Arno, nuovi rifugi di biodiversità grazie ai tronchi portati dalle piene

All’Oasi di Focognano l’iniziativa di Wwf e Consorzio di bonifica che “riusa” materiali che sarebbero stati altrimenti conferiti in discarica

[30 marzo 2018]

Marzo è stato un mese piovoso con diverse piene “di livello” registrate su diversi fiumi e torrenti della Toscana e come tutti sanno, con le piene i fiumi possono trasportare tronchi di alberi e altro materiale vegetale dalle zone di montagna verso le pianure e da queste, via via, fino al mare. È un evento naturale che si ripete da sempre, tanto che l’equilibrio ambientale dell’habitat costiero dipende in buona parte proprio da questo apporto di materiale organico che poi il mare ridistribuisce sulla linea di costa con le mareggiate; ma allo stesso tempo questo trasporto deve essere limitato e controllato per evitare che il materiale sia troppo o troppo grande e rischi di danneggiare od ostruire, lungo il suo tragitto, ponti e guadi, griglie ed altri manufatti fondamentali per la sicurezza idraulica.

Anche di questo si occupa il Consorzio di bonifica, ma la peculiarità dell’innovativo accorda sancito tra il Consorzio 3 del Medio Valdarno e il Wwf sta nel “riuso” di questi materiali organici: se ne sancisce il valore ecologico anziché destinarli a smaltimento in discarica. Infatti – come spiega il Consorzio di bonifica – quando in natura cade un albero il suo tronco crea condizioni ecologiche favorevoli per molte specie faunistiche, sia legate al processo di decomposizione con la presenza di varie specie in genere di piccole o piccolissime dimensioni, sia come materiale legnoso utile per molti animali per la realizzazione del proprio rifugio elettivo: invertebrati, anfibi e rettili, dunque, ma anche molti mammiferi e alcuni uccelli.

Nella Piana fiorentina, dove il paesaggio è scandito da insediamenti urbani e produttivi ed appezzamenti agricoli intensivi, da oltre 20 anni il WWF si adopera nel creare grandi aree naturali per la fauna e la flora tipiche, e fra queste un ruolo speciale è quello di molte casse di espansione rinaturalizzate.

Proprio in questi giorni, a seguito delle ultime ondate di piena che hanno interessato anche l’Arno, i primi tronchi asportati dal Consorzio sotto Ponte Vecchio e poi da tutto il tratto cittadino, dove a breve dovranno essere iniziati anche gli sfalci dell’erba, sono andati a creare nuovi rifugi per centinaia di piccoli animali presenti in una nuova area di ripristino di oltre 60 ettari, recentemente annessa all’Oasi di Focognano.