Riceviamo e pubblichiamo

Ambiente e parchi, nella calza solo carbone

[27 dicembre 2017]

Dopo le botte del referendum al ruolo delle istituzioni – specialmente in campo ambientale – Stato, regioni ed enti locali hanno continuato a collezionare batoste. A farne la maggiori spese per una responsabilità da cui pochi sono esenti proprio parchi ed aree protette.

Da 5 anni si sta infatti annaspando per rifarsela con una delle poche leggi funzionanti, la 394 che ha  diffuso in tutto il paese i territori protetti in molti casi sottratti alla speculazione e alla cementificazione. E lo si è fatto irresponsabilmente, sostenendo con sfrontatezza e faccia tosta che si voleva rilanciare il loro ruolo specialmente a mare. Lo scioglimento del Parlamento chiude per fortuna questa sconcertante vicenda. Ma la situazione resta allarmante anche per il silenzio che perdura – come denunciano varie associazioni e organi di stampa – tanto che telegiornali e partiti senza eccezioni continuano a disinteressarsene, facendo scena muta.

Davvero le forze politiche pensano che gli elettori chiamati al voto politico e in tanti casi anche amministrativo se ne dimenticheranno? Lo credettero in molti anche al referendum ma ci pagarono dazio. In Toscana visto cosa siamo riusciti a fare in passato e non solo possiamo e dobbiamo darci una mossa, facendo leva proprio sui nostri parchi regionali e nazionali cercando di non perdere per strada quelli provinciali e le aree protette di interesse locale.

Le opinioni espresse dall’autore non rappresentano necessariamente la posizione della redazione