Artico sotto tiro: la piattaforma Shell Polar Pioneer a Dutch Harbor, in Alaska (FOTOGALLERY)

E’ il primo scalo nel grande Nord per trivellare il mare dei Chukchi questa estate

[29 giugno 2015]

Piattaforma Shell 1

La Polar Pioneer, una piattaforma petrolifera galleggiante alta più di 90 metri, che la Royal Dutch Shell intende installare questa estate nel  Mar  dei Chukchi,  nell’Artico, è arrivata a Dutch Harbor, nell’isola di Unalaska,

La gigantesca piattaforma di trivellazione, trainata da due rimorchiatori d’alto mare, ha fatto la sua comparsa al largo di Unalaska Island prima dell’alba del 27 giugno, 13 giorni dopo ha lasciato Seattle, nello Stati Usa di Washington. Una partenza contrasta dalle proteste degli ambientalisti e da flottiglie di  “kayaktivist” statunitensi, ma all’arrivo della piattaforma alle isole Aleutine non c’erano manifestanti ad accoglierla.

Ora la Polar Pioneer galleggia al largo dell’aeroporto di Dutch Harbor di fronte alle ripide pemndci di vulcani come il monte Makushin che formano l’arcipelago di Unalaska e vicino alla flotta della Shell ancorata a Dutch Harbor, dove aspetta gli ultimi permessi del governo Usa, dei quali la multinazionale ha bisogno per avviare le trivellazioni nel Mare Artico. Nel porto ci sono un rimorchiatore e la nave di servizio Aiviq; la nave anti-inquinamento  Fennica, ed imbarcazioni addette ai servizi petroliferi come Ross Chouest e Nordica. Altre navi sono arrivate ad Homer nel sud dell’Alaska e la Shell ha detto che potrebbe dispiegare più di 25 unità a servizio delle due piattaforme di perforazione che vuole installare ne Mar de Chukchi, quasi 1.000 miglia a nord delle dalle Aleutine, attraversato lo stretto di Bering.

Intanto, nella capitale Usa Washington, le associazioni ambientaliste rappresentate da Earthjustice hanno presentato una denuncia contro il Segretario agli interni  Sally Jewell perché il piano di trivellazioni della Shell approvato violerebbe una te approvato Shell viola “una condizione esplicita” del 2013 che disciplina la normativa che non consente alle compagne petrolifere di disturbare trichechi, foche e altri animali della regione. Gli ambientalisti dicono che i regolamenti Usa prevedono che gli impianti di trivellazione petrolifera debbano stare almeno a 15 miglia dalle aree frequentate da questi animali protetti, mentre i siti di trivellazione previsti dalla Shell sono solo a 9 miglia di distanza. Si tratta proprio di una delle questioni in sospeso prima che la Shell possa ottenere il via libera federale per poter disturbare i mammiferi marini, ma intanto la multinazionale si è già portata avanti – e molto a nord . con il lavoro.