Aree protette: nel mondo salvaguardato il 15% delle terre emerse e il 7% del mare

Sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di conservazione. Istituite aree protette su più di 20 milioni di km2 a terra e quasi 27 milioni di km2 a mare

[20 novembre 2018]

Secondo l’ultimo Protected Planet Report presentato alla 14esima Conferenza delle parti della Convention on biological diversity (Cop14 Cbd) in corso a Sharm El-Sheikh, in Egitto, «Circa il 15% dell’area terrestre mondiale è meglio salvaguardato da misure di conservazione, così come il  7% degli oceani del mondo, garantendo che il mondo sia sulla buona strada per raggiungere importanti obiettivi di conservazione».

Il Protected Planet Report è il frutto di una collaborazione tra Unep-Wcmc, International union for conservation of nature (Iucn) e  National Geographic Society ed esamina i progressi di Aichi Biodiversity Target 11, che punta a realizzare una gestione efficace ed equa del 17% del territorio terrestre e il 10% delle aree costiere e marine da proteggere entro il 2020.

Neville Ash, direttore dell’United Nations environment World onservation monitoring centre (Unep-Wcmc) ha sottolineato che «La continua crescita delle aree protette in tutto il mondo è essenziale per il futuro della biodiversità. In particolare, i grandi aumenti nella protezione dell’ambiente marino negli ultimi due anni avranno un ruolo chiave nel ripristinare la salute dell’oceano, ed è avvenuto grazie a una forte collaborazione tra Paesi, organizzazioni non governative e organizzazioni internazionali. Attendiamo con impazienza che le discussioni di questa settimana al vertice sulla biodiversità delle Nazioni Unite rafforzino ulteriormente la protezione per la natura, riconoscendo la necessità di garantire che le aree protette siano dotate di risorse adeguate e che vengano intraprese azioni più vaste per combattere le molteplici minacce affrontate dalla biodiversità all’interno e oltre le aree protette».

Protected Planet Report fornisce le informazioni essenziali sulle quali i decision-makers basino le loro decisioni per raggiungere gli obiettivi esistenti e, soprattutto, determinare l’approccio per il quadro globale sulla biodiversità post 2020 che viene discusso alla Cop14 Cbd in Egitto. Protected Planet fornisce la fonte più aggiornata e completa di informazioni a livello globale sulle aree protette e salvaguardate. Ad esempio, la Ross Sea Region Marine Protected Area – aggiunta nel 2017 al World Database on Protected Areas – è ora la più grande area protetta del mondo con oltre 2 milioni di Km2 e, grazie alla sua istituzione, in 432.000 miglia quadrate di questa riserva antartica oggi è vietata la pesca, per preservare oltre 16.000 specie, tra cui il pinguino di Adelia e la balenottera comune. Il sito è gestito dai governi della Nuova Zelanda e degli Stati Uniti d’America.

Trevor Sandwith, direttore del Global protected areas programme dell’Iucn evidenzia: «E’ chiaro che restano sfide significative per raggiungere tutti gli elementi dell’Aichi Biodiversity Target 11, ma questo rapporto sottolinea gli importanti e sostanziali progressi fatti e focalizza l’attenzione sulle lacune e le opportunità. Tra queste, c’è la necessità di riconoscere e sostenere pienamente gli sforzi compiuti dalle popolazioni indigene e dalle comunità locali, così come dagli attori privati ​​che conservano le aree critiche».

Entro il luglio di quest’anno erano state istituite aree protette su più di 20 milioni di km2 di terre emerse e su quasi 27 milioni di km2 di aree marine, luoghi che si è deciso di salvaguardare per riuscire a conservare specie ed habitat a lungo termine. Si tratta di un aumento dello 0,2% del territorio terrestre e del 3,2% delle aree marine rispetto all’ultimo rapporto pubblicato nel 2016. Mentre i leader mondiali (non tutti, a cominciare da Trump) lavorano per rispettare i loro obiettivi concordati entro il 2020, ogni mese vengono aggiunte nuove aree protette e la versione online del rapporto fornisce le informazioni più recenti.

Jonathan Baillie, vicepresidente esecutivo e chief scientist della National Geographic Society, conclude: «I progressi verso questi obiettivi sono incoraggianti, ma se vogliamo proteggere la vita sulla Terra, dobbiamo aumentare in modo massiccio le nostre ambizioni. Il sostegno di National Geographic al Protected Planet Report mira a definire chiaramente i progressi e a celebrare le nazioni che stanno assumendo un ruolo guida nel garantire un pianeta sano».