La cronaca di un’accesa assemblea

Anche il Wwf contro il taglio dei pini di Marina di Campo. Scintille tra sindaco e ambientalisti

Alberi abbattuti anche all’Isola del Giglio

[21 giugno 2013]

Anche al Wwf Arcipelago Toscano sono giunte «preoccupanti segnalazioni di iniziative da parte dell’Amministrazione di Marina di Campo volte a richiedere ulteriori abbattimenti dei pini per presunta “pericolosità”». Il Panda ricorda  che «Ha con forza ribadito, insieme ai Comitati cittadini e a Legambiente, come questa prassi sia antiquata ed ingiustificata. Esistono valide tecniche a basso costo per evitare il riaffioramento orizzontale delle radici e i danni al manto stradale: si va dall’uso di tessuti geotessili, che vanno posti sotto il manto stradale e ai lati della buca d’impianto, impedendo quindi lo sviluppo orizzontale dell’apparato radicale, alla creazione sotto l’asfalto di uno strato “isolante” costituito da sabbia e pietrisco, “ostile” alla crescita delle radici, unite al parziale innalzamento del piano stradale e all’adozione di pavimentazioni pervie formate da materiali porosi o autobloccanti. Una adeguata cura delle alberature con potature periodiche è utile a scongiurare l’improvvisa caduta dei rami».

Sul suo  sito il Wwf Arcipelago Toscano ha pubblicato, a beneficio delle amministrazioni interessate, «Una documentazione fotografica di lavori di riqualificazione di un marciapiede in una città toscana dove sono presenti diversi pini e dove i lavori vengono curati con attenzione per non danneggiare gli alberi: per fortuna queste piante non si trovano a Campo, altrimenti da tempo sarebbero finite a fare da ciocco nel caminetto di qualcuno».

Il Wwf segnala che il taglio dei pini sembra piacere molto ai Comuni isolani: «L’Amministrazione del Giglio,  anche se di diversa connotazione politica, ma evidentemente il taglio di pini nell’Arcipelago è l’unica questione a fregiarsi di “larghe intese” (in realtà Campo nell’Elba e il Giglio sono entrambe amministrate da giunte di centro-destra, ndr),  ha appena fatto abbattere in piena stagione nidificatoria alcuni pini facendo strage di nidiacei, nascondendosi dietro il falso scudo della “somma urgenza” (e qui il comune buon senso si chiede se, data l’urgenza, non si poteva intervenire prima oppure se non si poteva attendere che fosse conclusa la stagione nidificatoria prendendo altre cautele per scongiurare il pericolo di caduta)».

Per questo il Wwf «Invita la cittadinanza ad attivarsi per scongiurare un nuovo taglio delle alberature campesi che, come in più occasioni è stato ribadito, costituiscano una caratteristica insostituibile del paesaggio cittadino e il cui taglio, andando ad incidere su molti aspetti, anche legati al microclima e al benessere collettivo, produrrebbe solo danni e nessun vantaggio».

Nel tardo pomeriggio del 19 giugno nella sala comunale di Campo nell’Elba  si è tenuta una riunione indetta con un solo giorno di preavviso dall’amministrazione comunale, poco e selettivamente pubblicizzata, con residenti ed operatori commerciali, per discutere il problema della stabilità dei pini via Marconi. Erano presenti il sindaco Vanno Segnini, la vicesindaco Lucia Soppelsa, il consigliere comunale di maggioranza Giuseppe Giangregorio e Silvano Landi, autore della contestata perizia pini Campo del 2011 che sembra essere stata aggiornata alla situazione odierna.

Il pubblico era composto da una ventina di persone, ma solo 7 hanno fatto domande e/o interventi. Il sindaco ha esordito esponendo timore dell’Amministrazione per le responsabilità penali se uno o più pini cadono. Il Comune ritiene più critica la situazione di via Marconi ma la perizia parrebbe trattegiare un giudizio negativo sulla totalità (?) delle alberature di Marina di Campo.

Nel suo intervento del Generale Landi, ex Corpo forestale dello Stato ed ex membro del Direttivo del Parco nazionale, ha detto che la presenza dei pini domestici all’Elba (vocata al leccio) in generale e nei centri abitati in particolare è un clamoroso errore. Per i pini di via Marconi, in quanto con tronchi obliqui, secondo Landi si sarebbe in presenza di rischio caduta evidente e per questo ne consiglia il taglio. Landi ha citato anche l’ultimo comunicato di Legambiente dicendo che stavolta l’associazione ambientalista aveva torto.

Il Sindaco Segnini ha ricordato un fatto recentemente avvenuto a Napoli e che ha fatto una vittima, dichiarando l’intenzione di tagliare il primo pino all’altezza della curva (davanti negozio Sugar) e per il momento alleggerire chioma dei restanti.

