatori locali per trovare indizi della loro ubicazione, ma in realtà imbattersi in un gatto viverrino in carne e ossa a Java sarebbe praticamente un miracolo.

Giordano conclude: «Piuttosto che investire in risorse tecnologiche, come le trappole fotografiche, ripercorreremo le tappe di spedizioni precedenti e ci concentreremo  sulle persone. Nessuno sa queste cose meglio di la popolazione locale. La cosa migliore da fare è un progetto incentrato sulle persone per avere un’idea delle prove della loro persistenza e dove sono»