La denuncia di Pro Natura, Wwf, Salviamo l’Orso, Touring Club, Legambiente, Mountain Wilderness, Lipu

Una lingua di asfalto minaccia l’habitat dell’orso bruno marsicano, nel Parco nazionale

Gli ambientalisti contro il progetto di trasformazione di una pista campestre

[20 gennaio 2016]

orso bruno marsicano strada

In un’area di grande bellezza e importanza naturalistica che Papa Wojtyla amava molto proprio per le sue caratteristiche selvagge, parte integrante di un Sic (sito di importanza comunitaria della rete europea Natura 2000 ) e del territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il sindaco e il Comune di Villavallelonga progettano di spendere 500.000 Euro per “sistemare” una strada che non ha alcun bisogno di sistemazione.

La strada, o meglio la pista, è  quella  che da Madonna della Lanna  attraversa i Prati d’Angro, cui fanno da corona alcune delle più belle montagne del Parco e da cui scende la Valle Cervara,  sito di una faggeta vetusta tra le  più  importanti e meglio conservate d’Europa. Siamo nel cuore dell’habitat dell’orso bruno marsicano, nei luoghi dove a maggio scorso fu recuperata un’orsetta di pochi mesi sola e in difficoltà , della quale i tecnici del Parco si presero  cura con successo e che è stata da poco rimessa in libertà.

La strada attuale, bianca, serve agli allevatori che frequentano i prati e assolve senza problemi  a questo scopo tutto l’anno. Piuttosto andrebbe regolato il traffico estivo che prende d’assalto in maniera disordinata tutta l’area  lasciando dietro di sé a fine agosto cumuli di rifiuti e resti di campeggi abusivi.

La promessa del sindaco e dell’attuale giunta di regolamentare l’accesso ai Prati d’Angro  e di affidarne la gestione a una cooperativa di giovani locali rimane ancora solo una promessa mentre il tentativo di trasformare una strada bianca, campestre, al servizio degli allevatori e degli escursionisti in un’arteria destinata in futuro (nei “sogni proibiti” del sig. sindaco…) a convogliare migliaia di  sciatori verso ipotetiche piste sull’Aceretta, il versante che da Mt Vitelle guarda la Vallelonga, va invece avanti nonostante la mancanza di qualsiasi valutazione di impatto ambientale in un’area che risulta critica e fondamentale per l’orso, zona di tane e di alimentazione autunnale, core area della specie e per giunta all’interno di un Parco Nazionale.

Tra l’altro dal progetto da noi acquisito si evince l’ovvia impossibilità di regimare le acque del Torrente Rosa e di altri rigagnoli e valloni che in ogni inverno spostano il tracciato della strada senza imponenti interventi di infrastrutturazione (ponti e viadotti) impensabili in loco, rendendo cosi gli eventuali lavori solo uno spreco di denaro pubblico e un regalo all’impresa eventualmente incaricata dei lavori.

In tutto ciò le associazioni restano basite dal comportamento degli organi tecnici del  PNALM che hanno rilasciato un superficiale nulla osta a fronte di un progetto  pieno di evidenti lacune tecniche e procedurali e in un’area che il Parco ha il dovere di difendere a tutti i costi da qualsiasi manomissione se vuol tenere  fede ai propri compiti istituzionali.  Il Parco non pensi di salvarsi la coscienza  avendo condito il nulla osta di prescrizioni che come al solito l’eventuale ditta appaltatrice ignorerebbe e ritiri invece subito il nulla osta incautamente concesso. In ogni caso questo nulla osta non è sufficiente ad autorizzare i lavori in quanto va prima valutata l’incidenza ambientale del progetto e lo studio, appunto, di Incidenza Ambientale deve essere depositato, reso pubblico e approvato prima dell’approvazione del relativo progetto, in base a quanto disposto dalla Legge Regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale (n. 66/1990, art. 2 c. 1) e dal Codice sui contratti pubblici (D.Lg.vo n. 163/2006, art. 165 c. 3).

Le associazioni Pro Natura, Wwf, Salviamo l’Orso, Touring Club, Legambiente, Mountain Wilderness, Lipu e Dalla parte dell’Orso, che  già nel maggio scorso avevano diffidato il Comune, ribadiscono che sono pronte a ricorrere al Ministero dell’Ambiente, alla Regione e ai competenti organi di giustizia comunitari se il progetto non venisse immediatamente abbandonato.

di Piera Lisa Di Felice – Pro Natura (Abruzzo), Luciano Di Tizio – WWF (Delegato Abruzzo), Stefano Orlandini – “Salviamo  l’Orso”, Bruno Petriccione – Touring Club Italiano (Referente ambiente Abruzzo), Giuseppe Di Marco – Legambiente, (Abruzzo), Marano Mario Viola – Mountain Wilderness (Abruzzo), Stefano Allavena – LIPU (Abruzzo), Mimi D’Aurora – Dalla Parte dell’Orso