Anche beluga e narvali vanno in menopausa come le donne, le orche e i globicefali

Studiare i cetacei può aiutarci a stabilire come si sia evoluta questa insolita strategia riproduttiva negli esseri umani

[28 agosto 2018]

Un team di ricercatori britannici e statunitensi ha scoperto che anche i beluga (Delphinapterus leucas) e i narvali (Monodon monoceros) hanno una menopausa abbastanza lunga, portando così a 4 le specie di cetacei odontoceti conosciute che, come gli esseri umani, sperimentano questa condizione tra le femmine. Oltre ai beluga e ai narvali si conosceva già la lunga menopausa delle orche (Orcinus orca)  e del globicefalo di Gray  (Globicephala macrorhynchus). Anche se gli individui di molte specie possono non riuscire a riprodursi in età avanzata il team di scienziati ha cercato le prove di una “strategia evolutiva” nella quale le femmine hanno una durata della vita post-riproduttiva significativamente lunga.

Quasi tutti gli animali continuano a riprodursi durante tutta la vita e poi muoiono e  gli scienziati si sono sempre chiesti perché alcuni si sono evoluti per continuare a vivere a lungo anche senza la possibilità di procreare.

Il nuovo studio “Analyses of ovarian activity reveal repeated evolution of post-reproductive lifespans in toothed whales” pubblicato su Scientific Reports  da un team  guidato dalle università britanniche di Exeter e York e dal Center for Whale Research, suggerisce che «La menopausa si è evoluta indipendentemente in tre specie di cetacei (potrebbe essersi evoluta in un antenato comune del beluga e del narvalo)».

Il principale autore dello studio, Sam Ellis del Centre for research in animal behaviour dell’università di Exeter, spiega che «Perché la menopausa abbia un senso in termini evolutivi, una specie ha bisogno sia di un motivo per smettere di riprodursi che di una ragione per sopravvivere in seguito. Nelle orche, la ragione per fermarsi è perché sia ​​i maschi che le femmine rimangono con le loro madri per tutta la vita, così, mentre una femmina invecchia, il suo gruppo contiene sempre più figli e nipoti. Questa crescente correlazione significa che, se continuasse ad avere cuccioli competerebbero con i suoi discendenti diretti per risorse come il cibo. La ragione per continuare a vivere è che le femmine più anziane sono di grande beneficio per la loro prole e la loro progenie. Ad esempio, la loro conoscenza di dove trovare cibo aiuta i gruppi a sopravvivere».

La menopausa nelle orche è ben documentata grazie a più di 40 anni di studi dettagliati. Ma informazioni simili sulla vita dei  beluga e dei narvali non sono disponibili, quindi lo studio ha utilizzato dati su cetacei morti appartenenti a 16 specie  diverse e ha trovato ovaie “dormienti” nelle femmine anziane dei beluga e dei narvali.

Basandosi su questi risultati, i ricercatori sottolineano che «Queste specie hanno strutture sociali che, come per le orche, significano che le femmine mentre invecchiano si ritrovano a vivere circondate da sempre più parenti. Ricerche sugli esseri  umani ancestrali suggeriscono che questo sia stato anche il caso dei nostri antenati. Questo, combinato con i benefici dell'”aiuto tardivo” – nel quale le femmine anziane vanno a beneficio del gruppo sociale ma non si riproducono – può spiegare perché si è evoluta la menopausa».

L’autore senior, dello studio, Darren Croft, anche lui del Centre for research in animal behaviour di Exeter conclude:  «E’ difficile studiare il comportamento umano nel mondo moderno perché è così lontano dalle condizioni in cui vivevano i nostri antenati. Osservare altre specie come questi odontoceti può aiutarci a stabilire come si sia evoluta questa insolita strategia riproduttiva».