Duro intervento del Cigno regionale sulla procedura di designazione

Apuane, Legambiente denuncia «opacità e sotterfugi» sulla presidenza del Parco regionale

«Si è chiusa l’era Putamorsi ma si apre ora una fase incerta, che non sembra promettere niente di buono. Vogliamo sperare nella coerenza e nel buonsenso del Presidente Rossi»

[7 luglio 2017]

Apprendiamo da diverse testate giornalistiche che ormai la partita sulla Presidenza del Parco delle Apuane sarebbe chiusa. L’Arch. Davini dunque, già Sindaco di Minucciano, dovrebbe a giorni diventare il nuovo Presidente del Parco.

Non vogliamo crederci. Tutta la procedura di designazione, comprese le due successive riunioni della Comunità del Parco – necessarie per comporre le diatribe acerrime tra gli enti locali del territorio – è stata segnata da opacità e da sotterfugi. Più o meno velati. E anche l’epilogo non è stato da meno. Invece che arrivare dal Presidente Rossi, come prevedrebbe esplicitamente l’art. 20 della LR 30/2015, la notizia è arrivata con le fanfare dalla Seconda Commissione Consiliare presieduta dal lucchese Baccelli. Ancor prima dell’ufficialità della nomina.

La discontinuità col passato sarebbe dunque negata. Certo, si è chiusa l’era Putamorsi, ma si apre ora una fase incerta, che non sembra promettere niente di buono. E comunque, niente di sostanzialmente diverso dal passato.

Vogliamo confidare negli ultimi esigui spazi di agibilità democratica e sperare nella coerenza e nel buonsenso del Presidente Rossi. In una sua decisione netta, che tuteli gli interessi del Parco, gli obiettivi di qualità previsti per le Apuane dal “suo” stesso Piano Paesaggistico Regionale, e quei requisiti minimi di sicurezza e legalità sull’intero distretto del marmo.

di Legambiente Toscana