Arcipelago Toscano, Feri risponde a Moschini: l’area marina protetta non c’è ma ci sono protezioni a mare

[31 agosto 2017]

In riferimento all’intervento del Sig. Moschini circa le nomine dei presidenti dei parchi e del relativo appello alla Regione Toscana  per quanto riguarda il parco nazionale arcipelago toscano è bene precisare che il nostro è un parco nazionale con estensione a mare, nel quale la protezione è garantita dal perimetro del parco stesso. Quindi è vero che il parco nazionale “non ha aree marine protette” come dice Moschini, ma detta così sembrerebbe che non ci fosse alcuna protezione a mare.  Al contrario oggi sono protette totalmente a mare le isole di Montecristo, Pianosa e Gorgona e parzialmente quelle di Giannutri e Capraia, con una protezione molto rigida (zone 1 di chiusura integrale e zone 2 un po’ meno rigide). Per la precisione il parco nazionale dell’arcipelago toscano è un parco molto più marino che terrestre, infatti l’area a mare interessa 61.744 ha rispetto ai 79.160 totali, quindi ben il 78%.

Sul mare sono poi in atto alcune importanti trasformazioni, come noto, come la zonazione a mare per l’isola di Capraia, che hanno visto da poco concludersi un iter di condivisione con il territorio. Azione necessaria perché il piano del parco vigente aveva escluso dalla zonazione la parte marina e da Capraia si è iniziato a colmare questa lacuna. Questo precedente ci consentirà di modificare e quindi porre in essere le migliorie che servono anche per l’isola di Giannutri e successivamente sarà la volta di Pianosa.

Probabilmente il riferimento di Moschini quando dice che “……i soli interventi degni di nota sulle aree protette marine li ha di recente decisi il Consiglio regionale….” è relativo proprio alla approvazione della variante suddetta per l’isola di Capraia. E’ bene sottolineare e ricordare che questo importante lavoro è stato promosso, studiato, ideato, concertato e adottato dal Parco Nazionale dell’ Arcipelago Toscano; la Regione Toscana ha correttamente condiviso il lavoro del parco e approvato la variante medesima.

E’ vero, come si evince tra le righe dell’intervento di Moschini, che una articolazione migliore delle zone a mare, sviluppate secondo criteri moderni, consentirebbe di  migliorare anche aspetti riguardanti la fruizione e i rapporti con le popolazioni locali e concentrare i meccanismi di protezione laddove realmente ce n’è bisogno. E’ proprio quello che stiamo facendo con la zonazione a mare del parco, non a caso, dopo Capraia, stiamo lavorando in tal senso su Giannutri, perché le norme vigenti sono ancora quelle di salvaguardia, rigide e poco articolate (solo 2 zone invece di 4).

Per la protezione nel senso più operativo del termine, al netto dei problemi derivanti dalla soppressione del corpo forestale dello stato e dell’ ex snem (il gruppo nautico) stiamo predisponendo nuove convenzioni con la Guardia di Finanza per lo svolgimento di analoghi compiti di controllo. Contemporaneamente, oltre alla Guardia di Finanza che si è già attivata di per se per compito istituzionale, grazie anche alla collaborazione della Capitaneria di Porto e dei Carabinieri vengono svolti compiti di regolare controllo, anche specifici come sull’isola di Pianosa. Controlli che da quest’anno hanno visto la presenza a terra, per la prima volta nel periodo centrale della stagione estiva, anche di un avamposto di Carabinieri Forestali sull’isola di Giannutri.

Il controllo fatto dal personale è oggi reso più efficiente anche attraverso il sistema di telecamere che è stato istallato di recente dal parco stesso e che riesce a registrare e controllare gran parte del sistema costiero delle isole.

D’altro canto quello dell’arcipelago Toscano è un parco nazionale molto complesso, che coinvolge ben 7 isole, 11 comuni e 2 province. Le isole sono tutte diverse tra loro, per dimensione, posizione e situazione amministrativa; in esse, oltre al parco e ai comuni di riferimento, hanno anche giurisdizione i ministeri di Giustizia, dei Beni Culturali ed altri. Le isole variano da Gorgona, quella più a nord su cui insiste un carcere attivo, fino a Giannutri, quella più a sud e più problematica vista la sua vicinanza alla costa, passando per Montecristo che è anche riserva naturale dello Stato e Pianosa, su cui il carcere c’era fino a poco tempo fa e che oggi si sta aprendo a nuove prospettive, per poi giungere alle 3 isole su cui risiedono le vere e proprie comunità isolane e cioè Giglio, Elba e Capraia.

Su queste isole ci si vive, si fa turismo, si esercitano una serie di attività, si fa fronte al sistema costiero dei porti turistici che “lanciano” migliaia di imbarcazioni che vedono le isole come “boe” o che esercitano la pesca; più in generale ogni decisione presa nel territorio del parco ha un grande impatto sia sul territorio stesso, ma anche su grandi pezzi dell’Italia continentale.

Confrontarsi con un elemento così complesso non è cosa semplice e soprattutto l’esperienza fatta nel passato mi ha portato ad essere più riflessivo e considerare che non è utile, nemmeno alla causa ambientale, fare passi strategici senza il coinvolgimento e l’approvazione delle comunità che vivono sulle isole; vivendoci ed amministrando queste isole ci si rende subito conto di questa cosa e di come sia importante che ciò che un parco propone sia accolto e condiviso da chi il territorio lo vive con la pazienza e la costanza del confronto, a volte anche duro, con tutto il territorio.

A me è capitato di fare il consigliere del parco sia con il Presidente Tozzi che con il Presidente Sammuri ed ho imparato molto da entrambi, anche se hanno due impostazioni molto diverse. Sottolineo che il lavoro svolto in questi ultimi 5 anni dal Presidente Sammuri è sotto gli occhi di tutti come anche l’ampio consenso che il Parco ha ottenuto grazie alla politica inclusiva che lui ha svolto su tutto il territorio; consenso che rende molto più agevole il compito istituzionale dell’ente. Non sta a me dire alla Regione, che ben saprà cosa fare, chi dovrà essere il nuovo Presidente del parco nazionale dell’ arcipelago toscano, ma se dovessi indicare il modo di governo e di politica da attuare che dovrebbe avere il prossimo presidente del parco lo indicherei molto simile a quello attuato dal presidente uscente.

 

di Stefano Feri, vicepresidente Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano