Aree protette, Articolo 1 – Movimento democratico e progressista: «Serve una legge che rimetta al centro la funzione e il ruolo dei parchi»

Appello di Zaratti e Kronbichler: accogliere le proposte emendative

[29 marzo 2017]

Sulla legge sui Parchi in discussione alla Camera, i deputati di Articolo 1 – Movimento democratico e progressista Filiberto Zaratti e Florian Kronbichler si schierano decisamente con il fronte ambientalista più critico: «Speriamo che la discussione in Aula alla Camera serva ad eliminare definitivamente gli errori che sono contenuti in  questa proposta di riforma della legge sui parchi e che ci sia la volontà di ascoltare chi da venticinque anni è impegnato a tutelare e conservare il patrimonio inestimabile di natura e bellezza del nostro paese. Una riforma della legge 394/91 o serve a rimettere al centro la funzione ed il ruolo dei parchi italiani o non serve».

Secondo i due deputati del Mdp, che vengono entrambi da Sinistra ecologia e libertà (ma Kronbichler è stato eletto in Alto Adige grazie all’apparentamento di Sel con i Verdi-Grünen-Vërc dell’Alto Adige/Südtirol), «Le aree protette italiane da decenni sono aggredite e dimenticate, senza risorse, spesso prive di regolamenti e piani d’assetto, con Consigli direttivi costituiti non di rado da personaggi privi di qualunque competenza, lì a rappresentare interessi particolari».

Kronbichler è anche intervenuto nel dibattito in aula alla Camera dopo aver partecipato alla conferenza stampa di alcune delle più importanti associazioni ambientaliste italiane.  Quelli espressi dagli ambientalisti non erano giudizi lusinghieri e, dice il deputato sudtirolese dell’Mdp , «Ho ritenuto utile riportarli direttamente al relatore del disegno di legge Enrico Borghi e al presidente di Commissione ambiente Ermete Realacci, dovendo così mandare a monte la mia relazione preparata».

Kronbichler ha citato i giudizi lapidari sulla nuova legge degli esponenti di  Wwf, Gruppo dei Trenta,  Lipu, Italia Nostra, Mountain Wilderness e degli animalisti  e conclude: «Sarà un segno di vecchiaia se si glorifica tanto il passato, la propria giovinezza, ma se è il gotha ambientalista nella sua interezza ad esprimersi con tale durezza e disillusione, qualcosa che non va, ci deve essere. Realacci, pure esso un veterano del mondo ambientalista, si è dichiarato disponibile a “certi emendamenti”. Vedremo in settimana».

Come ha sottolineato anche Legambiente, Zaratti e Kronbichler fanno notare che «Il lavoro della Commissione ambiente in parte ha modificato l’impianto della proposta uscita dal Senato, per noi totalmente irricevibile». Ma aggiungono che «Permangono ancora forti criticità nel sistema della governance, non sufficientemente definita in base a profili professionali ancorati ad esperienze e capacità ambientali e naturalistiche e  nel principio delle royalties, che rischia di rafforzare gli interessi produttivi, che con la conservazione della biodiversità poco o nulla hanno a che fare».

I due deputati di Articolo 21 fanno appello  alla responsabilità di tutti «Affinché  le proposte emendative avanzate, anche su richiesta del largo fronte delle associazioni ambientaliste,  possano essere accolte cambiando quindi in modo sostanziale la proposta di legge».