L’epica battaglia per la vita nell’Estremo Oriente russo

Aquila reale uccide un cervo: la prima foto al mondo

[27 settembre 2013]

 

Da decenni esistono prove circostanziali che dimostrano che esemplari di aquila reale attaccano davvero i grandi mammiferi come i cervi e persino i cuccioli di orso, ma ora il Journal of Raptor Research pubblica una ricerca (First Documented Predation of Sika Deer (Cervus nippon) by Golden Eagle (Aquila chrysaetos) in Russian Far East), nella quale Linda Kerley, dell’Amur Tiger and Leopard Project della Zoological Society of London e Jonathan Slaght, del Wildlife Conservation Society Russia Program, presentano le eccezionali immagini di un’ aquila reale adulta che attacca e uccidere un giovane cervo Sika, che potrebbe pesare diverse decine di Kg.

Le immagini sono state catturate da una trappola fotografica piazzata dai due ricercatori per studiare le tigri siberiane della Riserva naturale statale di Lazovskii, nel sud dell’Estremo Oriente russo. Ma il primo dicembre 2011 ha fotografato quella che potrebbe essere la prima sequenza e “documentazione” dell’attacco di un’aquila reale ad un grande mammifero.

Gli autori dello studio scrivono: «Negli 11 anni delle nostre indagini sulle uccisioni di ungulati nell’Estremo Oriente russo meridionale, questa è la prima volta che abbiamo osservato l’evidenza dell’uccisione di una qualsiasi specie di cervidi da parte di una Golden Eagle, nonostante in quel periodo abbiamo localizzato centinaia di carcasse e ne abbiamo valutata la causa della morte. Il fatto che la prova di questo tipo di predazione sia così rara, significa probabilmente che le aquile vedono questo come un attacco “opportunistico”».

La Kerley ha detto che la carcassa del cervo è stata trovata durante un controllo di routine della fotocamera ma ha capito subito che c’era qualcosa di strano: «Non c’erano tracce di  grandi carnivori nella neve e sembrava che il cervo avesse camminato e poi improvvisamente abbia smesso e sia morto. E’ stato solo dopo che siamo tornati al campo che ho controllato le immagini dalla fotocamera ed ho messo tutti i pezzi insieme. Non riuscivo a credere a quello che stavo vedendo».

La domanda che i due ricercatori si sono immediatamente posti è stata: Come riesce un’aquila ad uccidere un animale così grande? È stato un colpo fortunato con il becco o gli artigli? Slaght ha detto alla radio nazionale Usa Npr di non saperlo: «Possiamo ipotizzare che il cervo abbia collassato per lo  stress, ma ci sono precedenti sul fatto che le aquile reali in realtà uccidono grandi ungulati. La letteratura scientifica è piena di riferimenti ad attacchi di aquile reali ad animali diversi in tutto il mondo, da cose piccole come i conigli, la loro preda abituale, a coyote e cervi, e c’è anche un dato nel 2004 di un’aquila che preda un cucciolo di orso bruno».

Secondo a Kerley, «E’ vero che non si può dire con certezza come il cervo sia stato abbattuto e che potrebbe essere morto per stress, ma credo sia successo in fretta, perché il primo avvoltoio che si è presentato è stato fotografato nella stessa trappola fotografica solo 68 minuti più tardi, seguito da altri uccelli spazzini e mammiferi. Questa è stata la prima volta che ho fotografato un avvoltoio in una trappola fotografica, quindi immagino fossero attratti dalla carcassa del cervo. Anche le tracce nella neve non mostrato alcuna indicazione che il cervo abbia lottato a lungo».

Già nel 2005 una ricerca del Western North American Naturalist  trovò una forte evidenza che un’aquila reale avesse ucciso un’antilocapra negli Usa. I biologi avevano visto un’aquila reale vicina ad un’antilocapra di 60 libbre appena uccisa e l’esame necroscopico trovò che l’erbivoro non avesse segni di morsi, ma ferite coerenti con quelle che producono gli artigli di un’aquila. L’antilocapra è stata probabilmente uccisa a causa della fratturazione delle sue vertebre cervicali.

«Mi piacerebbe pensare che anche qui una cosa del genere sia lo scenario più probabile – ha detto Slaght riferendosi all’attacco al cervo Sika – Gli uccelli da preda di solito utilizzano i loro artigli per uccidere. Non  vogliono rischiare  lesioni agli occhi, affondando il becco in qualcosa ancora in vita».

Gli scienziati sottolineano che le aquile reali  non attaccano abitualmente cervi e che non c’è alcuna prova che questi  attacchi abbiano un qualche impatto sulle popolazioni di cervi. La Kerley sottolinea: «Sto valutando le cause di morte dei cervi in Russia da 18 anni, questa è la prima volta che ho visto qualcosa di simile» e Slaght conferma: «In questo caso penso che Linda abbia avuto davvero fortuna ed è stata in grado di documentare un evento di predazione opportunistica molto raro».

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