Ambiente, parchi e il post-elezioni visti da San Rossore

[2 febbraio 2018]

Che di ambiente si discuta poco e male è cosa nota anche se non sembra preoccupare più di tanto. La campagna elettorale non sta certo –almeno finora – migliorando le cose. Ma dopo il voto comunque vada considerando anche quello che il Parlamento ha lasciato irrisolto – in qualche caso per fortuna –, non si potrà continuare a far finta di nulla come ha fatto l’uscente ministro Galletti, che sicuramente nessuno rimpiangerà.

Su come ripartire bisogna però intenderci fin d’ora a prescindere dall’esito del voto. Infatti  non è solo il nuovo Parlamento, che pure non potrà certo continuare a far finta di nulla specie dopo quello che è rimasto in sospeso. Insomma non è solo Roma – partiti e parlamentari in primis – che dovranno ripartire finalmente con  la consapevolezza che finora gli è mancata.

Regioni, enti locali e i tanti altri soggetti culturali e gestionali che operano in campo ambientale – parchi in testa – dovranno fare altrettanto senza alcun scaricabarile di comodo. A ognuno il suo. Penso in particolare ai parchi, nazionali, regionali e alle altre aree protette messi sempre peggio anche in una Regione come la nostra.

E deve essere chiaro più di quanto lo sia lo  stato negli ultimi tempi, che il problema di fondo non era e non è quello della legge ma della politica a Roma come nelle regioni e negli enti locali. Si, è la politica da cambiare più che le norme che spesso ci sono e non sono rispettate e si cerca magari di cambiarle ma in peggio come è stato fatto appunto nel parlamento sciolto.

Ecco, evitiamo dopo il 4 marzo di riprendere questa vecchia solfa che ha già fatto tanti danni e non solo in Toscana. Le cronache di questi giorni segnalano molti parchi al Nord come al Sud, in Liguria come nel Lazio nei guai anche in realtà storiche consolidate. È da li che bisogna ripartire. Noi lo faremo da San Rossore.

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