Antenna-falso cipresso all’Elba: i cittadini non mollano e scrivono alla Soprintendenza

[27 agosto 2013]

La grossa antenna Vodafone fa ormai brutta mostra di sé, mascherata da mega-cipresso in plastica, sulla collina Cecilia alla Serra, nel Comune di Campo dell’Elba, ma i cittadini che ne hanno contestato la costruzione insieme a Legambiente ed Enpa non mollano, e oggi hanno scritti alla Soprintendenza di Pisa e Livorno ripercorrendo lo sconcertante iter della vicenda.

Il 5 agosto è stato depositato un esposto urgente al sindaco di Campo nell’Elba, Vanno Segnini (Pdl) che chiedeva la sospensione cautelativa immediata dell’installazione di una stazione radio base (Srb) della Vodafone, alta 15 metri e posizionata in una vigna a meno di 50 metri dalle abitazioni. La costruzione dell’antenna è stata avviata senza dare nessun preavviso ai cittadini e ai turisti che vivono nelle case circostanti e, quindi, senza tener conto del principio di precauzione imposto dalla normativa comunitaria e nazionale. L’area è di grande pregio paesaggistico e ambientale, caratterizzata da un vigneto e da macchia mediterranea e l’Srb ha un impatto paesaggistico senza precedenti, opinione che era condivisa anche dalla stessa Commissione Paesaggio del comune di Campo nell’Elba che il  13 ottobre 2011 esprimeva «PARERE NEGATIVO causa il forte impatto ambientale. La zona agricola, infatti, la presenza di un vigneto e la posizione sopraelevata non sono compatibili con la tipologia del manufatto che presenta scarsa o inesistente qualità formale/architettonica atta a modifiche», parere condiviso anche dalla Soprintendenza che il 2 marzo 2012, esprimeva addirittura «PARERE NEGATIVO DEFINITIVO».

Ma il 28 febbraio 2013 l’ufficio tecnico del Comune cambiava idea e concedeva l’autorizzazione paesaggistica anche sulla base della nota dell’11 febbraio 2013 della Soprintendenza che trasformava in nulla osta il parere negativo definitivo.

Nella lettera alla Soprintendenza i cittadini spiegano che «Il manufatto, che era di così scarsa qualità architettonico/paesaggistico da non essere atto a modifiche, diventa per la Commissione Paesaggio del Comune, nella seduta del 24 luglio 2012, una “Tipologia di installazione che meglio si inserisce nel contesto esistente” e ciò perché l’antenna verrebbe mascherata con un cipresso finto di plastica, opinione che, a nostro avviso incredibilmente, ha condiviso anche questa Soprintendenza. Segnaliamo che l’area dell’erigenda antenna è area sensibile perché, oltre all’altissimo valore paesaggistico, insiste su un habitat prioritario dell’Unione Europea e in un’area contigua alla ZPS e ZPS (Direttiva Habitat) Monte Capanne – Promontorio Enfola. Altresì, aree collinari, come quella della Collina Cecilia alla Serra, sono elementi della Important Bird area di Rete Natura 2000 che copre tutta l’Elba, e, in particolare, nella zona è certa la presenza di avifauna e chirotteri che sono specie prioritarie protette dalle direttive Habitat e Uccelli e dalla L.R. 56/2000. Ciò premesso, era necessario effettuare il procedimento di Valutazione di incidenza, procedimento di carattere preventivo al quale è obbligatorio per legge sottoporre qualsiasi progetto che possa avere incidenze significative su un sito della rete Natura 2000, di cui non vi è traccia nella pratica».

Il sindaco Segnini, dopo aver incontrato alcuni delegati dei cittadini contro l’antenna,. ha promesso una verifica dell’iter autorizzatorio, ma poi ha detto alla stampa: «Sì, c’è stato prima un parere negativo seguito da uno positivo,  quest’ultimo è stato dato dalla Soprintendenza, chi non è d’accordo si rivolga a loro».

Il comitato dei cittadini l’ha preso in parola e chiede alla Soprintendenza di «Intervenire, come avevamo chiesto anche al Sindaco, adottando immediatamente provvedimenti inibitori urgenti che sospendano i lavori nel cantiere (gli operai stanno proseguendo i lavori) al fine di tutelare e conservare il patrimonio paesaggistico/ambientale della località in oggetto, consentire a cittadini e villeggianti di essere informati (quantomeno ex post) e verificare l’esattezza dell’iter autorizzatorio, formulando, già ora, istanza affinché questa Amministrazione valuti di procedere in autotutela».

Se questo non avverrà  «Agiremo innanzi alle Autorità giudiziarie competenti in sede civile, amministrativa e penale, nonché innanzi alle compenti sedi europee e regionali, per la tutela dei nostri diritti – scrivon i cittadini –  Avvertiamo, in fine, che la vicenda è già nota alle associazioni ambientaliste che hanno già espresso le loro perplessità sull’iter autorizzatorio e sull’intera vicenda e, apprendiamo oggi, che anche il Direttore Generale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana chiede un Vostro intervento».

Ilcomitato si lamenta che, nonostante la segnalazione, la Soprintendenza ed il sindaco di Campo nell’Elba, non siano intervenuti con un provvedimento inibitorio urgente che sospendesse i lavori nel cantiere, né abbiano dato risposta alle istanze degli esponenti. La Vodafne ha così potuto costruire l’antenna/falso cipresso.

Il 21 agosto è stato depositato un altro esposto urgente al sindaco di Campo nell’Elba nel quale, a nome di residenti e/o villeggianti in immobili siti nella località Colle Cecilia alla Serra e/o nei pressi di tale località, nonché di titolari di strutture alberghiere della zona, è chiesta «La sospensione cautelativa immediata dell’attivazione della stazione radio base».  Ora alla Soprintendenza viene chiesto di «Intervenire con l’adozione immediata di un provvedimento urgente che sospenda l’attivazione della stazione radio base al fine di garantire, atteso il presunto inquinamento elettromagnetico e il danno al patrimonio paesaggistico/ambientale, la salubrità dello stato dei luoghi nell’interesse dei cittadini e dei villeggianti, nonché delle specie animali protette (l’emissione di onde elettromagnetiche disturba il bio-ritmo naturale dei volatili che non potranno più nidificare in loco)».

La lettera evidenzia anche che «Sono emerse, medio tempore, diverse incongruità nell’iter autorizzatorio sotto il profilo urbanistico e sotto il profilo della violazione delle norme in materia ambientale e che, a riguardo, sulla base della segnalazione effettuata da Legambiente, il Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana Le chiede che siano effettuati gli opportuni accertamenti. Ciò premesso, considerato soprattutto che non è stato rispettato il principio di precauzione, Le formuliamo nuovamente istanza affinché voglia procedere in autotutela con il ritiro del “Nulla Osta” rilasciato da questa Sopraintendenza in data 11 febbraio 2013. In difetto di quanto sopra, agiremo innanzi alle Autorità giudiziarie competenti in sede civile, amministrativa e penale, nonché innanzi alle compenti sedi europee e regionali, per la tutela dei nostri diritti».