Area marina protetta dell’isola di Capraia: un passo avanti in Regione

Legambiente: «Bene, ma ora basta con lo scandalo della mancata istituzione di un’Area marina protetta prevista dal 1982»

[13 luglio 2016]

Parco a mare Capraia

La quarta Commissione Territorio, ambiente, mobilità, infrastrutture del Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità la delibera dell’adozione  della variante al Piano del Parco Nazionale Arcipelago Toscano  per la nuova zonazione a mare dell’Isola di Capraia.

Dalla sua istituzione nel 1996 ad oggi  il Parco Nazionale aveva tentato, con procedure diverse, di trasformare la sua area di competenza a mare affidatagli dal Decreto istitutivo del Presidente della Repubblica, in una vera e propria area marina protetta con zonazioni e  regolamentazioni ragionate, in sostituzione degli attuali rigidi vincoli a mare che dividono il mare di Capraia, Gorgona, Montecristo e Giannutri in zone 1 e 2, mentre il mare di Pianosa è stato affidato al Parco con un Decreto ministeriale dopo la dismissione del carcere.

Avviando la procedura della variante al Piano del Parco, il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri, in con la collaborazione con il sindaco di Capraia Gaetano Guarente ha iniziato questo percorso di trasformazione dei vincoli a mare di Capraia in una vera e propria Area marina protetta.

«Sono molto soddisfatto di questo risultato – ha detto Giampiero Sammuri – frutto di un intenso lavoro di raccolta di informazioni scientifiche, di analisi delle emergenze della biodiversità dell’area di mare  interessata e di  concertazione con il Comune di Capraia Isola. Il Sindaco Guarente  mi ha supportato nell’ascolto della comunità capraiese attraverso incontri con gli operatori locali da cui sono emerse le  aspettative da perseguire nell’ottica dello sviluppo sostenibile dell’Isola. L’approvazione da parte della quarta Commissione della Regione Toscana, espressa all’unanimità, fa ben sperare per il proseguimento dell’iter. Il prossimo passaggio sarà l’adozione del Consiglio della Regione Toscana».

Anche Legambiente Arcipelago Toscano  dice che «il via libera all’area marina protetta di Capraia da parte della Quarta commissione del Consiglio regionale della Toscana  è un primo positivo passo avanti, così come è positivo che il ministero dell’ambiente abbia accettato una procedura di adeguamento e revisione dei vincoli del Decreto istitutivo del Presidente della Repubblica del 1996 – che faceva propri  decreti che risalivano addirittura agli anni ’80 – che in passato aveva ritenuto non percorribile. Il lavoro svolto dal Parco e dal Comune di Capraia è certamente stato prezioso, ma resta per le altre isole con protezione a mare (Gorgona, Pianosa, Montecristo, Giannutri) e per quelle senza protezione (Elba e Giglio) lo scandalo internazionale di un’area marina protetta prevista nel lontanissimo 1982 dalla prima legge sulla protezione del mare e poi confermata nel 1991 dalla Legge quadro sulle aree marine protette e da tutte le sue successive modifiche, mentre la Convenzione di Barcellona prevedeva che  il nostro Paese istituisse le Aree marina protette in itinere entro il 2012. Inoltre l’Italia, firmando gli obiettivi per la biodiversità di Aichi (target 11), si è impegnata al summit della Convention on Biological Diversity dell’Onu a proteggere con aree marine protette almeno il 10% del suo mare entro il 2020. Invece, a 20 anni dall’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, mentre nel resto dell’Italia sono state istituite anche Aree marina protette non previste dalla legge del 1982 e della 394/1991, nel bel mezzo del Santuario internazionale dei cetacei Pelagos, le isole toscane restano nel limbo di protezioni a mare fissate nel 1996 e che non sono una vera e propria area marina protetta, ma solo vincoli. Che questo avvenga per l’opposizione, la sordità e la miopia di alcuni amministratori locali che si sono opposti a qualsiasi revisione, temendo un ampliamento delle protezioni a mare all’Isola d’Elba e all’Isola del Giglio, è un ulteriore scandalo di una vicenda alla quale l’accordo tra Parco Nazionale e Comune di Capraia Isola restituisce un minimo di sensatezza».

Legambiente Arcipelago Toscano conclude invitando «gli altri sindaci che amministrano le isole con protezione “provvisoria” a mare – a partire dal Giglio per Giannutri e da Campo nell’Elba per Pianosa – a seguire l’esempio di Capraia e a sanare lo scandalo legislativo, politico e amministrativo dell’area marina protetta dell’Arcipelago Toscano che dura da 34 anni, ma invita soprattutto il Ministero dell’ambiente a riavviare l’iter istitutivo di un’Area marina protetta nel cuore di un Santuario internazionale che è prigioniera di interessi localistici che ne hanno impedito e ne impediscono l’istituzione prevista da leggi nazionali  e accordi internazionali»