L’Appennino Tosco Emiliano è diventato Riserva MaB Unesco

Soddisfazione del presidente del Parco Giovannelli e del ministro dell’ambiente Galletti

[10 giugno 2015]

Mab appennino

Il Consiglio internazionale di coordinamento dell’Unesco, riunito a Parigi, ha approvato all’unanimità l’iscrizione dell’’Appennino Tosco Emiliano nelle Rete delle riserve ‘Uomo e Biosfera’ MaB e il presidente del Parco Nazionale, Fausto Giovanelli, intervenendo a Parigi ha detto: «A nome dell’Appennino Tosco Emiliano e dei sindaci dei 38 Comuni dell’area – sei dei quali sono qui a rappresentare la gente dei nostri paesi – voglio esprimere gratitudine al Comitato internazionale del Programma MaB (Man and the biosphere), al Segretariato Unesco e al Ministero dell’Ambiente italiano, qui rappresentato dal viceministro Barbara Degani e dall’ambasciatrice Vincenza Lo Monaco. Per il Parco Nazionale e per tutto il territorio dell’Appennino Tosco Emiliano l’appartenenza alla Rete MaB rappresenta un punto d’arrivo e un successo; si accresce così il valore del lavoro e dell’intelligenza di generazioni, dei nostri genitori, dei nostri nonni e delle persone che investono il piropiro impegno sull’Appennino. Questo successo è un riconoscimento anche alla bellezza e alla ricchezza ecologica delle nostre montagne che separano e connettono l’Europa e il Mediterraneo. MaB è un inizio per dare ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi l’orgoglio di appartenenza alla nostra terra, insieme con il supporto e le conoscenze necessarie per progredire sulla via dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile, con la responsabilità e la volontà di collaborare tra di loro e con tutta la gente e i territori della Rete UNESCO e di tutto il pianeta».
Insieme all’Appennino Tosco-Emiliano entrano a far parte dei siti MaB anche il Delta del Po e il sito Alpi Ledrensi e Judicaria che si estende dalle Dolomiti di Brenta al Lago di Garda nella Provincia di Trento.
Il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha sottolineato che «E’ la prima volta, in quarant’anni, che l’Italia ottiene un risultato così importante a livello internazionale in ambito ambientale. L’Unesco, iscrivendo 3 nuovi siti nella Lista delle eccellenze naturalistiche, evidenzia la straordinaria biodiversità e ricchezza di paesaggi del nostro paese e, al tempo stesso, riconosce la capacità delle comunità locali di saper trovare il giusto equilibrio fra uomo e natura, valorizzando l’insieme delle risorse umane, naturali, culturali, paesaggistiche e produttive presenti sul territorio. Per l’Unesco, infatti, questi 3 siti naturalistici sono esempi emblematici di sviluppo sostenibile, sapendo offrire al mondo intero l’esemplarità di un percorso di crescita economica e turistica rispettosa dell’ecosistema e della biodiversità. Il riconoscimento pervenuto da Parigi mi riempie di orgoglio e conferma la bontà dell’azione di salvaguardia dell’ambiente avviata dal governo italiano. Alla mia gioia di Ministro si unisce la mia gioia di emiliano per il risultato raggiunto dal mio territorio: sono doppiamente felice, doppiamente orgoglioso.
Con le tre nuove iscrizioni sono 13 le riserve italiane nella Lista dell’Unesco e tra quese ci sono altri due siti toscani: Isole toscane (Mab dal 2003) e Selva Pisana (2004).
Il ministero dell’ambiente fa notare che «Dopo 10 anni di sostanziale assenza dell’Italia in tale consesso internazionale ben 5 riserve sono state iscritte negli ultimi 3 anni, e 6 di quelle già presenti hanno rinnovato il proprio impegno con una estensione del proprio territorio».