Allevatore sardo uccide una volpe e filma l’esecuzione: denunciato (VIDEO)

Gruppo d'Intervento Giuridico e Lega per l'Abolizione della Caccia: crudele esibizionista e bracconiere

[7 marzo 2016]

Volpe Sardegna

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Lega per l’Abolizione della Caccia hanno denunciato un ignoto, che il giornale cagliaritano Castedduonline individua come un allevatore di galline,  che, dopo averla catturata con un rudimentale laccio, ha ucciso una  volpe (Vulpes vulpes).

Il bracconiere, non contento della bravata ha pensato bene di riprendere tutta la cruenta scena e pubblicarla su Facebook, da dove è stata ripresa e pubblicata su YouTube da Castedduonline.

La testata online cagliaritana descrive l’esecuzione della volpe come «Un maltrattamento ignobile con tanto di vera e propria esecuzione finale nei confronti di una povera volpe, colpevole (almeno stando a quanto si riesce ad apprendere dal dialogo di un uomo, con spiccato accento nuorese, intento a filmare con un cellulare), di aver ammazzato le galline di proprietà dell’ignoto allevatore. Nelle immagini drammatiche, postate poi su Facebook, l’uomo ha appena catturato l’animale con un laccio artigianale, si vanta anche di aver “collaudato” quell’arnese da lui realizzato e che nel filmato è stretto attorno al collo della volpe che cerca invano di dimenarsi, “è bellu chi sesi”, (bello che sei…) dice in dialetto barbaricino».

Il il filmato è finito sui social network è ha fatto scoppiare la rabbia degli animalisti. Castedduonline si chiede: «Era davvero indispensabile ammazzare in quella maniera sadica quel povero animale, che cercava cibo (come è naturale che sia) e nel farlo può aver causato danni in un terreno privato? Oppure era più semplice magari creare una recinzione efficacemente adatta a proteggere le galline da scorrerie di animali selvatici?»

La denuncia ecologista è stata inviata alle Procure della Repubblica di Nuoro e di Cagliari, al Comando del Corpo forestale e di vigilanza ambientale e ai Carabinieri del NOE. Gruppo d’Intervento Giuridico e Lega per l’Abolizione della Caccia  sottolineano che «Il crudele esibizionista si è reso responsabile di sevizie seguite da morte dell’altro animale, sanzionati dagli artt. 544 bis e 544 ter cod. pen., nonché di caccia al di fuori dei periodi consentiti e con mezzi vietati (art. 30 della legge n. 157/1992 e s.m.i.)» e auspicano che «magistratura e polizia giudiziaria chiamino al più presto il responsabile a rispondere del crudele comportamento».

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