Allevatore brasiliano vuole distruggere la foresta degli Ayoreo incontattati del Paraguay

[11 febbraio 2014]

L’importante allevatore brasiliano Marcelo Bastos Ferraz ha respinto la richiesta degli indios Ayoreo del Paraguay di fermare la distruzione della foresta nella quale vivono gruppi di loro parenti che rifiutano ogni contatto con i “bianchi”, gli indios incontattati. Durante un summit incontro straordinario tra  Ayoreo, il ministro dell’ambiente del Paraguay, Cristina Morales e Bastos Ferraz, la cui società, la Yaguarete Pora S.A , ha già raso al suolo gran parte della foresta che ricopre il territorio ancestrale della tribù, per far spazio ad allevamenti di bestiame che producono carne per i mercati europei, russi e africani. L’allevatore brasiliano ha respinto l’appello degli indios che gli chiedevano di smettere di distruggere la foresta, ultimo rifugio degli  incontattati.

Gli Ayoreo hanno detto alla Morales ed a Bastos Ferraz: «Gli allevatori vogliono deforestare, noi invece abbiamo obiettivi diversi. Noi vogliamo proteggere la foresta!». Studi recentissimi i hanno rivelato che la foresta del Chaco paraguaiano, la terra degli Ayoreo incontattati, ha il tasso di deforestazione più alto del mondo.

Survival international sottolinea la gravità dell’atteggiamento dell’allevatore brasiliano che sembra aver trovato una sponda nel nuovo governo di destra del Paraguyu: «Gli Ayoreo incontattati potrebbero essere sterminati da malattie introdotte dall’esterno. Alcuni membri della tribù usciti dall’isolamento hanno confermato che i loro parenti incontattati vivono nel timore costante che i bulldozer distruggano la loro foresta, in continua diminuzione. Recentemente la Yaguarete ha ricevuto l’autorizzazione ambientale ad abbattere la foresta di una Riserva di Biosfera dell’Unesco do ve si sono rifugiati gli ultimi Ayore incontattati.

Survival e le organizzazioni indigene accusano il ministero dell’ambiente paraguayano di aver  violato la legge nazionale e internazionale concedendo alla compagnia Yaguarete Pora, produttrice di carne, un’autorizzazione ambientale che mette in grave pericolo le vite degli Indiani incontattati.

Durante il recente incontro un  Ayoreo ha ricordato alla Morales quello che è successo meno di 30 anni fa: «Mia madre e io vivevamo nella foresta. Si diffusero tante malattie e molte persone del nostro popolo, compresa mia madre, morirono dopo essere state contattate nel 1986. Non vogliamo che accada di nuovo… Il Ministero sarà responsabile di queste morti perché ha dato l’autorizzazione ad abbattere la foresta».

Già prima la tribù, che lotta  instancabilmente da anni perché gli venga riconosciuto il diritto alla terra abitata dai loro parenti incontattati, aveva lanciato un accorato allarme: «I nostri parenti sono usciti dalla foresta nel 2004 perché soggetti alla pressione degli allevatori, non avevano pace. Se i bulldozer inizieranno a fare molto rumore, i nostri parenti incontattati saranno costretti a nascondersi dove non c’è nulla per nutrirsi e soffriranno. Vogliamo continuare a usare la foresta e vogliamo che gli allevatori smettano di perseguitare i nostri parenti che rimangono lì».

Il Ministro Morales sta ricevendo migliaia di messaggi dai sostenitori di Survival International, che le chiedono di fermare la distruzione incontrollata della foresta degli Ayoreo.  Ma s Survival dice che «Durante l’incontro, però, la Morales ha detto alla tribù che non c’era nulla che potesse fare per restituire loro la terra» e sottolinea che «La Yaguarete Pora S.A. aveva già ricevuto da Survival il Premio “greenwashing” per aver spacciato la distruzione massiccia di un’enorme area della foresta come un nobile gesto di conservazione dell’ambiente. La compagnia sostiene di proteggere la foresta per aver deciso di trasformare una sua porzione in “riserva naturale”».

Nixiwaka Yawanawá, un Indiano amazzonico che lavora con Survival, conclude con amarezza ma senza perdere la speranza e la voglia di lottare: «Il governo del Paraguay è pienamente consapevole di quello che sta accadendo, ciò nonostante continua a permettere che la foresta degli Ayoreo venga distrutta e le loro vite minacciate. Dobbiamo attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla campagna per chiedere che la foresta e le vite degli Ayoreo incontattati siano protette».