Anche gli Usa aderiscono all’accordo contro la pesca illegale

L'accordo anti-Iuu entrerà in vigore con la ratifica di 25 Paesi o blocchi economici regionali

[8 marzo 2016]

sovrapesca

L’Ambasciatore degli Stati Uniti alla Fao, David Lane, ha presentato  formalmente lo strumento di ratifica da parte degli Stati Uniti dell’Accordo sulle misure dello Stato di approdo per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (Iuu) e ha sottolineato che «La FAO è un forte partner nella promozione di una pesca sostenibile, e ci auguriamo di continuare a collaborare con voi e con l’intera comunità globale nella lotta contro la pesca illegale”, ha dichiarato l’ambasciatore Lane.

Il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, ha ringraziato gli Usa  per la loro collaborazione su una questione così importante e ha ricordato che «La lotta contro la pesca illegale è un obiettivo fondamentale non solo per i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, ma anche per i grandi Paesi come gli Stati Uniti».

La pesca illegale – che comprende le operazioni senza autorizzazione, la pesca di specie protette, l’impiego di attrezzi da pesca fuorilegge e la violazione dei limiti di quota – può raggiungere fino a 26 milioni di tonnellate di pesce l’anno, più del 15% della produzione annua mondiale totale.  Oltre  ai danni economici, rappresenta un rischio  per la biodiversità locale e la sicurezza alimentare di molti Paesi.
La Fao spiega che «Le misure dello Stato di approdo stabiliscono standard per l’ispezione delle navi straniere che cercano di entrare nel porto di un altro Stato. E quello che è più importante le misure consentono a un paese di bloccare le navi sospettate di avere praticato la pesca illegale e quindi evitare che catture illegali entrino nei mercati locali e internazionali.

Per aiutare i Paesi a costruire la loro capacità di attuare l’accordo, la Fao  ha convocato una serie di workshop regionali in tutto il mondo, con la partecipazione di oltre 100 Paesi. Diventando parte dell’accordo e applicandolo, gli Stati saranno in grado di raggiungere meglio gli obiettivi del Codice Fao di condotta per una pesca responsabile del 1995 che mira a promuovere la sostenibilità a lungo termine del settore.

L’accordo anti-Iuu entrerà in vigore quando 25 Paesi, o blocchi economici regionali, avranno depositato il loro strumento di ratifica al direttore generale della Fao. Finora sono 22 gli strumenti di adesione depositati da 21 paesi, e dall’Unione Europea per conto dei suoi membri. Tra le ultime adesioni arrivate ci sono quelle di  Barbados, Corea del Sud e Sudafrica.

Graziano da Silva ha detto a Lane, che «Diversi altri Paesi hanno espresso la volontà di diventare parte contraente dell’accordo. L’obiettivo di 25 Paesi potrebbe essere raggiunto entro luglio di quest’anno».