Passi in avanti contro la pesca illegale

All’Iccat nessun accordo per salvare squali e pesci spada. Cina e Giappone rimandano tutto

Ue: bene l’aumento delle quote di tonno rosso nel mediterraneo, pratica supportata dalla scienza

[18 novembre 2014]

L’Unione europea ha accolto con favore la decisione presa dell’International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (Iccat) a Genova di aumentare di poco meno del 20% nei prossimi tre anni  la quota del tonno rosso pescabile del Mediterraneo orientale: «Questo aumento moderato è pienamente in linea con i pareri scientifici e arriva dopo diversi anni di prudente gestione a seguito del quasi collasso dello stock».

Il nuovo (e contestato) commissario europeo per l’ambiente, gli affari marittimi e della pesca, il laburista maltese Karmenu Vella ha sottolineato l’importanza di un aumento sostenibile: «Le decisioni difficili ed i sacrifici sono stati fatti per garantire che lo stock di tonno rosso non crollasse del tutto.  La decisione odierna di un aumento graduale e moderato. è in linea con i pareri scientifici e assicura che il futuro dello stock non sia compromesso. Allo stesso tempo, si tratta di una buona ricompensa per gli sforzi dei pescatori per ripristinare questo stock importante che porterà notevoli vantaggi economici».

Quello del tonno rosso è considerato un recupero “miracoloso” che potrebbe essere un esempio da seguire nel resto del mondo: l’Iccat , pressata dagli ambientalisti  e dal mondo scientifico, ha continuato ad adottare misure responsabili sulla base di pareri scientifici per una serie di stock fondamentali. Per il tonno rosso del Mediterraneo Orientale, la quota sarà aumentata di poco meno del 20% all’anno per i prossimi tre anni, fino a 23.155 tonnellate nel 2017 le quote saranno soggette a una revisione annuale, come suggerito dalla Ue e in linea con i pareri scientifici. Per il tonno rosso occidentale, la quota sarà aumentata del 14% per i prossimi due anni.  L’Ue ha inoltre ricordato alle altre 46 parti dell’Iccat che dovrebbe essere adottato ed applicato un approccio più per la gestione degli stock orientali ed occidentali del tonno rosso mediterraneo.

E’ stata invece respinta dall’Iccat la proposta dell’Ue per porre davvero fine al “finnig” il taglio delle pinne, degli squali. L’Iccat ha adottato solo la proposta Ue di raccogliere dati migliori d sullo squalo mako, mentre per quanto riguarda i rapporti sull’attuazione delle misure di salvaguardia degli squali e sulle ricerche sugli stock di  questi pesci in pericolo è tutto rimandato al 2016.

Secondo Oceana, sono stati i Paesi asiatici ad aver bloccato per il sesto anno consecutivo la proposta di proibire il finning degli squali nell’Atlantico. Per María José Cornax, responsabile pesca di Oceana in  Europa «L’Iccat alla fine ha rispettato  il suo obbligo di gestire adeguatamente il tonno rosso, fortemente sovra-sfruttato in passato. Però lo ha fatto a prezzo di sacrificare gli squali ed il pesce spada, che necessitano urgentemente di metodi di gestione e sono ugualmente importanti per le economie costiere che dipendono dall’industria della pesca dell’Iccat». Oceana è convinta che l’Iccat dovrebbe far tesoro del successo realizzato con il tonno rosso e fare la stessa cosa con squali e pesci spada.

Ma la rchiesta dell’Ue di farla finita con l’oscena pratica dello spinnamento , degli squali, appoggiata apertamente dalla maggioranza dell’Iccat e da Paesi come Brasile, Usa, Belize e Taiwan he insieme rappresentano il 75% delle catture di squali nell’Atlantico,, si è trovata di fronte il muro elevato da 14 Paesi capeggiati da Cina e Giappone che hanno respinto ogni proposta di gestione anche di singole specie.

Oceana lamenta «L’inazione delle parti contraenti rispetto al pesce spada del Mediterraneo, dato che non sono state capaci di avanzare e proporre un necessario piano di recupero, dato che la specie ha sofferto per la sovra-pesca per più di un decennio»

Ilaria Vielmini, una scienziata marna di Oceana ricorda che «Le catture di pesce spada sono diminuite in molte zone del Mediterraneo e la pesca è chiaramente insostenibile, dato che un 75% degli esemplari sono giovani. E’ un’emergenza reale che le parti aderenti all’Iccat non possono continuare ad eludere. Non si può accettare che la sovra-pesca  sia lo statu quo de pesce spada del Mediterraneo».

Secondo l’Unione europea «Sul controllo e la legislazione e la lotta contro la pesca illegale, si sono compiuti progressi chiave. In particolare, l’Iccat ha adottato linee guida per il controllo incrociato delle navi sulle liste della pesca illegale di altre organizzazioni di gestione».

L’Iccat ha anche approvato la proposta dell’Unione europea per l’attuazione del programma di marcatura per il tonno dell’Atlantico tropicale, il che consentirà all’Ue di impegnare 13,4 milioni di euro dal fondo di sviluppo.