Riceviamo e pubblichiamo

Aree marine protette, il ruolo dell’Italia in Antartide e quello entro i nostri confini

[2 novembre 2016]

Ieri sull’Unita Silvio Greco ha commentato la istituzione in Antartide  dell’Area marina protetta più grande del mondo, 1,55 milioni di kmq nel Mare di Ross. Lo hanno deciso Usa e Nuova Zelanda unitamente a molti altri paesi e tra questi l’Italia, che ha una stazione scientifica nella Baia di Terra Nova.

Pochi giorni fa come sappiamo al Senato è stato approvato, dopo oltre un quinquennio, un testo di legge per fortuna non ancora in via definitiva, che riguarda anche le aree protette marine. Ma qui la gestione e tutela marina per la pesca come per la navigazione e tutto il resto, a partire dal Santuario dei cetacei che non riguarda solo il nostro Paese, le cose non risultano altrettanto chiare. Anzi, restano ancora ingarbugliate e incasinate al punto che non prevedono –come diceva la ‘vecchia’ 394 e anche la legge sul Mare – le Regioni. Altro che nuovo Titolo V, qui di nuovo non c’è nulla ma di stantio fin troppo, tanto che le Regioni e i Parchi regionali non potranno istituire alcuna area protetta marina neppure davanti alla porta di casa. Andranno in Antartide? L’Unità ha fatto bene a commentare positivamente questa iniziativa internazionale. Farebbe bene tuttavia a dedicare anche qualche commento ai pasticci di casa nostra.

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