Anche la Fao scende in campo contro il virus Zika: non solo insetticidi

«Il costo in termini di vite umane che questa emergenza può causare è potenzialmente devastante»

[10 febbraio 2016]

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Sotto la guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il sistema delle Nazioni Unite si sta mobilitando per dare una risposta coordinata contro il virus Zika, così da minimizzarne la minaccia nei paesi colpiti e ridurre il rischio di una sua ulteriore diffusione a livello internazionale.

«La Fao con le sue risorse e competenze, è pronta a fare la sua parte per affrontare questa emergenza che continua a evolversi – ha affermato il direttore generale dell’agenzia dell’Onu, José Graziano da Silva – Il virus Zika è trasmesso agli esseri umani principalmente dalle zanzare Aedes e una misura fondamentale per combattere la diffusione della malattia è quella di tenere sotto controllo le popolazioni di zanzare nelle aree colpite ed a rischio. In qualità di principale agenzia delle Nazioni Unite che si occupa del controllo della salute e delle patologie animali, la Fao può aiutare le nazioni colpite con interventi mirati, garantendo nel contempo che le persone e l’ambiente non subiscano possibili effetti nocivi derivanti da un uso improprio di sostanze chimiche potenzialmente pericolose. È probabile che, almeno nel breve periodo, vedremo un drammatico aumento dell’uso di insetticidi da spruzzare contro le zanzare o per trattare le acque.  Un intervento più immediato, e relativamente semplice, che può essere intrapreso per combattere la diffusione del virus Zika è quello di garantire la rimozione dell’acqua stagnante utilizzata dalle zanzare per riprodursi».

Le comunità colpite hanno bisogno di essere incoraggiate e assistite per far sì che gli abbeveratoi per gli animali vengano svuotati, puliti e strofinati settimanalmente.  Gli stagni e le altre aree dove si accumula acqua stagnante devono essere drenati e rimossi. La Fao raccomanda vivamente che, se l’uso intensivo di insetticidi si rende effettivamente necessario, è essenziale che sia fatto con molta attenzione per non compromettere la sicurezza per l’uomo e per proteggere la catena alimentare dalla contaminazione. «Su questo punto siamo in una posizione di forza per fornire sostegno ai paesi e alle regioni colpiti che combattono contro la diffusione del virus».

In un programma congiunto con l’Oms, la Fao ha sviluppato una serie di raccomandazioni sulla corretta gestione degli insetticidi. Per esempio, è importante che siano usati pesticidi di alta qualità e siano mescolati secondo le istruzioni del produttore, per promuoverne l’efficacia e garantirne la sicurezza. Il lavoro della Fao nel settore agricolo e contro le minacce sanitarie di origine animale dovute ai cambiamenti climatici e alle politiche sugli agro-ecosistemi e sull’uso del territorio, il sistema di allarme rapido di possibili epidemie, come ad esempio è stato fatto per la febbre della Rift Valley – una malattia trasmessa anch’essa dalle zanzare in Africa – può essere utile per prevedere e garantire che nelle Americhe i paesi abbiano pronti piani di preparazione nazionali. Attraverso il suo lavoro nel monitoraggio delle condizioni meteorologiche, è possibile per la Fao analizzare i movimenti e i mutevoli habitat delle zanzare Aedes, elemento importante nel mitigare o prevenire la malattia. La comprovata esperienza della Fao nella lotta contro le malattie animali – come ha fatto nel caso della peste bovina, dell’influenza aviaria o della tripanosomiasi trasmessa dalla mosca tse-tse – può essere utile ai paesi dell’America Latina e dei Caraibi per affrontare insieme questa epidemia.  

Ma oltre all’impiego di insetticidi, vi sono altri modi per combattere la diffusione del virus Zika. Una possibile soluzione di lungo termine è la “tecnica dell’insetto sterile” sviluppata dal Programma congiunto Fao-Iaea sulle tecniche nucleari nell’alimentazione e nell’agricoltura. Questa è una forma di controllo dei parassiti che utilizza radiazioni ionizzanti per sterilizzare gli insetti maschi, che vengono riprodotti in serie in strutture speciali di allevamento. Questo metodo è stato usato con successo in tutto il mondo per oltre 50 anni per vari parassiti agricoli, come i moscerini della frutta, le mosche tse-tse, le mosche callifore e le tignole. Il suo impiego contro le malattie trasmesse dalle zanzare, come ad esempio il vettore del virus Zika, quello del virus dengue e quello del virus chikungunya, è in fase sperimentale con alcuni test pilota che si sono conclusi con successo ed altri che mostrano risultati promettenti. 

La Fao può contribuire a queste e ad altre misure. Per esempio la nostra vasta rete di persone che lavorano sul campo, che per decenni hanno lavorato con le comunità locali e con le famiglie, e che hanno costruito rapporti di fiducia, può portare i giusti messaggi riguardo la salute e la sicurezza per le persone che ne hanno maggiore bisogno.  «Il costo in termini di vite umane che questa emergenza può causare è potenzialmente devastante e dobbiamo lavorare tutti insieme per far sì che sia messo sotto controllo».

di Fao