Alla volpe piace il gatto (da mangiare). Uno studio in Toscana

In autunno e inverno i gattini rinselvatichiti sono la principale preda delle volpi che vivono intorno a Prata e Massa Marittima

[6 novembre 2018]

Tra il luglio 2016 e il luglio 2017, Davide Sogliani, del Dipartimento di biotecnologie dell’università di Verona, ed  Emiliano Mori, del Dipartimento di scienze della vita dell’università di Siena, hanno raccolto mensilmente 200 campioni di feci di volpi (Vulpes vulpes) lungo le strade nei dintorni di Prata e Massa Marittima (Gr), in Toscana, ne è venuto fuori lo studio  “The Fox and the Cat”: Sometimes they do not agree”, pubblicato su Mammalian Biology che ricorda nel titolo il gatto e la volpe di Pinocchio, ma smentisce l’amicizia tra i due carnivori della fiaba, anche se la volpe risulta più “furba” e predominante sul  gatto, come scriveva collodi.

Infatti, Sogliani e Mori rivelano che «E’ stata trovata una variazione stagionale significativa nella dieta. Frutti (bacche) e coleotteri prevalevano nei mesi caldi e venivano sostituiti da gatti domestici selvatici (per lo più gattini) in quelli freddi. La schiacciante importanza locale del gatto domestico nella dieta conferma il comportamento alimentare opportunistico delle volpi rosse, che possono cambiare la loro dieta verso categorie di alimenti facilmente accessibili, quando quelli che preferiscono sono scarsamente disponibili».

Lo studio è stato rilanciato in questi giorni con rilievo dal giornale francese Le Figaro che  sottolinea «Le volpi mangiano i gatti, ora è attestata dalla scienza. E piuttosto gattini, anche. Se all’inizio questo ci può sembrare scioccante (ma, alla fine, per quale ragione?), Non è davvero una sorpresa».

Le Figaro intervista Mori che spiega: «Sembra che in campagna tutti ne siano al corrente. Tuttavia, quando ho spulciato la letteratura scientifica, non ho trovato quasi nulla sull’argomento», solo qualche riferimento e gatti divorati in maniera opportunistica dalle volpi. Anche da una ricerca effettuata nel 2014 in Gran Bretagna emergeva che raramente le volpi attaccano gatti domestici adulti e sani e si limitano a pochi  individui malati, mentre non è raro vederle insieme ai gatti mangiare il cibo lasciato dagli esseri umani nelle colonie feline.

Invece la ricerca sugli escrementi delle volpi di Prata e Massa Marittima ha dato risultati ben diversi: «Questi escrementi hanno una forma e un odore caratteristici – spiega ancora Mori a Le Figaro –  Abbiamo trovato peli e artigli di gatti durante tutto l’anno, ma con un aumento molto netto in autunno e durante l’inverno».

A quanto pare, durante i mesi freddi nei due paesi del grossetano i gatti diventano la principale risorsa alimentare per le volpi, arrivando a rappresentare più di un terzo della loro dieta. Le Figaro scrive che «Apparentemente, le volpi fanno affidamento su questo cibo quando mancano i frutti, che costituiscono la parte principale della loro dieta durante la stagione calda. Le volpi si nutrono principalmente di gattini, probabilmente perché mancano di esperienza e sono facili da cacciare, dicono gli autori».

I gatti uccisi dalle volpi erano randagi senza padrone. Mori evidenzia che «Gli abitanti non hanno segnalato gatti o gattini scomparsi nell’area durante il periodo di studio. Sappiamo che i gatti di un proprietario deceduto nel 2013 sono tornati in libertà, formando una piccola colonia. Pensiamo che siano le vittime delle volpi. Ciò spiegherebbe anche perché non sembra ingrandirsi. In questo contesto, la predazione da parte delle volpi sarebbe piuttosto benefica dal punto di vista ecologico: i gatti randagi sono cacciatori davvero formidabili e grandi sterminatori di uccelli».

I, giornale francese chiede se è possibile estendere i risultati di questo studio ad altre aree geografiche o a regioni più urbanizzate della campagna del sud della Toscana. Come succede spesso quando si parla di animali, predatori e prede, che hanno a che fare con ambienti antropizzati,  è necessaria la massima cautela e la situazione di Massa Marittima e della sua frazione Prata potrebbe essere molto particolare. Secondo Sogliari e Mori, «il pericolo che le volpi pongono ai gatti domestici rimane a priori molto limitato nella città o nelle aree periurbane. Soprattutto perché le volpi sono cacciatori notturni e i nostri compagni tendono a tornare a casa la sera. O almeno a non avventurarsi nei boschi dove potrebbero costituire la scelta per un pasto».