Anche le aquile a rischio avvelenamento da diclofenac. Ma l’Ue lo autorizza e l’Italia lo produce e lo vende

[28 maggio 2014]

A pochi mesi dalla notizia che il farmaco diclofenac è colpevole della morte degli avvoltoi Indiani, l’Unione europea ha concesso la licenza per il suo uso veterinario in Europa, ma ora due approfonditi studi scientifici rivelano che ci sono molti rapaci, tra i quali anche l’ aquila reale, sensibili ai suoi effetti.

Secondo la Royal Society for the Protection of Birds (Rspb), «Questi risultati rafforzano la necessità di vietare il diclofenac veterinario in tutta Europa e di rafforzare i divieti e l’applicazione dei divieti nell’Asia meridionale, per fermare l’abuso illegale da parte dell’uomo di diclofenac usato nel trattamento del bestiame.

In un articolo appena pubblicato da Bird Conservation International dell’Università di Cambridge, vengono  presentati i risultati dei test effettuati su due aquile della steppa trovate morte in una discarica di carcasse  di bestiame nel Rajasthan, in India. Entrambi i rapaci avevano  nei loro tessuti residui di diclofenac e presentavano gli stessi segnali clinici di insufficienza renale presenti negli avvoltoi avvelenati dal diclofenac.

La Rspb fa notare che «Le aquile delle steppe sono strettamente legate alle aquile reali presenti nel Regno Unito, alla vulnerabile aquila imperiale spagnola e ad altre aquile eurasiatiche vulnerabili o in calo a livello globale».

Gli scienziati temono che tutte le specie di Aquila, siano a rischio diclofenac. In tutti i continenti del mondo, esclusa l’Antartide, vivono 14 specie di aquile e quindi l’avvelenamento da diclofenac dovrebbe essere considerato un problema globale. Toby Galligan, un ricercatore della Rspb ed uno degli autori dello studio, spiega: «Sappiamo da tempo che il diclofenac è tossico per gli avvoltoi, tra i quali il grifone eurasiatico, ma ora sappiamo che è molto tossico anche per le aquile. Questo suggerisce che il farmaco è fatale per un maggior numero di rapaci in Asia, Europa e in tutto il mondo. Avevamo già molti sospetti sui cali osservati negli avvoltoi non Gyps in Asia, ma questo studio conferma i nostri peggiori timori».

In un altro studio pubblicato ad aprile sempre su Bird Conservation International, Galligan ha esaminato le recenti tendenze demografiche dell’avvolto capovaccaio (Neophron percnopterus) in Egitto e dell’avvoltoio calvo o testa rossa (Sarcogyps calvus)  in India. Questo studio mostra una diminuzione della popolazione in tempi e livelli simili a quelli osservati negli avvoltoi Gyps, fornendo una prova indiretta che anche queste specie sono state influenzate dal veterinario ha provocato un declino senza precedenti nelle popolazioni di  avvoltoi Gyps dell’Asia del Sud, con tre specie – il grifone del Bengala  (Gyps bengalensis), l’avvoltoio indiano (Gyps indicus) e l’avvoltoio dal becco sottile (Gyps tenuirostris) – in calo di oltre il 97% tra il 1992 e il 2007, il che equivale alla scomparsa di decine di milioni di individui. Dopo anni di campagne degli ambientalisti, tra il 2006 e il 2010, i governi di Bangladesh, India, Nepal e Pakistan hanno vietato le formulazioni veterinarie del diclofenac e recentemente è stato osservato un rallentamento del declino degli avvoltoi Gyps. Tuttavia, le formulazioni di diclofenac destinate agli esseri umani sono ancora ampiamente disponibili e vengono utilizzate illegalmente per curare il bestiame, le cui carcasse sono la principale fonte di cibo per gli  avvoltoi dell’Asia meridionale.

La Rspb è preoccupata per l’annuncio dato a marzo dall’Unione europea che l’utilizzo del diclofenac veterinario è stato autorizzato per la produzione e l’uso in Italia e in Spagna e per la distribuzione in altri Paesi europei. Da allora, una coalizione di organizzazioni ambientaliste, che comprende Vulture Conservation Foundation, Rspb e BirdLife International, ha avviato una campagna per far ritornare l’Ue indietro da questa decisione e Galligan avverte: «Alla luce dei recenti sviluppi in Europa, i nostri risultati assumono un significato ancora più preoccupante . Tutte le carismatiche aquile europee, come imperiale spagnola e, più vicino a casa nostra, l’aquila reale, sono spazzini opportunisti e, pertanto, potrebbe essere a rischio di avvelenamento diclofenac. Come abbiamo visto in Asia meridionale, dove il bestiame ammalato viene trattato  con diclofenac, può verificarsi una diminuzione della popolazione di  avvoltoi ed aquile.  La Commissione europea deve riconoscere questo problema e imporre un divieto a livello continentale sul diclofenac veterinario, prima che possa avere un impatto sui nostri uccelli».

La scorsa settimana, il Veterinary Medicines Directorate (Vmd), l’agenzia britannica che regolamenta  i medicinali veterinari, ha annunciato misure contro il diclofenac. In un comunicato il Vmd ha spiegato che «Veterinary Medicines Directorate del Regno Unito sta prendendo sul serio la questione dei rischi di diclofenac per le popolazioni di avvoltoio.  Come misura precauzionale il Vmd non approverà tutte le richieste dei veterinari su prodotti di importazione contenenti diclofenac. Inoltre, il Vmd ha deciso di non emettere certificati di esportazione i cui prodotti contengano la parola diclofenac nella lista dei prodotti da esportare».

Sacha Cleminson, a capo della politica della biodiversità internazionale di Rspb, ha detto che «L’annuncio del Veterinary Medicines Directorate è un segnale di avvertimento all’Europa che il Regno Unito sta prendendo sul serio la questione. Questa nuova prova sottolinea la necessità di un divieto in tutta Europa, e in ultima analisi anche oltre».

La Rspb fa parte di Saving Asia’s Vultures from Extinction (Save), una coalizione di organizzazioni internazionali che coordina e vigila sulla salvaguardia degli avvoltoi e promuove campagne e attività di raccolta fondi per aiutare gli avvoltoi dell’Asia meridionale. Save sta lavorando per fermare uso veterinario di diclofenac, promuovendo la conservazione degli avvoltoio tra i governi e la conoscenza  tra i  veterinari e gli allevatori di farmaci alternativi che sono altrettanto efficaci nel trattamento di bestiame. Anche se questi problemi sono stati affrontati in situ, Save ha costituito popolazioni di avvoltoi riproduttive in cattività  inalcuni centri in India, Nepal e Pakistan. Gli avvoltoi saranno rilasciati per rimpinguare le popolazioni selvatiche solo quando sarà sicuro farlo.