Alleanza tra Toscana, Trento e Bolzano per abbattere i lupi

Remaschi, Dallapiccola e Schuler annunciano pressioni su governo e Ue. Situazioni completamente diverse fatte passare per simili

[8 agosto 2018]

Con un comunicato congiunto con la provincia autonoma di Trento, la Regione Toscana ha annunciato oggi «Un fronte comune per la gestione delle popolazioni di lupo: un accordo tra Regione Toscana e le Province di Trento e di Bolzano per sollecitare i ministri italiani all’agricoltura e all’ambiente e la Commissione Agricoltura dell’Ue affinché concedano ai territori dove la presenza del lupo sta mettendo a rischio la sopravvivenza delle attività agricole di montagna la facoltà di gestire in autonomia tale presenza, prevedendo la possibilità di prelievi selettivi. La linea condivisa nei confronti del governo e di Bruxelles è il risultato dell’incontro avvenuto al Passo Pordoi tra gli assessori all’agricoltura Marco Remaschi, Michele Dallapiccola e Arnold Schuler».

Una santa alleanza anti-lupi tra giunte di centrosinistra che temono di essere scalzate alle prossime elezioni dal centro-destra a trazione leghista (e ancora più anti-lupo) che in realtà si basa su situazioni completamente diverse, visto che in Toscana la presenza del lupo è consolidata mentre in Trentino-Alto Adige i lupi sono pochissimi, di passaggio, e non hanno costituito una popolazione stabile.

Nella nota stampa si legge che «L’incontro tra i tre assessori, al quale ha partecipato anche il sindaco di Canazei Silvano Parmesani, ha consentito all’assessore Remaschi di illustrare la situazione toscana a Dallapiccola e Shuler: una presenza di circa 110 branchi per un numero presunto complessivo di circa un migliaio di lupi. Circa 500 all’anno sono le predazioni, per indennizzare le quali la Regione Toscana spende oltre 1 milione di euro. Senza apprezzabili risultati si è rivelato il tentativo di ridurre tale pesante impatto attraverso la cattura di circa una ventina di esemplari, operazione – ha spiegato l’assessore Remaschi ai colleghi Dallapiccola e Shuler – insostenibile sia per il costo che per le difficoltà pratiche di attuazione».

I tre assessori anti-lupo hanno quindi concordato una linea d’azione che «Prenderà forma fin dai prossimi giorni attraverso una lettera comune indirizzata alla Commissione Politiche agricole affinché convochi un incontro con il governo, al fine di sollecitare una rapida approvazione dell’atteso Piano Lupo». Remaschi ha annunciato ai colleghi trentino e altoatesino che «La Regione Toscana procederà all’approvazione di una propria legge simile a quelle recentemente approvate da Trentino e Alto Adige, una normativa che le tre realtà territoriali chiederanno di poter applicare rivolgendo una apposita istanza al ministro per l’ambiente Costa».

Il problema è che il ministro dell’ambiente Costa è espressione del Movimento 5 Stelle, che in Toscana e in Trentino-Alto Adige è contrario all’abbattimento dei lupi; al contempo Costa proviene dal Corpo forestale delle Stato, che ha molta esperienza dei disastri legislativi delle Regioni sulla fauna. E in Toscana la legge sugli ungulati di Remaschi – annunciata come la svolta definitiva – evidentemente non ha certo portato ai risultati attesi.

Ma i tre assessori anti-lupo dovranno vedersela anche con l’Unione europea e annunciano battaglia anche lì: «Il prossimo 4 settembre – si legge nel comunicato congiunto – gli assessori Dallapiccola e Shuler saranno infatti a Bruxelles per incontrare la Commissione Agricoltura, alla quale chiederanno una specifica deroga alla Direttiva Habitat da potersi applicare su base regionale».