Aree protette tra Europa e Iucn

[27 maggio 2014]

Tre grandi appuntamenti riguardano il futuro delle Aree Protette in Italia: il prossimo semestre europeo a presidenza italiana nel quale il Ministero dell’Ambiente svolgerà un compito rilevante sugli impegni assunti dall’Europa per la Strategia della Biodiversità,  a settembre la Conferenza sul clima a Lima, dal 12 al 19 Novembre il Congresso sulle aree protette dell’IUCN a Sidney.  Il primo impegna il nostro paese in una serie di azioni ed iniziative strategiche per il futuro delle Aree Protette in Italia indicate in maniera chiara e prospettica nella SNB con le necessarie conseguenti aspettative normative e finanziarie,  come ha indicato l’attuale Ministro dell’Ambiente nella sua relazione programmatica , ” E non si può parlare di Unione Europea senza far cenno alle problematiche legate alla protezione della natura e del mare. E’ questo, infatti, un altro dei settori a maggiore rilevanza istituzionale.

E’ a tutti noto, infatti, che il nostro Paese è in Europa il più ricco di biodiversità: circa 58.000 diverse specie animali e oltre 6.000 specie di piante, pari al 30% delle specie animali al 50% di quelle vegetali su una superficie pari a 1/30 del territorio europeo. In più, in questo Paese, sia pure con amare discontinuità, anche recentissime, sta di fatto aumentando il numero complessivo di lupi, orsi, camosci appenninici e tartarughe marine.  A tutto questo si aggiunga una fascia costiera di assoluta qualità, ove si avvicendano ovunque località capaci di accendere emozioni e suggestioni per la qualità degli scenari, delle acque marine, degli ecosistemi interessati.  Abbiamo oltre 50 aree protette nazionali, terrestri e marine, vero e proprio elemento distintivo in Europa unitamente al rilievo internazionale che ci deriva dai siti UNESCO “naturalistici”, o meglio della “biosfera”, che di recente hanno ripreso ad aumentare. In poche parole, un Paese al centro della considerazione quanto a ricchezze naturalistiche e marino-costiere, con un patrimonio straordinario di biodiversità. Peculiarità italiane, queste, che diventano davvero “irripetibili” laddove i nostri tesori naturalistici si intrecciano ovunque con un inestimabile patrimonio di beni culturali, storico-architettonici e archeologici.”

Il Ministro dell’Ambiente,  sempre nella stessa relazione, ha ulteriormente approfondito l’argomento con le sue implicazioni economiche e sociale nell’attuale momento storico, affermando ”  Nella crisi strutturale che stiamo vivendo, che impone una radicale rivisitazione del modello cui eravamo in passato abituati, credo che la piena valorizzazione del nostro patrimonio naturalistico e culturale può e deve concorrere a pieno titolo alla ricerca e alla ridefinizione delle nuove vocazioni su cui puntare, da oggi e per il futuro, per il lavoro, per la qualità della nostra vita, per le legittime attese delle giovani generazioni.”

Il Congresso Mondiale IUCN delle Aree Protette a 10 anni da Durban, in Sud Africa nel 2003, rappresenta il principale e più autorevole punto di riferimento internazionale sulla conservazione e gestione delle aree protette nel  mondo ed è l’appuntamento per coloro i quali sono coinvolti nella governance la gestione  delle aree protette. A livello internazionale si è convenuto che almeno il 17 % del territorio e il 10 % della superficie marina del pianeta essere protette entro il 2020. Il Congresso Mondiale IUCN dei Parchi servirà come piattaforma globale della conoscenza e dell’innovazione, e spingerà per una nuova stagione in cui le aree protette saranno globalmente riconosciute come centrali per il raggiungimento degli obiettivi economici e sociali più ampi. I Parchi possono raccontare molte storie di successo, ma c’è bisogno di intensificare le azioni e le esperienze positive, ed a tal fine identificare e promuovere competenze condivise, al fine di implementare soluzioni vincenti e replicabili, a livello di aree protette, in risposta alle sfide globali più pressanti di oggi. La Conservazione potrà avere successo nella misura in cui essa diventerà parte delle culture umane, e promuoverà la collaborazione e lo sviluppo tra aree protette ed attori sociali . L’effetto più importante del Congresso Mondiale IUCN delle Aree Protette del 2014, dovrà essere quello di ispirare la prossima generazione di leader impegnati per e nella conservazione. La sfida deve essere raccolta da tutte le nazioni che hanno sviluppato un solido sistema di Aree Protette; e l’Italia è fra queste. Le Aree Protette con il loro potenziale di habitat per la vita e la biodiversità svolgono un compito strategico per l’intera umanità contenendo il consumo di suolo, l’urbanizzazione selvaggia, e la desertificazione dando un contributo significativo  alla lotta contro l’effetto serra[1].

Questo momento storico e questo anno di impegni rilevanti per le Aree Protette in Europa e nel Mondo sono cruciali per delineare un quadro di aspettative e di rinnovamento culturale ed amministrativo,  dal quale non possono esimersi le competenti Commissioni parlamentari ed in particolare la  Commissione Territorio, Ambiente, Beni ambientali del Senato, che sta esaminando con procedura di urgenza e deliberante, le modifiche da apportare alla legge quadro sulle aree naturali protette n.394/91, sulla base di un testo unificato in cui sono confluiti tre disegni di legge presentati da senatori di gruppi diversi.  In proposito il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio Difendiamo i Territori,  ha inviato alle autorità nazionali un appello[2] sottoscritto da eminenti personalità del mondo delle aree protette, della cultura e della società civile, affinchè siano ascoltate le tante voci di dissenso a queste procedure urgenti che stanno determinando un profondo scollamento con le aspettative della società civile,  ma soprattutto ci sia il tempo per raccogliere i risultati di questi importanti appuntamenti internazionali  per aprire un necessario confronto, soprattutto in sede europea in occasione del semestre di presidenza italiana. Tale prospettiva ci permetterà di recuperare un gap storico sulle politiche internazionali per le aree protette sia sul piano culturale che amministrativo evitando di perdere opportunità e prospettive raccordando le aspettative nazionali con le politiche europee e consolidare in sede IUCN strategie ed innovazione che l’intero continente europeo potrà proporre in maniera unitaria in vista degli impegni 2020. E’ un’ulteriore occasione storica per il paese che non può essere persa in uno scenario sempre più ampio delle politiche per la tutela e conservazione della natura ormai fortemente integrate alle politiche ed opportunità nel campo della gestione e cura del territorio e del paesaggio.

 

Domenico Nicoletti, Docente di Gestione e Salvaguardia delle Aree Protette Università degli Studi di Salerno

[1]  “Parchi nazionali: dal capitale naturale alla contabilità ambientale”, contributo alla Strategia nazionale della biodiversità (2011-2020). – See more at: http://www.minambiente.it/pagina/aree-naturali-protette#sthash.3NcmLQ9L.dpuf

 

[2] Allegato.