«Leadership per una rete di Amp del Mediterraneo. Così si vince la sfida della blue economy»

Aree marine protette e difesa della costa, appello di Goletta Verde alla Regione Sardegna

Nidificazione di tartarughe marine Caretta caretta a Villasimius

[11 luglio 2016]

Goletta Verde SArdegna 0

In occasione della tappa a Villasimius (CA),  nell’area marina protetta di Capo Carbonara, della Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente rivolge un appello alla Regione Sardegna: «Si faccia promotrice di un tavolo nazionale per rivedere il modello gestionale delle aree marine protette, per creare quella necessaria rete istituzionale delle Amp del Mediterraneo che permetta di sviluppare le enormi potenzialità che queste aree protette offrono al Paese e alla sua economica.

Infatti, oggi su Goletta Verde si è discusso del ruolo delle aree marine protette nella strategia regionale per la tutela del sistema marino e costiero e Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, ha sottolineato che «Nel nostro Paese le aree protette, sia quelle marine che terrestri, hanno saputo legare in maniera feconda la conservazione della natura allo sviluppo sostenibile locale, promuovendo concretamente la green economy e coinvolgendo molte realtà territoriali. Nel prossimo futuro, però, occorre un decisivo cambio di passo per valorizzare il contributo che le aree protette possono offrire. Nonostante i problemi strutturali che pur sono emersi in questi anni, questi luoghi restano i laboratori avanzati della green economy e dello sviluppo sostenibile nel nostro Paese. La Regione Sardegna  è già in prima linea su questo fronte ma ora deve assumere la guida di questo processo di cambiamento, promuovendo innanzitutto un tavolo nazionale per la creazione di una vera rete di aree marine protette del Mediterraneo, in modo da liberare le energie da inutili e spesso dannosi intoppi burocratici, dando alle Amp un respiro davvero nazionale ed europeo».

In Sardegna sono già presenti 5 aree marine protette e 2 sono in corso d’istituzione, Amp che, secondo Legambiente, «d’intesa con Regione, amministratori locali, con il fondamentale contributo delle associazioni ambientaliste e del mondo della ricerca, devono sempre più sapere coinvolgere e valorizzare le forze produttive, economiche e sociali e tutti quei soggetti che vivono in questi territori, spesso marginali, e ne sono i custodi rappresentando i nodi della rete di conservazione e di socialità fondamentali per mantenere integri questi luoghi fragili ma straordinari».

Intervenendo all’incontro su Gioletta Verde,Tore Sanna, vicepresidente Federparchi, ha detto: «Rivendichiamo un ruolo strategico della Regione sul mare e sulle attività e i temi ad esso collegato, perché è inaccettabile che a tutt’oggi manchi ancora una strategia unitaria  Le cinque aree marine protette della Sardegna e i due parchi nazionali sono a disposizione della Regione per realizzare queste azioni di sistema e definire, insieme al Ministero dell’Ambiente, le strategie sul mare, mettendo a disposizione il patrimonio di conoscenze e professionalità accumulati in questi ultimi quindici anni».

Marta Battaglia, direttrice del Cigno Verde sardo, ha concluso sottolineando che «L’arrivo della Goletta Verde in Sardegna è coinciso con il ritorno dell’affascinante fenomeno della nidificazione di una tartaruga Caretta caretta sulla spiaggia di Villasimius. Un evento di grande valore scientifico e conservazionistico che deve farci riflettere ancora di più sull’importanza di salvaguardare le nostre immense risorse naturali, promuovendo un turismo e un’economia legata al mare che sia sempre più attenta alla tutela della biodiversità e al rispetto dei luoghi. La Sardegna deve proseguire nel percorso che ha portato a essere una delle regioni più incontaminate di Italia e deve sempre più essere pronta ad accogliere un flusso turistico di qualità, avviando un sistema economico basato sulla blue economy, a partire da difesa del paesaggio e messa in rete delle aree protette. Per fare questo però la Regione deve finalmente assumere un ruolo di leadership a livello nazionale nella creazione di un fondamentale coordinamento delle aree protette esistenti».