Attacchi agli allevamenti, in Toscana è boom per le richieste di prevenzione

[29 ottobre 2014]

Secondo la Provincia di Grosseto «le richieste dei contributi per realizzare misure di difesa degli allevamenti crescono in maniera esponenziale». La Provincia ha approvato la graduatoria delle domande presentate ai sensi della Misura A.1.5 azione A del PRAF e spiega che «Sono fondi che la Regione Toscana mette a disposizione degli allevatori che intendono adottare misure di prevenzione degli attacchi da predatori come interventi sulle strutture di ricovero (ovili), recinzioni metalliche, elettrificate, strumenti elettronici di videosorveglianza, acquisto/addestramento di cani da guardiania.

Rispetto agli anni passati, in cui la Provincia di Grosseto aveva ricevuto poche richieste in tal senso (2 nel 2007, 2 nel 2008, 4 nel 2009, 0 nel 2010, 2 nel 2011, 2 nel 2012, 8 nel 2013), quest’anno sono state presentate ben 16 domande per un investimento richiesto di € 355.607 ed un contributo erogabile di € 129.932. Nelle Unioni dei Comuni le domande presentate nel 2014 sono state 57, a fronte nel 2012 di 21 domande e di 40 nel 2013. L’aumento quasi esponenziale delle richieste a partire dal 2013 indica  un’adesione importante, che cresce anno dopo anno».

In un comunicato la Provincia ricorda che  «Solamente un anno fa, nell’ambito del Progetto Life+ Medwolf, di cui la Provincia di Grosseto è partner, è stata richiesta l’espressione di una manifestazione di interesse da parte di tutti quegli allevatori interessati all’affidamento, in comodato d’uso gratuito, di strumenti di prevenzione come recinzioni fisse e mobili, elettrificate e cani da guardiania. Le manifestazioni di interesse pervenute sono state oltre 200, a ulteriore testimonianza di come questi strumenti sono, almeno da una fetta importante degli allevatori maremmani, ritenuti utili per contrastare il fenomeno delle predazioni.  Estremamente funzionali al lavoro di prevenzione si sono dimostrati gli incontri con gli allevatori interessati per stabilire, insieme a loro, in un processo partecipato e trasparente, quali fossero le misure più efficaci da utilizzare nell’ambito delle singole aziende». 

E il  Progetto Life+ Medwolf «esprime grande soddisfazione per la notizia, riportata dalla Provincia di Grosseto, dell’aumento esponenziale delle richieste di misure di prevenzione da parte degli allevatori locali. È una notizia molto positiva in quanto questi numeri, considerati insieme alle oltre duecento manifestazioni di interesse ricevute nell’ambito del progetto, rendono evidente il gradimento verso il supporto agli allevatori nell’affrontare la difficile convivenza con i predatori, che è l’obiettivo primario del progetto Medwolf».

Life MedWolf – Le migliori pratiche di conservazione del Lupo nelle aree mediterranee,  si svolge in Italia, nel territorio della provincia di Grosseto, e in Portogallo, nei distretti del Guarda e di Castelo Branco. L’obiettivo del progetto è quello di ridurre il conflitto tra la presenza del lupo e le attività antropiche nelle aree rurali delle due aree di studio dove si è persa la tradizione culturale alla coesistenza con il predatore. MedWolf vede infatti per la prima volta la collaborazione tra associazioni di categoria rappresentanti il mondo agricolo, associazioni ambientali, istituzioni e centri di ricerca italiani e portoghesi.

I partner del progetto dicono: «Siamo certi che la strada intrapresa, in un clima di concretezza, di dialogo e di assoluta trasparenza, grazie anche e soprattutto alla pazienza e alla disponibilità degli allevatori, sia l’unica percorribile per il pieno raggiungimento degli obiettivi di progetto. Ed è grazie al dialogo, al confronto, alla partecipazione e alla condivisione delle scelte che un numero sempre maggiore di allevatori, forse anche una maggioranza troppo spesso silenziosa, consideri oggi i sistemi di prevenzione uno strumento valido ed efficace nella protezione delle greggi».