Alpi Apuane, revocata l’autorizzazione ambientale per Cava Vittoria

Gruppo d'Intervento Giuridico: finalmente, ma la Regione Toscana sta a guardare

[2 ottobre 2017]

Il Gruppo d’Intervento Giuridico è soddisfatto per la revoca della pronuncia di compatibilità ambientale (ca) in favore dell’attività estrattiva nella Cava Vittoria, nel Comune di Fivizzano (MS). L’asociazione spiega che «Infatti, con provvedimento n. 20 del 28 settembre 2017, il dirigente del Settore Uffici tecnici del Consorzio di gestione del parco naturale regionale delle Alpi Apuane ha revocato la “Pronuncia di Compatibilità Ambientale n. 4 del 12.04.2013, relativa al piano di coltivazione della cava Vittoria”.Era ora, vista la situazione di perdurante illegalità ambientale».

Il Gruppo d’Intervento Giuridico ricorda che con ordinanza Presidente Parco naturale regionale Alpi Apuane n. 9 del 23 dicembre 2016, previa “informativa del Comando Guardiaparco n. 3391 del 1 ottobre 2016”, venivano accertate le seguenti opere abusive in violazione del provvedimento di sospensione pronuncia di compatibilità ambientale (Pca.) n. 4 del 12 aprile 2013: «escavazione di 19.000 metri cubi di materiale lapideo in difformità dal progetto autorizzato (lavorazioni realizzate dalla ditta Ari Marmi srl, esercente la cava fino al 05.06.2013); escavazione di 20.000 metri cubi di materiale lapideo in assenza di autorizzazione (lavorazioni realizzate dalla ditta Aleph Escavazioni srl, esercente la cava dal 05.06.2013 ad oggi); scarico di materiale detritico nel versante a confine tra la cava Vittoria e la cava Valcontrada, in assenza di autorizzazione (lavorazioni realizzate dalla ditta Aleph Escavazioni srl, esercente la cava dal 05.06.2013 ad oggi)».

Dopo di che era stata ordinata la sospensione dei lavori di scarico detriti e la rimessione in pristino, previa presentazione di specifico progetto entro 30 giorni dalla notifica dell’atto e realizzazione entro complessivi 90 giorni, ma l’Ente Parco naturale regionale Alpi Apuane ha certificato (nota prot. n. 1292 del 17 maggio 2017) «che il progetto di riduzione in pristino e sistemazione ambientale della cava Vittoria, richiesto con Ordinanza del Presidente n. 9/2016, ad oggi non risulta pervenuto al protocollo di questo Ente Parco». Eppure, «il Comando Guardiaparco rileva che nel corso di un ulteriore sopralluogo effettuato in data 28.08.2017, la ditta Aleph Escavazioni srl stava lavorando a pieno regime con tagli al monte, riquadratura di blocchi e scarico di detriti che presumibilmente vengono accumulati anche al di fuori dell’area in disponibilità, nella zona indicata come “Capannaccia” ai margini della cava Crespina».

«Lavori estrattivi abusivi», dice il Gruppo d’Intervento Giuridico, che il 5 agosto aveva chiesto ai Comuni di Fivizzano e di Massa «l’adozione dei provvedimenti di decadenza dalle concessioni estrattive (art. 21 della legge regionale Toscana n. 35/2015 sulle cave) rispettivamente per la Cava Vittoria e la Cava Madielle, a causa del mancato ripristino ambientale conclamato». L’associazione ricorda che sono stati «Coinvolti i Ministeri dell’Ambiente (Organi centrali e Direzioni generali delle Valutazioni ambientali e per la Protezione della natura) e dei Beni e Attività Culturali (Organi centrali e Soprintendenza per belle Arti e Paesaggio di Lucca), la Regione Toscana (Presidenza e Settore valutazioni ambientali), il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane (Direzione e Guardie del parco), l’A.R.P.A.T., i Carabinieri del N.O.E., la Guardia di Finanza, il Corpo forestale dello Stato.  Informati per opportuna valutazioni di competenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, la Commissione europea e la Commissione “petizioni” del Parlamento europeo».

