Aquile e pale eoliche possono coesistere

Una mappa previsionale. Le vecchie pale eoliche basse sono più pericolose di quelle molto alte

[2 settembre 2015]

Eolico aquile 1

In alcune località degli Usa gli scontri con le pale eoliche uccidono le aquile reali (Aquila chrysaetos),  ma il nuovo studio  “Landscapes for Energy and Wildlife: Conservation Prioritization for Golden Eagles across Large Spatial Scales”, pubblicato su PlosOne, che mappa sia i potenziali siti eolici che i siti di nidificazione di questi grandi  uccelli, rivela gli sweet spot dove è maggiore il potenziale dell’energia eolica ed è minore la minaccia per la nidificazione delle aquile.

Il canadese Brad Fedy, del Department of Environment and Resource Studies dell’università di Waterloo e lo statunitense Jason Tack, della Colorado State University, grazie alla collaborazione del Fort Collins Science Center dell’ US Geological Survey, hanno  raccolto i dati sulla nidificazione delle aquile in diverse aree del Wyoming, e ha creato modelli utilizzando una suite di variabili ambientali e le hanno referenziate rispetto alle aree con un potenziale eolico.

Fedy  e Tack  sottolineano che «L’aumento della mortalità minaccia il futuro delle specie con una durata di vita lunga e, quando un grosso uccello come un’aquila reale viene uccisa da un progetto eolico, la turbina si ferma, provoca rallentamenti temporanei e può comportare multe agli operatori». Fedy aggiunge: «Non possiamo mettere in pericolo gli animali ed i loro habitat realizzando progetti di energia rinnovabile. Il nostro lavoro dimostra che è possibile guidare lo sviluppo di progetti di energia sostenibile, pur avendo il minimo impatto sulle popolazioni di fauna selvatica».

Si stima che tra le 75 e le 110 aquile reali muoiano ogni anno nel campo eolico di in Altamont, in California, il che equivale ad un’aquila ogni 8 megawatts di energia prodotta. Le aquile reali sono tra le migliaia di rapaci uccisi all’Altamont Pass Wind Farm, uno dei più vecchi campi eolici della California centrale, e gli esperti dicono che uno dei motivi di questa elevata mortalità è soprattutto la dimensione relativamente piccola delle quasi 5.000 pale eoliche del sito, molte delle quali costruite nei lontani anni ‘70. Ma la maggior parte delle moderne pale eoliche sono montate su torri molto più alte, con le quali gli uccelli hanno meno probabilità di scontrarsi. Ma« per i progettisti dei futuri impianti eolici  è importante considerare con attenzione dove sono i siti di nidificazione, per evitare morti inutili di ’avifauna che, alla fine, possono vanificare la realizzazione di un parco eolico.

Questo livello di mortalità è  particolarmente preoccupante per le specie longeve come le aquile, perché anche un aumento relativamente piccolo della  mortalità degli adulti (3-5%) può portare a significativi cali nelle popolazioni locali. Le aquile reali sono predatori con un grande areale protette negli Usa e i due ricercatori dicono che «Con i dati giusti, gli stakeholders possono utilizzare le tecniche di modellazione impiegate dai ricercatori per conciliare altri progetti di energia sostenibile con le preoccupazioni ecologiche»

L’energia eolica è una fonte importante di energia rinnovabile a livello globale. Gli Usa prevedono di produrre il 20% della loro energia rinnovabile con l’eolico entro il 2030, un abilito un punto di riferimento di produrre il 20% della fornitura elettrica degli Stati Uniti con obiettivo che richiederà un forte aumento del numero di pale eoliche, con potenziali effetti su larga scala dell’energia eolica sulla fauna selvatica che non sono stati ancora ben compresi. «Pertanto – scrivono i due ricercatori su PlosOne – le linee guida per la selezione di territori dove  minimizzare gli impatti potenzialmente negativi dell’ energia eolica sulla fauna selvatica sono una priorità della ricerca. In modo proattivo, l’individuazione delle aree per lo sviluppo delle risorse con un limitato potenziale di impatto per la fauna selvatica è un promettente approccio per facilitare lo sviluppo di energia pur mantenendo popolazioni della fauna selvatica vitali nei territori»

Il Wyoming è uno Stato emblematico nella sfida per contemperare conservazione della fauna selvatica e di sviluppo delle risorse naturali: è tra i primi dieci produttori di energia a livello globale con più di 100.000 pozzi di petrolio e di gas in produzione e 400 milioni di tonnellate di carbone prodotte annualmente. Inoltre  è tra i primi cinque stati americani per produzione di energia elettrica da fonte eolica.

Fedy  e Tack   hanno prima di tutto identificato i siti di nidificazione delle aquile reali nel Wyoming,  poi hanno sviluppato modelli spaziali predittivi della possibilità di nidificazione delle aquile, quindi hanno identificato le aree di potenziale conflitto e le opportunità per la conservazione dell’ Aquila chrysaetos  a fronte dell’espansione dell’energia eolica. Sovrapponendo le mappe degli habitat di nidificazione con le mappe delle arre a potenziale di sviluppo eolico sono venute fuori gli gli sweet spot: le aree di  potenziale opportunità per la conservazione (habitat di alta qualità, a basso potenziale energetico), e le zone che invece presentano conflitti tra sviluppo eolico ed habitat di nidificazione (habitat di alta qualità, ad alta energia potenziale).

La mappa previsionale dei due ricercatori non può sostituire il monitoraggio sul campo sul  rischio potenziale delle pale eoliche per le popolazioni di fauna selvatica, ma forniscono all’industria e ai manager pubblici un quadro utile per valutare i progetti eolici.

Fedy conclude: «Le aquile reali non sono l’unica specie interessata da questi progetti energetici, ma colpiscono l’immaginazione della gente. Speriamo che la nostra ricerca informi una migliore collaborazione tra l’industria delle energie rinnovabili e le agenzie di gestione del territorio».