Arrestato il direttore del Parco dei Virunga: si opponeva all’estrazione del petrolio

[25 settembre 2013]

Il conservateur chef (paragonabile ad un nostro direttore di parchi, ndr) del settore centrale del Parco nazionale dei Virunga, Rodrigue Mugaruka Katembo, è detenuto da oltre 6 giorni nel carcere dell’Agence nationale des renseignements (Anr) a Goma: è quanto riporta Radio Okapi, l’emittente della Mission des Nations Unies pour la Stabilisation en République Démocratique du Congo (Monusco) – che è spesso l’unica fonte attendibile di quanto avviene nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo.

Alcune Ong locali e l’Institut congolais pour la conservation de la nature (Iccn) ieri hanno detto che Mugaruka Katembo  è stato arrestato dai militari per essersi opposto all’attuazione di un progetto della multinazionale petrolifera Soco International a Nyakakoma,

L’arresto del conservateur chef  del Parco dei Virunga, il più famoso ed a rischio della Rdc, è avvenuto nella notte del 18 settembre a  Kanyabayonga. Per le associazioni ambientaliste del Nord Kivu e l’Iccn «Il conservateur principal era stato subissato  di minacce da quando si era opposto,  qualche giorno fa, alla posa del pilone di un’antenna telefonica da parte della Soco International nel Parco a Nyakakoma».

Ufficialmente Mugaruka Katembo  è stato arrestato per «Opposizione agli ordini dell’alta gerarchia dello Stato- spiega il direttore tecnico e scientifico dell’Iccn, Guy Mbayma – Seco ha l’obbligo di attuare dei progetti sociali e le comunità locali di Nyakakoma gli hanno chiesto di installare un’antenna telefonica. Il rappresentante personale del presidente della Repubblica è venuto ad inaugurare i lavori e il signor Rodrigue ha sospeso questi lavori eseguiti su istruzione del presidente della Repubblica. Allora, I servizi hoc lo hanno catturato!»

Ma dietro all’arresto non c’è solo la “lesa maestà” di un presidente che vive nella lontanissima Kinshasa: l’Iccn e le associazioni ambientaliste si oppongono allo sfruttamento di petrolio nel Parco nazionale dei Virunga, dove vivono gli ultimi gorilla di montagna ed una fauna unica al mondo. La Soco international, una piccola multinazionale britannica, vuole estrarre il petrolio nel blocco 5 del Rift albertin Est, ma il progetto incontra forti resistenze e Leïla Zerrougui, rappresentante speciale aggiunta per la Rdc del segretario generale dell’Onu  Ban Ki.moon, si è detta molto preoccupata «Per questo progetto che rischia di minacciare l’equilibrio ecologico di questo Parco iscritto nel Patrimonio mondiale dell’Unesco».

Prima di Mugaruka Katembo, le  Forces armées de la République Démocratique du Congo (Fardc), note per la loro corruzione e le violenze contro la popolazione, avevano già arrestato almeno altri 4 ambientalisti che si oppongono al progetto della  Soco International a Nyakakoma e così  l’arresto del conservateur principal del Parco dei Virunga preoccupa non poco la società civile del Nord Kivu ed i responsabili dell’Iccn del Virunga che sono stati accusati di essere complici degli attivisti.

Il governo di Kinshasa ha dato alla Soco un permesso esplorativo che copre circa l’85% della superficie del Parco dei Virunga e l’ordinanza presidenziale che concede lo sfruttamento e la produzione di petrolio risale addirittura al 2010. Ma dopo la promulgazione di questa ordinanza l’esplorazione e lo sfruttamento petrolifero nel Parco nazionale tutelato anche dall’Unesco si sono scontrati con un’inattesa resistenza dell’Iccn, degli amministratori del Nord Kivu e delle associazioni ambientaliste locali ed internazionali, fino a diventare una campagna del Wwf che ha dato risonanza mondiale al pericolo petrolio che corre uno dei Parchi più belli e fragili del pianeta che ha già dovuto subire l’assalto dei bracconieri e delle milizie armate a caccia di materie prime.

Con l’arresto di Rodrigue Mugaruka Katembo le Fardc vogliono dare un chiaro segnale di appoggio alla Soco International, impaurendo gli ambientalisti e facendo capire che non si fermeranno nemmeno davanti all’arresto dei leader della protesta, fino ad imprigionare con accuse ridicole il conservateur chef del Parco nazionale che pure applicava semplicemente la legge in difesa dell’area protetta.