Il Il Gruppo d’Intervento Giuridico lamenta che, nonostante i «Piuttosto evidenti danni ambientali e le violazione di legge. Ancora non risultano adottati provvedimenti di revoca/caducazione delle attività estrattive riguardo la Cava Madielle: sia l’Ente Parco naturale regionale Alpi Apuane(ordinanza Commissario Parco naturale regionale Alpi Apuane n. 3 del 21 marzo 2017) che il Comune di Massa (determinazione dirigenziale Settore Ambiente, Attività Produttive, Mobilità, Sport, Turismo, Demografici n. 2016 del 29 giugno 2017) hanno ordinato la sospensione dei lavori e il ripristino ambientale, dopo aver verificato ingenti lavori abusivi: dopo il 22 giugno 2011, scavo in aree autorizzate (mq 5.718) di mc 41.166, pari a circa 111.000 tonnellate di marmo e detriti, di cui almeno 30.000 tonnellate di marmo asportate fra il 2015 e il 2016; realizzazione fra la fine del 2015 e il 30 novembre 2016 di scarichi di materiale detritico pari a metri quadrati 5.184».

Ma il Gruppo d’Intervento Giuridico evidenzia che «La revoca dell’autorizzazione ambientale relativa alla Cava Vittoria costituisce, però, un segnale positivo. Si ricorda che gran parte del comparto estrattivo del marmo – ben 178 cave, di cui 118 attive, nei soli bacini imbriferi del Carrione e del Frigido – ricade proprio nell’ambito del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane e che, ai sensi dell’art. 69 della legge regionale Toscana n. 30/2015, “l’ente parco svolge tutte le funzioni relative ad accertamenti, valutazioni, considerazioni, autorizzazioni, atti in proposito”.  Tuttavia, in favore dell’Ente Parco è previsto soltanto il potere di ordinare la sospensione dei lavori e il ripristino ambientale (art. 64 della legge regionale Toscana n. 30/2015), ma non è prevista la possibilità di revoca delle autorizzazioni in caso di accertata grave violazione delle prescrizioni autorizzative.    Per sua stessa natura, poi, la sospensione dei lavori non può che essere temporanea (vds. Cons. Stato, Sez. IV, 22 febbraio 2017, n. 823). Soccorre la previsione di cui all’art. 21 della legge regionale Toscana n. 35/2015 sulle cave, che dispone (comma 3°) l’adozione da parte del Comune territorialmente competente delprovvedimento di decadenza dalla concessione estrattiva, qualora l’Impresa estrattiva non provveda alla sospensione dei lavori in caso di violazione delle prescrizioni autorizzative o alla messa in sicurezza ovvero al ripristino ambientale (commi 1° e 2°).    Potrebbero anche applicarsi la disposizione generale sui provvedimenti sanzionatori in materia di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell’art. 29 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (applicata nel caso della Cava Vittoria) e la disposizione generale sulla revoca degli atti amministrativi di cui all’art. 21 quinques della legge n. 241/1990 e s.m.i., ma nella realtà dei fatti questo non avviene. In parole povere, a fronte di numerosi e reiterati casi di riscontrata grave violazione delle prescrizioni autorizzative da parte di Aziende estrattive del marmo sulle Alpi Apuane con gravissimi danni all’ambiente e alle risorse naturali (soprattutto al patrimonio idrico a causa dell’inquinamento da marmettola), non si registrano i conseguenti opportuniprovvedimenti di revoca e chiusura definitiva dei relativi siti estrattivi».

Il Gruppo d’Intervento Giuridico accusa la Regione Toscana, che «sta a guardare, pur sollecitata esplicitamente.   Altro che buon governo del territorio! Senza contare i danni economici alla collettività: basti pensare ai maggiori costi (300 mila euro annui) per la potabilizzazione delle acque o alle mancate entrate della tassa concessione marmi sugli ingenti quantitativi estratti abusivamente: un vortice di probabili ricavi illeciti e di danni alla collettività sui quali il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto da tempo alle competenti magistrature di far piena luce. Le zone interessate fan parte del parco naturale regionale delle Alpi Apuane e rientrano in aree (siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) della Rete europea Natura 2000 (direttive n. 92/43/CEE e n. 09/147/CE): sarebbe ora, finalmente, che giungessero in primo luogo dalle amministrazioni pubbliche competenti segnali forti e univoci per la salvaguardia dei valori naturalistici e ambientali delle Alpi Apuane, per la difesa della salute pubblica, ma soprattutto per il ripristino della legalità».