La riunione si è accesa quando ha chiesto la parola l’ambientalista Egisto Gimelli (ex vicepresidente del Wwf Toscana) che ha richiamato il diverso valore paesaggistico pini via Marconi rispetto alle foreste la cui cura tradizionale ed i meriti (a Tarvisio) era stata portata a vanto poco prima dal Generale Landi. Gimelli ha lamentantato  mancanza in questa occasione pubblica di un contraddittorio con un diverso parere che pure sarebbe stato possibile rifacendosi ai contributi 2011 del professor Ferrini, ordinario alla facoltà di agraria dell’università Firenze. Gimelli ha contestato la conclusione, a suo dire sommaria, della pericolosità generalizzata delle alberature campesi ed ha chiesto un esame, caso per caso, di ogni singola pianta anche con prove di carico, respingendo l’equivalenza “tronco obliquo=pericolo evidente=taglio necessario, contenuta in ultima analisi dalla perizia sottoscritta da. Landi.  L’ambientalista ha anche fatto notare che il caso di Napoli non è applicabile alla realtà campese perché quello era un pino di 150 anni molto più grande, vincolato dalla Soprintenza e già da 15 giorni in procinto di cadere con improvvisa fuoriuscita di metà dell’apparato radicale dal suolo e purtroppo una pessima gestione dell’emergenza durata 15 giorni, fino al crollo definitivo ed una vittima.

Anche Michelon, un esercente di via Marconi, ha ribadito l’elevato valore paesaggistico delle alberature di Marina di Campo ed ha lamentato la costante mancata sostituzione di ogni esemplare fin qui abbattuto nelle vie campesi, da questa e dalle precedenti amministrazioni, e sono ormai decine forse un centinaio.

La signora Pertici, residente nella via, si è dichiarata contraria agli abbattimenti, ed ha chiesto se, vista l’esperienza quasi fallimentare davanti al forno Bertelli di 5 pini abbattuti, sostituiti con 2 lecci striminziti e asfittici causa marciapiede, sia davvero proponibile la sostituzione generalizzata dei pini con lecci.

La Signora Greco ha chiesto se la caduta degli alberi potrebbe interessare la stabilità delle abitazioni contigue, cosa che Landi escluderebbe, aggiungendo che normalmente la caduta totale presenta segni premonitori. Ma Landi ha ribadito la vocazione dell’Elba al leccio e stigmatizzato la presenza del pinus pinea, a suo dire del tutto casuale sull’isola. Però, distinguendosi in questo dalla linea dell’amministrazione, riterrebbe vantaggioso affiancare l’eliminazione delle alberature pericolose con altrettanti e più nuovi alberi in zone contigue all’abitato. Per esempio riconoscendo che il pino d’aleppo (i pini del lungomare Mibelli) in quanto più contenuti come sviluppo presentano meno problemi. Gimelli ha apprezzato questo tipo di apertura, ma ha ribadito  che “Prima del taglio delle alberature attuali occorre un esame collegiale da parte di almeno due esperti per ciascuna pianta e misure del rischio”.

Secondo il consigliere Giangregorio, la presenza dei pini Marina di Campo è un errore da rimuovere quanto prima e si è dichiarato contrario anche un reimpianto di pini di diversa specie. Ritenendo, in qualità di guida ambientale, che l’isola sia vocata unicamente al leccio. Poi ha invitato i dissenzienti a visitare le pinete di Monte perone (Pinus pinaster), di impianto grossomodo contemporaneo ai pini di Campo in preda alle malattie ed allo sfascio.

Gimelli ha avuto facile gioco nel chiede polemicamente a Giangregorio se sa che la scelta delle varietà dei rimboschimenti di Monte Perone fu fatto non dagli ambientalisti (ancora di la da venire) ma proprio dal Corpo forestale dello Stato, che privilegiò la massimizzazione della massa legnosa, per dire che ancora una volta che «Le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni e che tutti sono soggetti all’errore, ieri come oggi».

Allora il Sindaco ha chiesto una garanzia scritta di non caduta pini da parte di qualcuno, altrimenti si taglia ed ha detto che il professor Ferrini era disposto solo ad un parere pro veritate che il sindaco ritiene inutile. Gimelli ha risposto che «Se l’amministrazione ponesse in essere regolari e sistematici esami e misure del rischio alberature, con conseguenti provvedimenti se del caso, la responsabilità penale residua sarebbe minima».

La riunione sembra essersi conclusa con una tregua temporanea: il sindaco Segnini ha annunciato l’intenzione di abbattere il pino sulla curva del ponte, l’alleggerimento delle chiome dei restanti pini, in attesa di raccogliere altri elementi.

Da sottolineare la coda polemica, a sala ormai praticamente vuota, tra il Sindaco e Gimelli. Segnini ha detto all’ambientalista: «Non mi sei piaciuto». Gimelli ha risposto: «Nemmeno voi quando accendete le motoseghe siete dei simpaticoni. Mi raccomando, cercate di valutare compiutamente non solo le responsabilità penali in caso di mancato abbattimento, seguito da incidente, ma anche quelle in caso di abbattimento ingiustificato (deturpazione bellezze naturali)».

Segnini è sembrato molto infastidito: «E’ un avvertimento mafioso il tuo?»  Ma Gimelli ha chiuso la questione: «Guarda: uno diventa sindaco per certi motivi. Sicuramente  uno prende la tessera di una associazione ambientalista per tutt’altri motivi. Dunque a ognuno il suo mestiere».