Alveari smart e trattamenti termici contro la varroa per salvare le api dal declino

I nemici delle acari sono cambiamento climatico, acari, pesticidi, insetticidi e ora anche i furti di alveari

[4 maggio 2018]

In Europa le api da miele sono in declino da metà degli anni ’80. Questi preziosi insetti e i loro cugini selvatici sono minacciati dagli insetticidi, dai pesticidi e dai cambiamenti climatici, ma le api domestiche sono anche colpite da infestazioni di acari e da un virus paralizzante che deforma le loro ali.  Ora una nuova tecnologia promette buoni risultati nella salvaguardia degli alveari.

A causa del clima sempre più caldo in tutta Europa, la Varroa, un acaro parassita delle api, è in costante aumento. Per gli alveari la Varroa rappresenta una doppia minaccia: oltre a nutrirsi di api, questi acari sono anche portatori di malattie, come il virus dell’ala deformata che venne notato per la prima volta una trentina di anni fa dagli apicoltori giapponesi. Le api nascevano senza ali e poi venivano espulse dall’alveare e morivano di fame.

Fu l’inizio di una strage di api che si diffuse in tutto il mondo e, finora, l’unico odo per combattere il virus era quello di mantenere bassi i livelli della Varroa e per farlo molti apicoltori utilizzano prodotti chimici che possono essere applicati  solo dopo la raccolta del miele Ma questo pone un problema. A causa del riscaldamento globale, ogni anno la stagione riproduttiva delle api inizia prima, il che dà agli acari più tempo per riprodursi. Gli apicoltori si trovano così di fronte a un dilemma, trattare l’alveare con le sostanze chimiche per sterminare gli acari o raccogliere il miele.

Wolfgang Wimmer della società austriaca Ecodesign, spiega che queste sostanze chimiche possono anche influenzare la qualità della cera e il sapore del miele, «Tuttavia, c’è un’alternativa. Si può fare un trattamento senza sostanze chimiche all’inizio dell’anno, non lasciando agli acari e al virus nessuna possibilità di sopravvivere». Wimmer ha infatti lavorato a una soluzione priva di sostanze chimiche che utilizza il calore per liberare gli alveari dalla Varroa, Un’idea che prencde spunto da altri studi che quando le api, durante la loro metamorfosi, sono nello stato di pupa, possono sopravvivere a temperature molto alte. Il ricercatore austriaco si è chiesto se gli acari fossero altrettanto resistenti

Le api attraversano un processo di metamorfosi non dissimile da quello del bruco e della farfalla. Dopo la nascita, le larve delle api  vivono in speciali celle dell’alveare e vengono alimentate dagli adulti. Quando sono abbastanza grosse, le api adulte sigillano la celle, intrappolandoci le larve che  iniziano a trasformarsi in adulti. Ma in queste celle sigillate ci finiscono anche gli acari.

Wimmer ha scoperto che se le celle sigillate vengono esposte a temperature elevate gli acari Varroa muoiono, mentre le larve delle api sopravvivono incolumi. Ha utilizzato questa scoperta per costruire un dispositivo,  il Varroa Controller, che può sterminare in 2 ore gli acari presenti in un alveare. I risultati sono impressionanti: «Siamo sul mercato da otto anni con il nostro prodotto – dice Wimmer. – Conosciamo gli apicoltori che hanno iniziato con i loro alveari sette anni fa e non hanno mai perso un solo alveare a causa della Varroa fin dal primo giorno che hanno iniziato a utilizzare la nostra tecnologia». Il metodo sembra così efficace che l’’azienda sta di Wimmer si sta espandendo su nuovi mercati.

Par garantire che gli alveari non raggiungano livelli critici di presenza di Varroa, devono essere continuamente monitorati. Gli esperti dicono che «La soglia massima per il numero di acari Varroa all’interno di un alveare sano è 1.000. Se ce ne sono di più, l’alveare è minacciato dal collasso».

Purtroppo, gli acari non sono l’unica minaccia per gli alveari:clima, sostanze chimiche e attività antropiche rappresentano altrettanti killer. I Paesi dell’Unione europea stanno perdendo fino a un terzo delle loro popolazioni di api e ogni anno gli apicoltori devono essere sempre più vigili per garantire la sopravvivenza delle loro api. Per far fronte a questa situazione, la start-up francese Bee Angels ha progettato un nuovo sistema di monitoraggio remoto che, se qualcosa non funziona in un alveare, invia avvisi in tempo reale agli apicoltori tramite un’app per smartphone, consentendo loro di affrontare immediatamente il problema.

La presenza di parassiti è solo uno dei fattori monitorati dal dispositivo che ha anche sensori ambientali per fornire agli apicoltori informazioni costanti e aggiornate sul tempo atmosferico, la pressione atmosferica e l’intensità della luce. Le misurazioni della temperatura e dell’umidità di un alveare determinano il livello di affaticamento delle api, mentre un monitor evidenzia la presenza di parassiti.

Bee Angels sta ora lavorando alla validazione di nuovi sensori, alla costruzione di pannelli solari per alimentare il sistema e allo sviluppo di uno studio di mercato. Secondo la start-up francese, «Gli apicoltori che stanno già utilizzando il dispositivo di prima generazione affermano di poter ridurre la mortalità complessiva delle api del 40% e di risparmiare fino a  1.500 euro all’anno».

Intanto sta emergendo un’altra minaccia. il furto degli alveari.   All’inizio di quest’anno, in Gran Bretagna sono stati rubati  40 alveari contenenti con circa un milione di api.  Dato che l’apicoltura è diventata più popolare e le colonie di api sono in declino, il valore degli alveari di buona qualità è aumentato in modo significativo, con le singole api regine che si vendono fino a 200 euro l’una.

Anche in questo caso Bee Angels ha trovato la soluzione; un allarme avviserà l’apicoltore se l’alveare è in movimento. Secondo Bertrand Laurentin, fondatore della startup Francese, «Il furto di alveari è un problema crescente. E’ un grosso problema, ovunque in Europa. Ma se l’alveare si muove e sai dove è e a che ora, hai tutte le informazioni necessarie».