Il ministro dell’Ambiente Orlando a Chieti

Area protetta o trivelle? L’Abruzzo davanti alla scelta tra petrolio e tutela dell’ambiente

[13 agosto 2013]

Per ora non ci sono ancora idee chiare per il futuro della costa Teatina, in Abruzzo. Da una parte c’è l’accordo politico per fare un Parco, come ha riferito a Chieti lo stesso ministro dell’Ambiente Andrea Orlando dopo l’incontro con 8 sindaci della costa. «C’è accordo sul fare un parco che abbia il pieno consenso delle amministrazioni coinvolte, per costruire insieme la perimetrazione e ragionare sulla governance. Fare il Parco della Costa Teatina è valorizzare un tratto di costa in tutte le forme in cui la valorizzazione va realizzata».

Ma proprio al largo della costa teatina c’è l’ipotesi per una nuova piattaforma per attività di esplorazione per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi. Si tratta del progetto Ombrina Mare 2, della britannica Medoilgas spa. A tal proposito il ministro ha scritto una lettera all’Ispra con alcune richieste di approfondimento, con l’obiettivo di definire un quadro quanto più completo possibile sullo stato delle conoscenze in materia e di consentire più accurate e solide analisi dei costi e dei benefici conseguenti.

Inoltre Orlando ha ricordato la costituzione presso il Dipartimento della Protezione civile della commissione internazionale Ichese, che ha avviato i lavori nel giugno 2013 proprio sull’argomento. «Sono consapevole che la problematica non può essere oggetto di una risposta da parte di Ispra, in quanto non rientrante tra le specifiche attribuzioni dell’istituto. Tuttavia ritengo opportuno che l’ente proceda ad una raccolta organica e ragionata delle informazioni consolidate e disponibili, così come di quelle prodotte dalle attività poste oggi in essere da altri soggetti e autorità».

Di fatto il ministro dell’Ambiente, che a Chieti oltre ai sindaci ha incontrato anche l’assessore alle Politiche Agricole Mauro Febbo, è intervenuto sui recenti atti di sindacato ispettivo e su alcune attività delle competenti commissioni parlamentari che chiedono chiarezza sulla relazione tra le attività di esplorazione per la ricerca e la coltivazione di campi di idrocarburi, sulla terraferma e in mare, e l’aumento, se non l’innesco, di una ulteriore attività sismica non trascurabile anche su scala regionale, chiedendo un supplemento istruttorio e rinviando  l’autorizzazione alla commissione per la valutazione dell’impatto ambientale.