Antartide: si sciolgono i ghiacci ma la “nuova” vita marina assorbe molta CO2 (VIDEO)

Gli animali marini potrebbero aver assorbito 3 milioni di tonnellate di carbonio all’anno

[23 settembre 2015]

Vita antartide a

Lo studio “Antarctic sea ice losses drive gains in benthic carbon drawdown” pubblicato da David Barnes, un ricercatore del British Antarctic Survey su Current Biology è uno di quelle sorprendenti scoperte scientifiche che confermano quanto il nostro meraviglioso pianeta sia resiliente e quanto la vita sia in grado di adattarsi e percorrere nuove strade.

Infatti, la vita  colonizza il  fondale marino mentre il riscaldamento climatico lo libera dal ghiaccio e assorbe una grande quantità di carbonio, mitigando così gli effetti del cambiamento climatico.  Colonie di briozoi, piccoli filtratori marini, sembrano fiorire con la diminuzione della copertura di ghiaccio marino e svolgono un ruolo importante nel contenimento delle emissioni di carbonio.

Il British Antarctic Survey  ha svolto ricerche sui  cambiamento biologico nei fondali marini in 6 Aree della piattaforma continentale intorno all’Antartide, analizzato scheletri di briozoi che sono stati raccolti durante crociere scientifiche realizzate in oltre 20 anni, dati che comprendono anche studi fotografici e che hanno reso possibile calcolare quanto fossero abbondanti questi organismi. Le campagne scientifuiche più recenti, realizzate a bordo della RRS James Clark Ross, hanno utilizzato una camera lander ad alta risoluzione.

Secondo il British Antarctic Survey, «Meno ghiaccio marino stimola una maggiore crescita nelle alghe delle quali si alimentano i briozoi, fornendo periodi di foraggiamento più lunghi. I dati rivelano che la produzione annua di carbonio nei corpi di questi briozoi è aumentata grazie ad una combinazione di animali che crescono di più, vivono più a lungo e sono più abbondanti».

Barnes ha calcolato che questi briozoi in più di 20 anni hanno assorbito qualcosa come 75.000 tonnellate di carbonio e sottolinea che «I risultati di questo studio sono un passo importante verso una migliore comprensione  dell’impatto del cambiamento ambientale in Antartide. E’ ben noto che l’Oceano meridionale è un importante “pozzo” di anidride carbonica atmosferica, ma ci si era resi conto che il fondo marino svolge una parte importante e in crescita. Questi cambiamenti della vita marina nelle aree della piattaforma continentale dell’Antartide – dove l’acqua è a centinaia di metri di profondità – può aiutare a valutare il ruolo della vita nel draw-down del carbonio. Se questa crescente cattura del carbonio si applica alle altre forme di vita marino, allora milioni di tonnellate di carbonio dall’atmosfera possono essere trasportati fino ai fondali polari. Ciò equivale a decine di migliaia di ettari di foresta pluviale tropicale».

I ricercatori hanno scoperto che questi e altri organismi del fondale marino potrebbero svolgere  un ruolo importante nell’accumulare e seppellire carbonio, rimuovendolo dall’atmosfera per un tempo estremamente lungo. I campioni raccolti da mari dell’Antartide  occidentale mostrano un forte aumento nella densità della vita sul fondo del mare e i ricercatori hanno calcolato che la crescita dei briozoi è quasi raddoppiata, con gli animali che hanno assorbito  più di 200.000 tonnellate di carbonio all’anno a partire dagli anni ‘80. Estrapolando i risultati per tenere conto di altre specie sottomarine, i ricercatori suggeriscono che ogni anno vengono stoccate circa  3 milioni di tonnellate di carbonio, pari a circa 200 miglia quadrate di foresta pluviale tropicale.

Un’altra buona notizia è che le Isole Orcadi Meridionali, la prima Area marina protetta di alto mare del mondo, sono state identificate come l’area dove i briozoi prosperavano di più. Nei primi mesi del 2016 una nuova crociera scientifica internazionale dovrebbe raggiungere l’Amp delle Orcadi Meridionali, permettendo così ai ricercatori del British Antarctic Survey ed ai loro colleghi di capire perché quella particolare regione dell’oceano sia così importante.

Barnes conclude: «Le foreste pluviali sulla terra, che si possono vedere, sono importanti per quanto riguarda il cambiamento climatico e il ciclo del carbonio, ma i due terzi del nostro pianeta è oceano e lì sotto la vita non si può vedere, ma  anche lei è molto importante per le risposte climatiche».

Videogallery

  • Dr Dave Barnes talks about his recent study of Bryozoans around Antarctica